Archive for November, 2004

Ecco il photoblog

Ho quasi 38 di febbre, però sono stufo di rimandare. Quindi lo metto su com’è.

Piano piano lo ultimerò. Renderlo pubblico mi spronerà :)


Ringrazio pubblicamente
ed in ordine alfabetico gli amici che hanno subito il supplizio del testing della beta version.
Da allora, lo so, non sono stati fatti grossi passi in avanti. All’apparenza. Infatti ora è tutto su MySql e non più su Ms-Acces, il che mi permetterà di fare tutti gli aggiornamenti che ho in mente.

Il mio negoziante di default

Sabato ero in centro. Dovevo stampare un paio di foto scattate con la mia digitale. Le avevo su cd in formato .TIFF.
Sconsiglio a chiunque di usare questo formato e aspettarsi che un normale studio fotografico riesca ad aprirlo. Ne ho girati quattro (4), senza risultato.

Stamattina sono capitato, mentre andavo in ufficio, in un negozio sotto casa. Non proprio sotto sotto, ma lì vicino. Entro e chiedo se mi stampano la foto. In formato tiff.

-certo, non c’è nessun problema.
-
sì ma vede, non riesce ad aprirla nessuno, può fare una prova?
-certo, c’è qui il tecnico…

Aprono il file, fantastico. Me lo stampano. Il prezzo? Un quarto di quello fattomi dal primo negozio e la metà degli altri due.

-senta, sa è per un regalo; vedo che potete stamparlo su pietra…
Il negoziante guarda la foto in pietra che c’è sul bancone. Mi guarda.
-ma le piace?
Riguardo la foto. C’è un barboncino bianco circondato da un addobbo floreale multicolore. In effetti è un pugno in un occhio, non è facile decidere quanto attribuire alla foto e quanto al formato.
-beh, non saprei…
-ma va, fa schifo! L’abbiamo messa perché ce l’hanno proposta, ma è una cagata.
-
meglio una cornice semplice allora?
-sì sì… decisamente meglio.

E poi ditemi come faccio a non settarlo come negoziante di default!

La tv e la sua lingua

Rillo parla della pubblicità di Tre, quella del videofonino, in cui viene usato con leggerezza il termine “videodipendenza”.

[…]
Ora, va bene tutto, ma io, e credo di non essere il solo, ho sempre associato la dipendenza a una tara psicologica, spesso una patologia da curarsi, lesiva per il sé in quanto causa di abusi ed eccessi.

E conclude :

A mio modesto parere, questo spot è un vero e proprio boomerang.

Magari, fosse un boomerang!
Pochi ormai fanno attenzione al vero significato delle parole.
“Dipendenza” associato a “tele” perde la sua accezione negativa perché

  1. “dipendenza” è un termine inflazionato
  2. “televisione” è percepita come elemento positivo

Il fatto che una parola sia inflazionata - cioè che la si usi molto, spesso a sproposito e nei contesti più disparati - fa sì che sia più difficile risalire al suo reale significato.
E’ un meccanismo naturale che avviene tutti i giorni nel parlato. Il problema si pone quando un media attinge a questa lingua in evoluzione e la ripropone come universale: Se lo dice la tv dev’essere per forza corretto.

Da un lato quindi abbiamo la lingua sgrammaticata e con un numero di lemmi ridotti all’osso che viene usata da gran parte della popolazione nel quotidiano vivere. Dall’altro abbiamo qualcuno che vuole far arrivare un messaggio alle masse. Ne mutua il linguaggio e formula il suo slogan usando le stesse non-regole.
La televisione in questo caso, oltre ad essere veicolo tramite cui viene fatto giungere il messaggio, ne è anche oggetto. Il che non facilita le cose.
Affinché lo spettatore medio possa fare le stesse critiche che pone Rillo occorrerebbe che:

  1. abbia un approccio critico al mezzo (tv)
  2. riesca [/sia interessato] a fare distinzioni tra lingua italiano e linguaggio parlato

Condizioni che si presentano contemporaneamente in una piccola porzione di pubblico. Quella che si indigna o che semplicemente non “cede” allo slogan.

Sarà un boomerang? Credo di no. Purtroppo.

Ahmed

Ricevo via mail e inoltro via blog:

Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant’anni vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età.

Il suo unico figlio, Ahmed, sta studiando in Francia. Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema:

“Caro Ahmed sono molto triste perchè non posso piantare patate nel mio giardino quest’anno, sono troppo
vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me.
Ti voglio bene. Tuo padre.”

Il giorno dopo il vecchio riceve una e.mail di risposta da suo figlio:
“Caro papà, per tutto l’oro del mondo non toccare la terra del giardino! Lì è dove ho nascosto ciò che tu sai…
Ti voglio bene anch’io. Ahmed”.

Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti dell’FBI, della CIA, gli SWAT, i RANGERS, i MARINES, Steven Seagal, Silvester Stallone, Arnold Shwarzenegger ed i massimi esponenti del Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire bombe,antrace o qualsiasi altra cosa. Non trovando nulla, se ne vanno con le pive nel sacco….

Lo stesso giorno l’uomo riceve una mail da suo figlio:

“Caro papà,
sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le patate. Questo è il meglio che ho potuto fare date le circostanze. Ti voglio bene
Ahmed

Che lo apro affà?

Quando vedo foto del genere, mi chiedo: ma io, il photoblog, che lo apro a fare?

In ogni caso sta arrivando. Nel frattempo godetevi questo spettacolo.

Feltri e il Corano

Libero, il giornale di Vittorio Feltri. Il Corano a fasicoli, in edicola. Letto da Vittorio Feltri, appunto. Uhm, sì: in versione integrale non integralista.

Quando ne venni a sapere su Macchianera, pensavo ad un’efficace montaggio satirico… e invece no, era successo per davvero. A suo tempo mi indignai ma la bile profusa in quantità - ehm - bibliche, mi impedì di scriverne alcunché.

Oggi ritorno sui miei passi. Mi devo ricredere. Ha ragione Feltri, ed è merito dell’impareggiabile Leonardo se ora ho capito tutto. Consiglio anche a voi di leggere il suo post.

Nei prossimi giorni, ne sono sicuro, Leonardo chiuderà il cerchio spiegando la differenza tra forma e contenuto.
Seguitelo, per favore.

Fra un po’…

Fra una ventina di minuti, su Rai Due, verrà trasmesso in diretta il pareggio tra Inter e Bologna valevole per la Coppa Italia.

machetteodicoaffà?

Update: La Rai si scusa con i suoi abbonati per l’increscioso incidente verificatosi. Con una nota la "Direzione del Palinsesto" rassegna le sue dimissioni per aver dimenticato che della Coppa Italia non gliene importa a nessuno e che l’Inter pareggia solo le partite che contano. Dalla lettera consegnata al Direttore di Rete :
Ci assumiamo le nostre responsabilità; nemmeno i cinquemila (5.000) biglietti regalati da Moratti agli studenti delle scuole al fine di evitare che gli spalti fossero vuoti ci hanno aperto gli occhi sulla non-importanza della partita.

Pignorati per comprare il telefonino?

Lo segnala Lia, questo articolo su repubblica.it:

I decreti ingiuntivi sono una forma primaria, elementare, di giustizia. Quando il debito è così certo ed innegabile che non serve nemmeno andare in causa, il creditore insoddisfatto va in tribunale e iscrive il decreto ingiuntivo. Se non si paga, scatta il pignoramento.

Alla fine si legge :

Ma dentro quella montagna di decreti c’è anche la spia di una caratteristica che sembra dilagare: una sorta di propensione compulsiva all’acquisto. Molti di quelli che rimangono strozzati dalle rate non stavano inseguendo beni di prima necessità, ma semplici accessori come il telefonino, il condizionatore o l’elettrodomestico di ultima generazione.

Come dire: insomma, basta non fare il passo più lungo della gamba e vivi sereno.
Può essere liquidato così il problema? Non credo.
Il potere d’acquisto è sceso, ad un certo punto. E a naso, così, direi che è successo dopo l’entrata in vigore dell’Euro. Si potrebbe remare contro la moneta unica e darle tutta la colpa, ma sarebbe meglio essere precisi anche quando ci si lamenta: è il Governo che non ha fatto nulla per impedire le speculazioni che si potevano prevedere e prevenire per tempo.

E la gente. Il mercato ha raggiunto la parità euro-lira [1 Euro=1000 Lire] e si è smesso di fare le divisioni. Quanto? Cento Euro? Cento? Ottimo. Mica duecentomilalire, cento! Cento è poco. Cento si può, ce la si è sempre fatta con cento. Quanto vuoi che siano cento al mese? Mica un grande sacrificio! Si compra a rate… e alla fine qualcuno presenta il conto. Attraverso il Tribunale.

Ricerche bizzarre #2

A questo blog si arriva anche digitando su google una delle seguenti chiavi di ricerca:

  • linguaggio psicologico cosa vuole dire guardare ripetutamente
  • telefono modelle genius
  • con dolcezza
  • valletta di mike

Prima o poi creo una categoria a parte….

Con Dolcezza Rise

Powell lascia. Al suo posto Condoleezza Rice.Â
Come disse il saggio :Â
eravamo sull’orlo del burrone; da allora abbiamo fatto un grosso passo avanti.

Sul corriere (cartaceo) di oggi ho letto che il padre della Rice era un appassionato di musica italiana e che il nome che aveva pensato per la figlia era "Con Dolcezza", storpiato però dall’impiegato dell’anagrafe.

La Storia porta sì a dei paradossi, ma quando è troppo è troppo, lo sa pure Lei. Per questo ci ha messo una pezza in tempo…


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