L’ho ricevuto anche io l’sms che� ricorda gli orari validi per le elezioni. Avevo già letto in giro del suo contenuto e delle polemiche che ne erano conseguite. E un po’ sono stupito.
Non trovo che sia scandaloso il messaggio in sé.
In uno sistema “Democratico” occorre che il maggior numero di persone esprima la propria preferenza elettorale affinché ci sia una migliore rappresentività. Il rischio è che accada come negli Stati Uniti dove alle urne va il 30% degli aventi diritto e il governo viene eletto grazie al 15% dei votanti.
Non sono numeri da democrazia, mi sembra. Poi però i governanti si fanno scudo di questi voti affermando di essere stati eletti dal Popolo e quindi il Paese è dalla loro parte e così via. Credo che Chomsky ne parli nel suo libro “La Fabbrica del Consenso”. Avevo letto un paio d’articoli a proposito in passato, il libro mi manca.
Questo per dire che non riesco a reputare negativa la scelta di inviare gli sms invitandoli ad andare alle urne.
Ci sono però alcuni dubbi che sono legittimi.
L’iniziativa sta già scatenando polemiche. Molti si chiedono se non sia una violazione della privacy. Palazzo Chigi replica prontamente: “Si tratta di una iniziativa, di cui è stato informato il Garante per la privacy, autorizzata da un decreto del ministero dell’Interno che ha incaricato i gestori di telefonia mobile ad inviare gli sms.
Perchè se è autorizzata da un decreto del Ministero dell’Interno la firma in calce al messaggio indica “Presidenza del Consiglio dei ministri”?
Ed è una coindicenza il fatto che Forza Italia lanci una campagna “via sms” dal suo sito, invitando i suoi simpatizzanti ad attivarsi per mandare catene sant’antonio tra cui :� “Saluto Romano? No, saluta Romano, vota Forza Italia” ?
Per quanto riguarda la privacy, sempre su Repubblica.it vi è un è pezzo che spiega la nascita del decreto datato 9 giugno.
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