Riflettevo ieri mattina, sul significato della parola “antiamericanismo”. Che cosa vuol dire antiamericano? Mi verrebbe da inquadrarlo nel contesto politico, quindi direi che è antiamericano cioè che si contrappone al Governo degli Stati Uniti. Quindi, il contrario dovrebbe essere filoamericano. E’ filoamericano colui le cui posizioni sono in linea con quelle del Governo USA.
Eppure a me sta parola ieri mattina dava un fastidio enorme. Perchè poi antiamericano non vuol dire nulla! Sono antiamericano io? Mi piace il rock & roll e, tanto per dire, Pamela Anderson non mi sta proprio antipatica. Allora non sono antiamericano!
Però i repubblicani non li sopporto, Bush e la sua amministrazione nemmeno: quindi sono antiamericano!
Ma come, e il rock & roll? E Liv Tyler? No dai, non lo sono!
Okay, mi hanno fregato. Davvero, e penso di non essere nemmeno l’unico che ci è rimasto invischiato in questa cosa delle parole che cambiano senso da un momento all’altro.
E’ da quando è cominciata la guerra che chiunque non parteggi per la coalizione viene tacciato di antiamericanismo. E allora tutti a difendersi, a dire che No, non sono antiamericani loro, che neanche se lo sognano di esserlo – scherziamo? – ma che solo, democraticamente, non condividono le opinioni di chi è al governo ORA negli Stati Uniti. Che loro sono amici del popolo americano con cui condividono questo e quello.
E intanto si sono rubati una parola. Una parola in meno da poter usare, perchè l’hanno svuotata di significato. I Furbi. E anche i codardi.
04/24/2004 4:53
in mondo.
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..un uai e un bicaus!
La scritta che campeggia sotto il titolo del blog, purtroppo, non è mia… avrei voluto tanto fregiarmi di tale merito ma non posso.
L’autore non sa nemmeno che l’ho citato, e probabilmente ha anche dimenticato di averla pronunciata. Io non sono uno che le nota, ste cose. Non prendo carta e penna e mi segno le boiate che sento quotidianamente, insomma, non vi presto molta attenzione.
Quella volta no. L’ho visto alzarsi dal tavolo della riunione, prendere il pennarello e dirigersi verso la lavagna per illustrarci la soluzione del problema. L’ho sentito pronunciarla quella frase e incredibilmente sono riuscito a non ridere. Ho fatto finta di prendere appunti e me la sono segnata.
“Scusate, parlo perchè non sono un esperto in materia”.
Come dargli torto? Quale frase migliore per introdurre i miei post?
04/24/2004 3:43
in blog.
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Il 9 gennaio 2003 questo blog vide la luce per la prima volta. Scrissi quattro post, uno dietro l’altro. Poi più niente fino ad ora. Ripropongo quello di apertura:
Nero su bianco, le parole hanno un altro potere. Verba volant, scripta manent. E ciò che si pensa? Rimane nel limbo, fino a quando non lo si pronuncia ad alta voce e allora le parole turbano l’aria e prendono il volo. Il potere liberatorio delle parole, libera noi o loro stesse, che a tutti gli effetti prendono il volo? A volte è meglio non lasciarle scappare, abbatterle alla prima avvisaglia di fuga è un consiglio che mi do da tempo ma che non metto mai in atto, ed eccomi, per la prima volta a tentare di farlo. Nero su bianco
04/24/2004 3:34
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