"Mi scusi signore, questo treno si ferma ad Arcore?"
La signora è sulla cinquantina, un lieve accento dell’Est. Rabbrivisco. Non per l’Est, per Arcore.
"Guardi, " le rispondo sorridendo "non ne ho idea. Io mi fermo a Seregno, non so che fermate faccia dopo".
La signora sembra affascinata dal dedalo di linee che partono da Milano Garibaldi e non sa a che fermata scendere; i suoi amici la verrebbero a prendere in stazione e non vuole proprio sbagliare.
Alla fine si convince che una stazione intermedia come Lissone le può andar bene.
"Scusa," mi fa una morettina poco più che ventenne dall’altra parte del vagone "Ma questo si ferma a Desio?"
"Oh sì, a Desio si ferma di sicuro!" le sorrido. Sorrido sempre quando do informazioni alla gente.
La signora dell’est, infagottata nella sua pelliccia coinvolge nella conversazione anche la ragazza e ora che è tornata al suo posto e il treno si è messo in moto faccio fatica a sentire cosa dicono.
Elogiano la mia disponibilità a dare informazioni, sì. E la signora inveisce contro lo sportellista delle FS che a quanto pare non era molto in vena di fare conversazione.
"E dopo la femmina ho anche un maschio! Studia in Bocconi sai." poi rivolta a me "E’ un po’ come te, ma con il pizzetto."
Oh! Penso io. Avrà mica due occhi, un naso e una bocca, suo figlio?
"Una volta dalla finestra della Bocconi ha visto che gli stavano rubando il motorino." continua a raccontare alla morettina "Erano tre marocchini!". Ride. "E’ sceso, e siccome è muscoloso gli ha detto ’hey, questo credo che sia mio’ e i marocchini gli rispondono ’Sì, sì, lo stavamo pulendo’". Ride di nuovo. "Capite? Gratis!".
Le sorrido, infilo gli auricolari e cerco di riprendere il mio libro.
La cosa però mi aveva dato fastidio. Perchè, mi chiedevo, gli stranieri devono essere razzisti tra di loro? Perchè tre marocchini e non tre ladri? E’ la solita guerra tra poveri? Ma per accaparrarsi cosa?
L’integrazione! I dettagli sulla vita del figlio, che va in Bocconi lui, sono solo un tentativo per dire: "Guardatemi, sono straniera ma sono come voi, i miei figli vanno nelle università italiane come fate voi, ragazzi. E anzi, non è mica stupido il mio figliolo: ha superato il test per una delle più prestigiose università!"
Legittimo. Triste dover dimostrare di avere pari dignità, ma legittimo.
Ma perchè l’accenno al tentato furto? Perchè se l’integrazione passa dall’assimilazione all’altro - io straniero sono come te cittadino - allora dell’altro occorre mutuare anche i difetti, i problemi. La xenofobia, perché no?
Sono come te, vedi? Non solo mio figlio va all’università, ma anche noi odiamo i marocchini. Ladri? Sì, marocchini, ladri. Stessa cosa no? Anche per noi è la stessa cosa.
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