Archive for May, 2004

Democrazia, un modello incompleto

Pfall parla di democrazia a proposito del referendum per cui l’opposizione in Venezuala sta raccogliendo le firme.

Non sono informatissimo sui “difetti formali” di cui si parla, quindi non so se siano da attribuire ad un reale intervento di Chavez o meno. Anzi, quello che so sul Venezuela l’ho letto su un pezzo di Stefano Vernole, su disinformazione.it (via articolo 21)

Se non fosse questo il caso - ed è il punto che mi interessa di più - se quindi Chavez non ne è il responsabile, non riuscirei a collegarlo all’abilità di Berlusconi di superare indenne i processi dato che in molti casi lo fa attraverso leggi ad personam.

E nemmeno vedrei un parallelo con la vittoria delle elezioni da parte di Bush visto che - come espone chiaramente Micheal Moore nel suo libro “White Stupid Man” - è il frutto dell’aiuto da parte del frattelo Jeb - governatore della Florida. Questi, infatti, ha modificato la legge elettorale per favorire il fratello:

La legge dice che gli ex criminali non possono votare in Florida. E sfortunatamente […] questo significa che al 31 per cento di tutti i neri della Florida è proibito votare perché le loro fedine penali sono macchiate da qualche crimine. Harris e Bush sapevano che togliendo i nominativi degli ex criminali dalle liste elettorali avrebbero tenuto alla larga dalle cabine di voto migliaia di cittadini neri.

Non è pericoloso accettare l’utilizzo di questi trucchi come una naturale espressione della democrazia? Piuttosto, il verificarsi di questi episodi mostra i limiti di un modello non completamente maturo incapace di difendersi dagli attacchi interni di chi vuole abusarne per far passare la percezione di legalità.

Sono daccordo con Pfall quando dice che i tecnicismi formali fanno parte della democrazia, anzi, sono la democrazia ma ritengo che una maliziosa interpretazione di questi formalismi o peggio, la creazione ad hoc di essi rappresenti un abuso che va in contrasto con i concetti stessi che ne stanno alla base.

Se poi veramente Chavez stesse mettendo i bastoni tra le ruote ai suoi avversari, sfruttando la sua posizione di potere per portarsi in vantaggio, allora non ci vedrei nulla di male nell’imporre sanzioni.
Questi stessi provvedimenti li vedrei benissimo a carico di George Bush e Silvio Berlusconi, per intenderci.
Che poi sia irrealistico - almeno nei prossimi decenni - eludere il sistema dei due pesi e due misure

Viral Video Project

Sul sito www.viralvideo.it ci sono interviste video che difficilmente si vedrano in televisione. Tra gli altri: Marco Travaglio, Gianno Vattimo e Vittorio Agnoletto.
Illuminanti. Il materiale è distribuito con licenza copyleft.

La libertà è un virus: diffondi il contagio!

Il progetto VIRAL VIDEO è una zona franca da cui potranno levarsi voci non filtrate che circolando liberamente,
speriamo possano intaccare il muro del pensiero unico e della censura.

Fatti contagiare dalla libertà di critica, diffondi gli audiovisivi del Viral Video Project!

WMD? Scusate, ci eravamo sbagliati

Il N.Y. Times si scusa con i suoi lettori.

Il Times ha citato cinque temi — compresi diversi articoli di prima pagina — su cui ha scritto tra il 2001 e il 2003 che parlavano di armi biologiche, chimiche e nucleari in Iraq che non sono mai state sottoposte a verifiche indipendenti e che sono state confutate da suoi giornalisti o da giornalisti di altre testate.

Quando i reporter scrivevano articoli che smentivano la storia iniziale, venivano oscurati, ha detto il Times.

Comodo, dopo che si è contribuito a convincere l’opinione pubblica dell’esistenza delle armi di distruzioni di massa…

Squallore Tg5

Non avrei mai immaginato che arrivassero a tanto, mi sento ingenuo. Ma sul serio, che schifo!
TG5 delle 20. Dopo le varie notizie c’è un collegamento con Mike Bongiorno, seduto nella sua casa su una poltrona che definire kitch è poco, ma i gusti son gusti. Mike compie 80 anni e Mentana vuole rendergli omaggio.

«Qual è il ricordo più importante della tua lunga carriera?»
«Beh, è sicuramente quando un giorno ricevetti una telefonata. Mi dissero che c’era un signore che voleva parlarmi. Allora lavoravo in RAI e avevo 24 milioni di spettatori come seguito, per dire. Incontrai quel signore.

“Ma cosa fa?” gli chiesi.
“Costruisco” Stava costruendo Milano 2, questo signore si chiamava S I L V I O B E R L U S C O N I ?»

«Si era capito…?» lo interrompe Mentana

«”E io in cosa posso aiutarla?” ? continua Mike
«
“Voglio fare una televisione e voglio che lavori per me” rispose

“Bene, è interessante. E’ una cosa che so fare, soprattuto fare la pubblicità che ho imparato in
America”
Dovete sapere che all’epoca la RAI aveva il monopolio e gli
stipendi erano abbastanza bassi. Io prendevo 25 milioni in un
anno.
“Ma ecco, lei cosa mi offre?” gli chiesi “Vede io non
posso fare il salto nel buio, che garanzie mi offre?”
Lui fece due conti e mi dice “Le offro 600 milioni”
Seicento milioni! Io che ero abituato a 25-30 milioni faccio “Ma
in quanti anni?”
“Ma no, qui c’è la pubblicità che
contribuisce, 600 milioni è lo stipendio di un anno
solo”
Enrico, mi ha veramente cambiato la vita.
»

A questo punto Mentana fa partire un servizio sul matrimonio tra il
portiere Buffon -non quello della Juve - e una valletta di Mike
Bongiorno.
Dato che si parla di calciatori parla anche del fidanzamento tra un
altro portiere minore e quella che poi il mondo conoscerà come
Sonja Ghandi , il cui partito ha vinto le elezioni
qualche giorno fa in India. Ma questo mica lo dice, no. Dice solo che
lo scoop del findanzamento con il calciatore è la copertina di
un settimanale. Ben inquadrato dalla telecamera, ma non me lo ricordo.

Si ritorna in studio e Mentana chiede a Mike Bongiorno della sua
passione per il ciclismo
«Beh Enrico, sono anche stato presidente di una squadra ciclistica,
di cui non dico il nome se no è pubblicità. Oggi
però abbiamo il nostro nuovo Pantani, il giovane Cunego.»

Parte quindi il servizio sulla vittoria di Cunego nella tappa di Bolzano del Giro ‘Italia.

Non voleva fare pubblicità? E il logo della Saeco? Ah, una
coincidenza!

Mentana riattacca:
«E’ vero che all’epoca del nazismo lei è stato in
prigione con il padre di Walter Veltroni?»
«Sì è proprio così. Ero venuto a fare un anno di
documentari in Italia e sarei tornato negli Stati Uniti. E’ stato
Vittorio Veltroni che mi ha convinto a rimanere. Mi ha affidato il mio
primo programma della Tv sperimentale. E’ grazie a lui se sono
rimasto… »

Cos’è? Il contentino? Il panino del TG1 gli fa un baffo al
Tg5 !

Mentana: «Ma dicci, Mike, secondo te il programma peggiore e quello
migliore ultimamente ?
«Non posso dire il programma peggiore, però sicuramente non mi
piacciono quei programmi pieni di violenza. Non possiamo far vedere
certe cose ai nostri figli, ai ragazzini per dire… Tutte queste
scene di violenza, decapitazioni…»

Decapitazioni? Mica si riferiva a Nicholas Berg, vero?
Come se non bastasse, la presa in giro finale:

Mentana : ?Ricorrre il 12esimo anniversario della morte di
Falcone. In seconda serata un approfondimento
con un volto
nuovo ma non questo meno noto…
E ora il Meteo e Striscia la Notizia ?

Io non ho parole, davvero.

Il primo mese insieme

Non è un traguardo da poco, per uno che si stanca presto delle cose. Sono un tipo che si annoia presto, io. Poi sono pigro, tanto pigro. Per certe cose ci vuole impegno, spirito di sacrificio e la capacità di rinnovare il rapporto giorno dopo giorno per non far cadere tutto nella monotonia della routine. Non è una cosa che ti insegnano a scuola, per dire.
All’inizio non sapevo nemmeno cos’aspettarmi da questa cosa. L’ho vissuta così, un po’ alla giornata. In effetti nemmeno ora ha senso parlare del futuro, tirare in ballo prospettive, pianificare e così via.

Questo lo sposto qui, che ci vuole più spazio per questa cosa, poi magari un giorno ci serve altro spazio allora mi tengo preparato all’evenienza. Magari faccio uno schizzo, per vedere come viene sistemata così.

No, proprio non è il caso. Perchè in passato ero già partito in quarta e il risultato non è stato entusiasmante. Pochi giorni e l’entusiasmo era scemato.

-Ma il tuo blog non lo aggiorni più?
-il blog? Ah, boh. non penso.

Esattamente un mese fa, il 24 Aprile 2004, decido che è ora di riprovarci e penso anche che sarebbe carino metterci un’introduzione, a mo’ di manifesto programmatico. Voglio scriverci di questo, di quello e in questo modo qui. Ma la pigrizia ha stravinto e mi sono limitato a recuperare il post introduttivo dell’anno precedente; il tentativo andato male.
Perchè promettere - mi dicevo per giustifcare la pigrizia - e poi rischiare di non mantenere? Così mi dicevo.

I blog li ho conosciuti per caso, nell’inverno del 2002. Mi incuriosiva l’aspetto tecnico - essendo un programmatore web - e così mi ero fatto qualche giro. In realtà già se ne parlava come il nuovo fenomeno della rete e a un amico che un blog già ce l’aveva sta cosa dava piuttosto fastidio. Ecco tutti che si aprono il blog diceva con disprezzo, oppure lo pensava e io lo intuivo da come ne parlava. Fatto sta che io comincio a leggere il suo di blog e lo trovo piacevole, a differenza di altri che avevo visitato. Scrive bene mik, penso. Conciso, diretto, scorrevole. Mi piacevano già le sue vignette e così metto nei preferiti quella pagina che non è linkata da nessuna parte.
I diari personali però non mi interessavano più di tanto. Ok, lui lo conoscevo quindi era già diverso. Era come un modo per essere aggiornato in modo simpatico sulla sua vita e i suoi pensieri.
Penso di farmene uno anche io, poi decido che i blog non fanno per me: troppo autocelebrativi. Ma a chi può interessare di cosa ho fatto io durante la giornata, mi dicevo. Poi che fai? Costringi i tuoi amici a leggere il blog per avere tue notizie? Mi ricordava quella roba che girava anni fa, sull’assuefazione da internet: Se tua mamma non ha Eudora e un nickname non avrà più tue notizie.

Qualche tempo dopo succede che mi decido: lo apro anche io un blog, perchè certe teorie devono essere rese pubbliche. Avevo appena dato alla luce la teoria dell’EEI, una roba di cui vado tuttora orgoglioso ma che non mi pare il caso di divulgare. Non ancora perlomeno. Quella sera però ero entusiasta così mi iscrivo su Blogger.com, mi aggiusto il template e comincio a scrivere. Mi accascio stanco dopo mezzo post, così l’EEI non la spiego nemmeno bene quella volta. Dopo due giorni torno e mi autocelebro in poche righe in modo dannatamente autoreferenziale. Fine del primo tentativo.

Dimentico i blog, la blogosfera. Ogni tanto torno sul quello di mik, ma nulla più.
Poi arriva la guerra preventiva. Prima le minacce, poi i soldati angloamericani invadono sul serio l’Iraq; i primi morti. La statua di Saddam con la bandiera e stelle strisce, altri morti. Si parla di fosse comuni perchè possiamo catalogare ogni proiettile che usiamo, ma non ci possiamo occupare dei morti che facciamo.
Ogni giorno leggo sui giornali, mi idigno, mi infervoro. E finisce che poi si apre con gli amici una mailing list per parlare di ste cose. All’inizio svariati messaggi al giorno, che se aspettavi la sera a leggerli non ce la facevi e diventava un lavoro a parte. Avevo il check di Eudora ogni cinque minuti, in ufficio. Divoravo i vari interventi, rispondevo, commentavo. Ci si mandava i link delle notizie, spesso.
Poi uno alla guerra si abitua, e gli interventi si sono ridotti. Alcuni hanno chiesto di abbandonare la lista - come se non esistesse un link facile facile da cliccare sotto ogni messaggio - altri hanno semplicemente smesso di palesare la propria presenza. Ad un anno di distanza la ML vive a momenti alterni. Qualche segnalazione, qualche breve commento di indignazione, giusto per ricordarsi che c’è una guerra di occupazione in corso. Per non spegnere il cervello.

Nel frattempo scopro il blog di una mia amica e lo aggiungo ai preferiti. Scrive molto bene anche lei, e mi diverto a leggere i suoi post. E’ sempre un blog personale e io lo uso per rimanere aggiornato su un’amica, tutto qui.
Intanto i prezzi delle macchine fotografiche digitali si abbassano e la possibilità di trovare una 5 MegaPixel a prezzi umani diventa quasi fattibile e io ho ancora quel prurito della fotografia a cui vorrei dedicarmi. Scopro i photoblog e quello che mi rimane più impresso è Uomonero.com, il photoblog di Fabio Cabula.
Scopro che Fabio è uno dei creatori di Splinder e per caso trovo l’url del suo blog, quello vero. In realtà si tratta di vecchi interventi perchè lui non scrive più. Smarrisco l’indirizzo già il giorno dopo e un po’ mi spiace perchè mi era piaciuto il suo stile. Poche settimane dopo lui riapre il blog e ricomincia a scrivere.
Comincio così a leggerlo e a navigare nei blog che lui segnala. Non sono diari personali: mi stupisco! Qui si parla di attualità, si scrivono editoriali, commenti. Mi ricorda un po’ la Mailing List quand’era agli inizi.
Mi trovo a navigare su BrodoPrimordiale, ManteBlog, PubblicoDiMerda, Leonardo, Haramlik.
Come fa Carlo, mi chiedo, a scovare così tante informazioni su altrettante fonti? Per un paio di mesi mi tuffo nella blogosfera e scopro che non è poi così male. Peccato non averla scoperta un anno prima. Probabilmente i miei commenti sul PNAC li avrei scritti sul blog. E dire che mi sentivo un alieno quando scoprii quel documento e nessun giornale ne parlava. Forse mi sarei sentito meno solo, nella blogosfera.

L’idea di cominciare a scrivere i miei pensieri online comincia a stuzzicarmi. Ma sono un programmatore. Perfezionista, razionale e molto pigro. Per lavoro sviluppo CMS e l’idea di usare un sistema primitivo come quello di Blogger.com mi limita. Non ha nemmeno le categorie quando riprovo a iscrivermi. E nemmeno i commenti. Che ci faccio, penso? Io sono geloso dei miei contenuti, mi piacerebbe archiviarli tutti un giorno. Nemmeno Splinder (1.0) ha le categorie, e si tiene tutto sui suoi server. E io che ci faccio con l’hosting che è lì vuoto da due anni?
Penso al mio progetto di sviluppare un MegaCMS che faccia anche il caffé. Lo rimando da parecchio tempo e penso che forse non lo farò mai. Perchè a dire il vero io il caffè voglio davvero che lo faccia. Ovviamente è impossibile e nella più rosea delle prospettive ci metto un anno o due. Perchè sono un perfezionista, è ovvio.
Decido che è giunta l’ora di cambiare il mio modo di pensare. Trovo un’escamotage tecnico per cominciare il progetto del CMS: dal basso e dall’alto, lo circondo e rendo operativo piccole porzioni alla volta.
Questo per me rappresenta una rivoluzione: sto scendendo a compromessi con il mio perfezionismo. In sostanza vuol dire decidere di accettare il percorso con le sue tappe intermedie invece che impuntarsi a volere l’obiettivo finale e basta. Quella che era una soluzione tecnica diventa una specie di filosofia di vita e immediatamente si trasferisce anche all’idea del blog.
Perchè aspettare di sviluppare un mega-cms per aprirne uno? Perchè aspettare di farsi una grafica della madonna? Alla fine scarico dBlog, lo configuro, passo una notte a farci le modifiche che mi servono, gli tolgo tutte le cose che non mi piacciono, et voilà. Un blog minimale, in evoluzione.
E così è stato, é!
Nel frattempo scopro un nuovo modo di informarsi, attraverso i feed RSS e i news aggregator (grazie Lia per avermi dato qualche dritta), seguo con curiosità il fenomeno del BlogRodeo e intanto scrivo.

Il mio modello di giornalismo è quello rappresentato da Le Monde Diplomatique. Quando nel 1996 lo lessi per la prima volta mi innamorai del rigore con cui i pezzi venivano esposti, con una miriade di note a fondo pagina con i riferimenti alle fonti.
Io non sempre ho il tempo per documentarmi così a fondo prima di scrivere un post e un po’ sta cosa mi frena. Vorrei essere preciso, rigoroso, inataccabile dal punto di vista delle argomentazioni. Così mi sono posto un obiettivo quando ho cominciato: smettere di non-scrivere per mancanza di rigore. Perchè a cercare di essere precisi a tutti i costi, alla fine porta a rimandare, rimandare, rimandare. E il tempo passa, e le cose da scrivere si accumulano.
E poi le opinioni cambiano, anche e soprattutto attraverso il confronto con gli altri. Ecco, anche dei mei dubbi voglio scrivere; sempre sui temi d’attualità intendo.
Un mese è andato. Vedremo…

Un governo credibile

Ma come si fa dire che ci sarà un governo credibile, dopo una href="http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/esteri/iraq23/immunita/immunita.html">notizia
del genere?


Immunità in cambio di sovranità. È il grande scambio preteso dagli
Stati Uniti, e dai loro alleati britannici, nella discussione in corso fra i
membri del Consiglio di Sicurezza su una nuova risoluzione dell’Onu sull’Iraq.
La garanzia di immunità è quella che dovrebbero ricevere le truppe della
coalizione guidata dagli Usa per tutto il tempo che continueranno a operare sul
territorio iracheno: dunque anche dopo il 30 giugno, la data in cui il potere
dovrebbe passare dalle forze di occupazione alle autorità autonome dell’Iraq.

Sabato sera nella testa

Non è mia intenzione far diventare questo un blog personale. Non ci voglio raccontare i fatti miei e quello che succede nelle mie giornate, ma è inevitabile, una volta che si ha un blog, cominciare a pensare anche in funzione ad esso. Ci scrivo questo, lo scrivo in questo modo qui, e così via.

Poi sabato sono stato ad una cena di compleanno ed è stata una serata particolare. Invece di andare a dormire mi sono messo al pc, ho aperto OpenOffice e mi sono messo a scrivere un resoconto un po’ particolare.

Update: Cambio la categoria dell’intervento in  Scrittura, che di Personale c’è veramente ben poco. E’ più un esercizio stilistico. E’ stato divertente scriverlo, spero sia piacevole leggerlo.

Quindi dato che l’ho scritta, sta cosa, la metto su.

Update 01/2007: spostata nella sezione racconti

Malessere intenzionale

Da un post di Leonardo: La Striscia

Cosa farebbe Golia senza Davide? Dovrebbe iniziare a pensare ai suoi problemi. All’economia in crisi, alla corruzione, alle tensioni interne tra aschenaziti e sefarditi, tra ricchi e poveri, tra laici e integralisti, russi e americani, generali e uomini di pace. Un Paese nato col sogno dell’autosufficienza – nel deserto. Sempre questa antica fede, che dal deserto potesse scorrere il latte e il miele, magari con le colture idroponiche. È una tragica illusione. La verità è che non c’è abbastanza acqua per tutti, che i palestinesi devono cedere i pozzi e calare di numero. In un modo o nell’altro, occorre che calino di numero.

Dal romanzo 1984 di George Orwell.

Teoria e Prassi del collettivismo oligarchico, di Emmanuel Goldstein. Capitolo 3: La guerra è pace

Era però altrettanto chiaro che un incremento generalizato del benessere avrebe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società organizzata gerarchicamente. Già in un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero, posseduto un’automobile o addirittura un aereo, sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse più importanti. Una volta, poi, che una simile condizione fosse divenuta generale, la ricchezza non sarebbe più stata più un segno di distinzione tra un individuo e l’altro.

[…]

Se, infatti, il benessere e la sicurezza fossero divenuti un bene comune, la massima parte delle persone che di norma sono immobilizzate dalla povertà si sarebbero alfabetizzate, apprendendo così a pensare autonomamente; e una volta che questo fosse successo, avrebbero compreso prima o poi che la minoranza privilegiata non aveva alcuna funzione e l’avrebbero spazzata via. Sul lungo termine, una società gerarchizzata poteva aversi solo basandosi sulla povertà e sull’ignoranza.

[…]

Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini. La guera è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi, materiale che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo agiate e, a lungo andare, troppo intelligenti.

[…] la consapevolezza di essere in guerra, e quindi in pericolo, fa sì che la concentrazione di tutto il potere nelle mani di una piccola casta sembri l’unica e l’inevitavibile condizione per poter sopravvivere.
Come si vedrà, la guerra non solo realizza l’indispensabile distruzione, ma lo fa rendendola accettabile da un punto di vista psicologico.

[…]
Non importa che la guerta si combatta per davvero e, poichè una vittoria definitiva è impossibile, non importa nemmeno se la guerra vada bene o male: serve solo che uno stato di belligeranza persista.

Grazie per aver chiamato

Ho ricevuto via mail questa grazioso testo. Mi sono divertito a metterci
qualche link…
Se qualcuno si sentisse offeso, oh beh, se qualcuno si
sentisse offeso…..

Grazie per aver chiamato l’Istituto Psichiatrico di Salute Mentale.

  • Se è ossessivo-compulsivo prema ripetutamente - fino allo spasmo - il tasto
    0.
  • Se è affetto da personalità multipla prema i tasti 2, 3, 4, 5 e 6.
  • Se è paranoico La informiamo che sappiamo già chi è Lei, cosa fa
    nella vita e cosa vuole da noi, quindi rimanga in linea
    finché
    non rintracciamo la Sua
    chiamata
    .
  • Se soffre di allucinazioni prema il tasto 7 del grande telefono rosa che
    Lei e soltanto Lei vede alla Sua destra.
  • Se è schizofrenico chieda gentilmente al Suo amico immaginario di premere
    per Lei il tasto 8.
  • Se soffre di depressione non importa quale tasto prema, tanto non c’è niente
    da fare: il Suo è un caso disperato e non ha cura.
  • Se soffre di amnesie prema in rapida sequenza i tasti 2, 7, 5, 3, 9, 5, 7,
    5, 1, 6, 4, 9 e ripeta a voce alta, nell’ordine che segue, il Suo nome, cognome,
    numero di telefono di casa e del cellulare, indirizzo e-mail, numero di conto
    corrente, codice bancomat, data di nascita, luogo di nascita, stato civile e
    cognome da nubile di Sua nonna.
  • Se soffre di indecisione, lasci il messaggio prima, dopo o
    durante il Bip.
  • Se soffre di amnesie temporanee di breve durata prema 0. …Se soffre di
    amnesie temporanee di breve durata prema 0. …Se soffre di amnesie temporanee
    di breve durata prema 0.
  • Se soffre di avarizia ossessiva Le comunichiamo che questa chiamata ha un
    costo di circa 500 Euro al minuto.
  • Se soffre di bassa autostima
    rimanga in attesa: tutti i nostri operatori al momento sono impegnati a
    rispondere a persone molto più importanti di lei.
  • Se è uno degli italiani che ha votato Berlusconi alle ultime elezioni, riagganci: qui curiamo
    i matti, non i coglioni!

Casalinga. Oggi e ieri

Ieri:
ieri

OggiUna battaglia quotidiana per le equilibriste della spesa


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