L’entrata della Turchia nell’Unione Europea provoca qualche prurito ai leghisti, ma questo non dovrebbe stupire: d’altronde si tratta del partito che ha chiesto di prendere le impronte dei piedi agli immigrati e di usare i cannoni per respingere i gommoni "albanesi".
Mentre i leghisti manifestano a Milano, l’Eurispes esegue un sondaggio per saggiare gli umori degli italiani sull’entrata della Turchia nell’unione. Salta fuori che il 28% è contrario e un buon 37% è indifferente alla questione.
Perchè questo 28% ne ha paura? E perchè così tanta gente non sa cosa pensare sull’argomento?
Di sicuro non c’è ancora consapevolezza su cosa sia l’UE, cosa rappresenti e come funzioni.
Già il fatto che come argomentazione si dica che "la Turchia non è geograficamente in Europa" implica un’ignoranza su cosa sia questo soggetto politico. Mi aspetto che uno che fa della politica una professione sappia che l’appartentenza all’UE non è vincolata dall’appartenenza ad un preciso territorio, ma alla condivisione di un impianto legislativo.
Ma sorvoliamo.
E’ stato trovato un accordo per l’avvio dei negoziati. Ripeto: un accordo, per cominciare a parlarne. I negoziati cominceranno nell’ottobre del 2005. E l’eventuale adesione non avverrà prima del 2014. Fra dieci anni, quindi.
Ora che abbiamo inquadrato la questione in una fascia temporale, controlliamo quali sono i parametri che la Turchia dovrebbe rispettare nel 2014 o quando sarà.
Leggo dal sito sell’UE:
In order to join the Union, they need to fulfil the economic and political conditions known as the ’Copenhagen criteria’, according to which a prospective member must:
- be a stable democracy, respecting human rights, the rule of law, and the protection of minorities;
- have a functioning market economy;
- adopt the common rules, standards and policies that make up the body of EU law.
Io direi che se altre 67 milioni di persone nel mondo potessero vedersi tutelati i diritti che gli Europei oggi danno per scontati, si sarebbe raggiunto un risultato incredibilmente positivo. Quantomeno si risparmia sulle bombe intelligenti. Sapete com’è, ho idee antiquate sulla diffusione della democrazia.
-Sessantasettemilioni sono tanti però. E fra 10 anni chissà quanti mi diventano sti turchi. Poi sono anche islamici.
-Uh, islamici? Di un’altra religione intendi?
-Beh sì, dovremmo difendere le nostre radici cristiane.
Il motto dell’Unione Europea è "Uniti nella diversità". E’ un soggetto politico laico il cui concetto fondamentale è lo "Stato di diritto". La religione di appartenenza della popolazione di uno Stato - così come la sua ubicazione geografica - non rientra tra i parametri per l’adesione.
Pure nella Costituzione Europea che nei prossimi due anni i paesi aderenti saranno chiamati a ratificare non c’è alcun riferimento alle radici cristiane. Certo, il Vaticano aveva fatto pressioni ma solo quattro paesi citano espressamente il cristianesimo nella loro Costituzione.
E’ palese che come soggetto politico, l’UE è svincolato dalla religione ma tutela sia gli uni che gli altri. Che gli altri ancora, quelli che non credono.
Ma quali vantaggi avrebbero gli attuali cittadini dell’UE dall’ingresso di un altro membro?
Sempre sul sito di prima c’è una spiegazione genenerale del principio secondo cui c’è convienenza.
[…]
Enlargement will present significant economic opportunities in the form of a larger market. Adding the applicant countries to the EU´s Single Market of over 370 million inhabitants will create the biggest economic area in the world. A market of this size can be expected to give a boost to investment and job creation, raising levels of prosperity throughout Europe, in both new and old member countries.In joining the EU, the new members will reinforce their economic integration with the existing members. Consumers will reap the benefits of wider choice and lower prices, and European businesses across the continent will share a common set of rules and benefit from increased trade, greater efficiency and more competition.
[…]
A livello politco e senza entrare nel dettaglio - almeno per ora - vorrebbe dire togliere la Turchia in modo graduale dall’influenza statunitense.
Ah, un appunto: la Turchia fa parte della NATO dal 1958.
spero che non sia invece la turchia a portare in europa una maggiore ingluenza degli usa. tra l’altro per entrare nell’ue un paese, oltre che rispettare i criteri di copenhagen da te citati, deve trovarsi fisicamente in europa.
No, come dicevo nel post, la collocazione geografica non è uno dei parametri presi in considerazione. L’Unione Europea è un soggetto politico sovranazionale non territoriale. Può sembrare strano, ma può farci parte anche l’Australia.
Anche a me parevano bizzarre le proposte (ricordo Berlusconi, ma non ero il solo) per far entrare nella UE anche Israele.
Per quanto riguarda l’influenza USA, non credo sia un rischio reale. Le leggi dell’Unione Europea hanno maggior peso di quelle dei singoli stati aderenti, e non dimenticare che è già in atto un processo per demandare all’Unione anche le decisioni di politica estera…
Mi auguro che i tuoi timori siano infondati.