Archive for May 12th, 2005

Ops, l’ho rifatto

Non so perché, ma è capitato di nuovo.
Blogrodeo, sempre coi pazziati.

Coincidenze, papale papale

Enrico papiPapa Ratzinger. Non dicono quasi mai papabenedettosedicesimo. No, dicono Paparazzinger. Tutto d’un fiato.
Religione e vouyerismo.
Anni fa non c’era mica quel programma su italia 1 dal titolo “paparazzi”? Sì dài, quello orribile. Lo presentava.. com’è che si chiama? Il tizio con gli occhiali che ride sempre. Enrico qualcosa. Ah sì: Papi.

Enrico Papi. Paparazzi…nger. ItaliaUno.
Neanche a farlo apposta…

Girella Generation

Girella Motta - La morale è sempre quella, fa merenda con girellaIn ufficio abbiamo la macchinetta del caffé. A fianco, quella delle merendine: trenta centesimi e ti porti via uno snack, un sacchetto di patatine o i tarallucci tutti unti.

Un paio di settimane fa, alla fila numero sei per l’esattezza, è apparsa la girella. Poche ore d’ore dopo non c’era più. Finita.
L’omino della macchinetta - che viene chiamato omino come tutti i suoi colleghi anche se è alto 207 cm - se l’é presa e per punizione ci ha riempito gli scomparti con una specie di biscotto insulso dal sapore inutile - sì, l’ho assaggiato: trenta centesimi buttati.

Ieri è riapparsa, la girella. Io ero felice e ne ho mangiate almeno due ieri e due oggi. Pensavo alla pubblicità che da piccolo mi ero sorbito alla tivù e al fatto che sì, la girella era buona, ma che era soprattutto un marchio. Un nome consolidato, uno slogan la cui eco faceva fatica a spegnersi. Un link mentale con la propria infanzia.

-Cavolo - mi dicevo, ancora in vendita! La girella, ma ci pensi? Ma che bello!
Eppure non mi sembra di averla vista nei corridoi dei supermercati, la girella. Magari mi sbaglio io : di solito cerco di evitarle quelle zone, per evitare tentazioni.

Il potere della pubblicità: instilli un bisogno nel consumatore bambino, e a vent’anni o più di distanza te lo trovi lì, a gongolare davanti alla macchinetta come se di tempo non ne fosse trascorso nemmeno un po’.

Non può essere casuale la cosa. Secondo me fanno un censimento anagrafico nei vari uffici. Quelli delle macchinette, dico. Vedono quali fasce d’età sono rappresentate e poi ti piazzano alla fila sei la girellamotta. Perchè lo sanno che per te la morale è sempre quella.

Chissà cosa mettono nelle macchinette degli ospizi, o quelle degli ospedali. Cos’è che pubblicizzavano negli anni ‘50?


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