Archive for January 3rd, 2005

Un treppiede contro la democrazia (?)

La prima risposta di Roberto Dal Bosco agli agenti della DIGOS che l’hanno preso in consegna e gli chiedevano "perchè?" è stata "Perchè io lo odio"!

La mia prima reazione alla notizia è stata "evvai!". La seconda: "ma vieni!". La terza: "ma perchè non gli ha fatto più male?".
Sono un reazionario? Un violento? Un condensato di inciviltà? Non ho assimilato come dovrei i concetti basilari della democrazia? Non credo proprio. E pure non penso di essere l’unico ad avere avuto una reazione simile.

La violenza non mi appartiene, perchè se vigesse la legge del più forte a cosa servirebbe il mio cervello? Ma soprattutto, sopravviverei? Ho avuto la fortuna di nascere in un periodo storico in cui l’evoluzione darwiniana della società ha fatto sì che prevalesse la convivenza e il civile confronto piuttosto che i rapporti di forza e la dominazione. Almeno dove vivo io, dico.
Perchè mi trovo a provare soddisfazione per un’aggressione ad una figura istituzionale? O meglio, ad uno degli attori della vita politica?
Potrebbe essere perchè non la pensa come me. Sul serio? Sarebbe come dire che in democrazia è possibile scegliere o respingere un interlocutore politico anche quando è regolarmente eletto. Mi viene in mente il caso di Yasser Arafat, che si è visto eliminare poco a poco dalla scena politica internazionale perchè Israele non lo accettava come interlocutore. Dato che la cosa mi ha fatto e tuttora mi fa indignare, non ritengo che questa motivazione sia alla base dei miei sentimenti rancorosi.

Ho detto rancorosi? Lo odio anche io allora? Cavolo, sì. Cioè, mi fa schifo. E se morisse può essere che gioirei e farei festa. Forse no, ma diciamo che siamo a un fifty-fifty.

Il problema, se così lo vogliamo chiamare, è che non sento rimorso per questo sentimento. Ho come l’impressione che sarebbe anche moralmente giustificabile, far fuori Berlusconi. Bush no perchè non cambierebbe nulla.
Ecco, questo è il fatto: la presenza di Berlusconi fa la differenza nella vita politica italiana. E per quanto sia convinto che la politica interna dei singoli Stati-Nazione abbia ben poco potere sul lungo periodo (viste le strutture politiche ed economiche sovranazionali come l’UE, il WTO e altri), il danno che può fare la politica Forzista nel presente è superiore alla capacità di sopportazione di un popolo. Anche se lobotomizzato da dosi massicce di censure e distorsioni della realtà come quello italiano degli ultimi anni.
Ho sentito il Ministro Giovanardi dire che il gesto di Dal Bosco era frutto di una campagna di odio. Vero. Concordo. Una campagna messa su da Berlusconi da quando è diventato presidente del consiglio e alimentata con la cirami, la gasparri e tutte le altre leggi ad-personam. Enfatizzata dalle epurazioni di Biagi, Santoro e Luttazzi. Dalla decisione di far parte della "Coalizione dei volenterosi" (avete visto il Fahreneit 9/11? Il pezzo in cui illustra questa parte è meraviglioso!) mandando soldati in Iraq senza l’avvallo delle Nazioni Unite e facendo sì che la RAI non trasmettesse l’imponente marcia pacifista a Roma. E ancora, ancora e ancora.
Tutta una serie di provvedimenti del suo Governo hanno fatto sì che si diffondesse un forte sentimento anti-berlusconiano.

Può essere che non si sia daccordo con le impopolari decisioni economiche che un governo si trova costretto a prendere in determinati periodi storici. Me ne rendo conto!
Cavolo, l’Italia ha un tasso di natalità così basso che fra pochi decenni ci saranno più pensionati che lavoratori. Qualsiasi riforma del sistema pensionistico tesa a risolvere questo problema può suscitare malesseri nell’opinione pubblica.
Ma se ti abbasso le tasse, che ti lamenti? Ti lascio più soldi, te l’ho promesso. Mi hai eletto per farlo, eccoti servito: dall’anno prossimo pagherai meno.
Significa che la gente ha smesso di credere alle false promesse e alle bugie. I messaggi populisti non bastano più a tener buoni gli animi delle masse.

Dal Bosco è un muratore. Non un itelluttualoide che scrive per giornali anarco-insurrezionalisti usando un linguaggio arcaico e pomposamente snob. Non è un profeta della rivoluzione. Né è un complottista terrorista jihadista in collegamento con fantomatiche cellule comuniste che combattono per la liberazione dell’italico territorio. E’ un semplice cittadino che ne ha le palle piene di Berlusconi, del suo sorriso e delle sue bugie.
E’ una scheggia impazzita o la punta di un iceberg?
Non c’è nessuna rivolta in atto. Nessuna sommossa popolare. Il motivo lo si può intuire dalla fotografia che Lia (Haramlik) ha fatto dei consumatori italiani qualche giorno fa. E non dico "consumatori" a caso, ma perchè davvero la gente, in pubblico, abbandona la veste di cittadino e indossa quella di utente-consumatore.

I nuovi poveri non vivono una condizione condivisa, mancano di ciò che una volta si chiamava coscienza di classe. Credo. Mi ricordano piuttosto i sieropositivi di un tempo, a dirla tutta: sieropositivi economici, con un segreto da non dare in pasto a un mondo cattivo. Eppure sono una legione, a voler guardare bene. Come i sieropositivi, appunto.

Non ci può essere sollevazione popolare se i poveri pensano di essere soli. Se non sviluppando una sorta di coscienza di classe. Il treppiede lanciato contro Berlusconi è il casuale frutto dell’esasperazione dei molti e dell’impulsività del singolo.

Nessun colpo di stato, onorevole (oddio mi vengono i conati) Calderoli. Stia tranquillo. Non ci sono gli spazi, le condizioni. L’istruzione è diffusa, il sentimento democratico anche. E allo stesso modo con cui i poveri di oggi pensano di potersi riscattare a breve e nel frattempo comprano a rate, allo stesso modo i cittadini hanno fiducia nel modello democratico e ritengono che oltre una certa soglia, chi governa non possa peggiorare le cose.

Modello democratico? Si sta parlando di regole che gli interlocutori politici accettano e seguono? E quando chi vince ad una competizione elettorale stravolge le regole? Elimina gli spazi di confronto, censura, epura, si crea leggi a proprio uso e consumo, e al contempo possedendo tutte le televisioni fa credere che tutto sia normale?
E’ possibile democraticamente battere Berlusconi? Chi lo dovrebbe battere scusate? Mastella? Un giorno esce dalla GAD (ma come cavolo si chiama poi?) e viene addirittura corteggiato dal Polo. Poi rientra per un paio di poltrone. Ma dai, siamo seri. Il centro-sinistra non è capace di governare e nemmeno il centro-destra. Solo che loro hanno una figura carismatica come Berlusconi attorno a cui gira tutto quanto. E se cadesse Berlusconi? Dalle scale dico. Se si rompesse l’osso del collo e ci liberasse? Chi potrebbe sostituirlo e tenere legati tanti partiti così distanti tra di loro?

Una morte naturale, dico. Anche un treppiede andrebbe bene però. Per questo ho gioito. Perchè Berlusconi è nemico della democrazia, l’ha usata contro il suo stesso popolo facendosi eleggere e facendo i comodi suoi. E vince di nuovo, sapete? Nel 2006 dico, non è scontato che perda, per nulla. Hanno rivotato Bush, gli americani. Che nemmeno la prima volta l’avevano realmente scelto. Perchè non dovrebbe accadere in Italia, dove abbiamo un’opposizione che fa pena?

Dicevo del treppiede: tempo fa sarei stato contrario, non per una scelta ideologica ma per timore che si creasse un’immagine di martire e che fosse più potente da morto che da vivo (brrr). Ora penso che non potrebbe accadere. C’è parecchio malcontento in giro, la gente è stanca, esasperata. E nessun suo successore avrebbe la sua forza evocativa. Magari per un paio d’anni la gente rimarrà scossa? Mannò, anche meno. Poi la vita politica si riassesta. E per quanto uno Stato-Nazione avrà sempre le mani legate… beh, che almeno facciano qualcosa di buono.

Per inciso: non voglio uccidere Berlusconi, non sto minacciando nessuno. Ma ribadisco, che se qualcuno lo facesse:

  1. non mi stupirei
  2. sarei contento
  3. mi spiacerebbe per il disgraziato e impulsivo assassino
  4. sarei ottimista per il futuro

Forse non sono l’unico che la pensa così.


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