Archive for April 28th, 2004

Storie della Sala Macchine

Le scene descritte su questo sito sembrano tratte dalle vignette di Dilbert, davvero spassose. Vi propongo un estratto da quella intitolata Pubblic Announcement

Prendo su uno degli scatoloni e comincio a portarlo a destinazione, lungo la via incontro CL2.
CL2 - Stavo giusto venendo da te!
IO - A si?
CL2 - Come faccio ad attivare il mio autoreply?
IO - Apri il tuo browser e leggi le istruzioni.
CL2 - Quali istruzioni?

A questo punto mi dirigo verso il suo computer ed apro il browser, sulla “pagina di default” appare un bellissimo link (in rosso) “FAQ - Leggere”, faccio click e una delle prime cose che compare e’ “Come attivare o disattivare l’autoreply”.

CL2 - Ma non c’era prima!
IO - Come no…

Pulizie di primavera.

Vi rilancio un post di Lia su Haramlik, sulla decisione del governo provvisorio in Iraq di cambiare i colori della bandiera.

Cambiano, non si sa in nome di chi, la bandiera che è lì dal 1952 e, con Saddam, non c’entra niente. Eliminano i colori che la affratellano con quelle degli altri paesi arabi: il verde era il colore amato da Maometto, e il bianco e il nero che hanno un significato religioso, uniti al rosso che simboleggiò la rivolta di Shariff Hussein contro l’impero turco, rappresentano il panarabismo e sono presenti in tutte le bandiere del’area.
Il portavoce del governo spiega:
“This is a new era,” al-Kafaei said. “We cannot continue with Saddam’s flag.”
Ma come dice Lia…la bandiera risale al 1952!

Così presto?

Vengo a sapere dal Corriere e da Repubblica che la trasmissione in differita degli spettacoli - meglio conosciuta come censura preventiva - è arrivata anche in Italia. Per la prima volta infatti, il concerto del 1° Maggio verrà trasmesso con un ritardo di un’ora circa.

Sembra solo di ieri la performance di Janet Jackson al Superbowl, che con il suo seno nudo ha scandalizzato il Paese e finito per scatenare le polemiche dell’America più puritana.

Cavalcando l’onda di un caso creato ad arte, si coglie l’occasione per fare le prove tecniche generali della censura preventiva. I Grammy Awards sono l’occasione giusta: alla jacskon viene tolta la conduzione della 46° edizione e per la prima volta la premiazione viene trasmessa co una differita di 5 minuti dalla CBS. Il motivo ufficiale:

[…]delay to avoid anything like Janet Jackson’s Super Bowl flesh flash.

Anche gli Oscar erano vicini, e tanto per non saper leggere né scrivere, la censura preventiva è stata adottata anche lì. Ma agli Oscar, probabilmente, non ci sarebbe stato nessun pericoloso seno a piede libero. Forse qualche artista avrebbe seguito l’esempio di micheal moore quando nel 2003 ha duramente attaccato la politica dell’ammistrazione Bush (qui il discorso in originale).
E così anche agli oscar del 2004: 5 secondi di differita, ufficialmente per evitare bestemmie e parolacce da parte dei vincitori. Tipica reazione di chi sale sul palco a ritirare un importante riconoscimento al proprio lavoro.

E torniamo a noi, in Italia. Cinque minuti? Cinque secondi? Non scherziamo: un ora buona buona. E lo diciamo chiaramente, non ce ne frega nulla delle parolacce, vogliamo solo evitare che si parli di politica e si chiami in causa la guerra in Iraq. Assurda la dichiarazione del consigliere RAI Giorgio Rumi : (il grassetto è mio)

Non è possibile che il concertone si trasformi in una piazzata dannosa, non ci possono essere bandiere bruciate o qualcuno che grida “Via le truppe dall´Iraq” o “Più truppe in Iraq

E ancora: “Una misura dettata anche dalla legge sulla ’par condicio’.
Par Condicio? Ora la difendono? Era solo il 2 marzo quando Berlusconi disse che la par condicio andava cambiata perchè creava informazione distorta.
Qualcuno gli dica di mettersi daccordo, per favore!


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