In ufficio abbiamo la macchinetta del caffé. A fianco, quella delle merendine: trenta centesimi e ti porti via uno snack, un sacchetto di patatine o i tarallucci tutti unti.
Un paio di settimane fa, alla fila numero sei per l’esattezza, è apparsa la girella. Poche ore d’ore dopo non c’era più. Finita.
L’omino della macchinetta - che viene chiamato omino come tutti i suoi colleghi anche se è alto 207 cm - se l’é presa e per punizione ci ha riempito gli scomparti con una specie di biscotto insulso dal sapore inutile - sì, l’ho assaggiato: trenta centesimi buttati.
Ieri è riapparsa, la girella. Io ero felice e ne ho mangiate almeno due ieri e due oggi. Pensavo alla pubblicità che da piccolo mi ero sorbito alla tivù e al fatto che sì, la girella era buona, ma che era soprattutto un marchio. Un nome consolidato, uno slogan la cui eco faceva fatica a spegnersi. Un link mentale con la propria infanzia.
-Cavolo - mi dicevo, ancora in vendita! La girella, ma ci pensi? Ma che bello!
Eppure non mi sembra di averla vista nei corridoi dei supermercati, la girella. Magari mi sbaglio io : di solito cerco di evitarle quelle zone, per evitare tentazioni.
Il potere della pubblicità: instilli un bisogno nel consumatore bambino, e a vent’anni o più di distanza te lo trovi lì, a gongolare davanti alla macchinetta come se di tempo non ne fosse trascorso nemmeno un po’.
Non può essere casuale la cosa. Secondo me fanno un censimento anagrafico nei vari uffici. Quelli delle macchinette, dico. Vedono quali fasce d’età sono rappresentate e poi ti piazzano alla fila sei la girellamotta. Perchè lo sanno che per te la morale è sempre quella.
Chissà cosa mettono nelle macchinette degli ospizi, o quelle degli ospedali. Cos’è che pubblicizzavano negli anni ‘50?
“La morale è sempre questa, fai merenda con gi—-resta.” E chi non la ricorda, caro Aladin? Eppure, le Girelle esistono ancora. Le si trova all’Esselunga, nelle confezioni-pacco da 8, o da 10. Un po’ come le Fiesta(s). Niente male, se non che alla fine, ora come allora, lasciano la bocca asciutta che manco un giro nel Sahara…
Stefano, io all’Esselunga non ci vado. Non lo sai che l’economia va male? Mica vado a divertirmi, io. Ci vuole più senso di responsabilità, altroché!
come hai fatto a mangiare DUE girelle? spero ci avrai bevuto sopra qualcosa :D
le girelle erano buonissime ma andavano assolutamente inzuppate, mi ricordo
@steff, io il sapore delle girelle da piccolo mica me lo ricordavo. In ogni caso ho smesso, dopo un po’ la girella diventa stucchevole. Ora me la spasso coi “baci di dama”…