Il mio negoziante di default

Sabato ero in centro. Dovevo stampare un paio di foto scattate con la mia digitale. Le avevo su cd in formato .TIFF.
Sconsiglio a chiunque di usare questo formato e aspettarsi che un normale studio fotografico riesca ad aprirlo. Ne ho girati quattro (4), senza risultato.

Stamattina sono capitato, mentre andavo in ufficio, in un negozio sotto casa. Non proprio sotto sotto, ma lì vicino. Entro e chiedo se mi stampano la foto. In formato tiff.

-certo, non c’è nessun problema.
-
sì ma vede, non riesce ad aprirla nessuno, può fare una prova?
-certo, c’è qui il tecnico…

Aprono il file, fantastico. Me lo stampano. Il prezzo? Un quarto di quello fattomi dal primo negozio e la metà degli altri due.

-senta, sa è per un regalo; vedo che potete stamparlo su pietra…
Il negoziante guarda la foto in pietra che c’è sul bancone. Mi guarda.
-ma le piace?
Riguardo la foto. C’è un barboncino bianco circondato da un addobbo floreale multicolore. In effetti è un pugno in un occhio, non è facile decidere quanto attribuire alla foto e quanto al formato.
-beh, non saprei…
-ma va, fa schifo! L’abbiamo messa perché ce l’hanno proposta, ma è una cagata.
-
meglio una cornice semplice allora?
-sì sì… decisamente meglio.

E poi ditemi come faccio a non settarlo come negoziante di default!

5 Responses to “Il mio negoziante di default”


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