Un paio di settimane fa ho conosciuto eddiemac. Ne scrivo solo ora perché nel frattempo mi è esploso l’alimentatore del pc di casa e mi sono accadute altre cose spiacevoli. Una mattina ho pure trovato ai piedi del letto una testa di cavallo. La cosa mi ha spaventato molto perché si capiva subito che erano stati dei professionisti. Un lavoro pulito: non c’erano tracce di sangue in giro.
Penso che eddie sia coinvolto.
L’ho conosciuto l’anno scorso, online. Leggevo il suo blog e ad un certo punto abbiamo cominciato a scambiarci delle mail. Personali.
Io gli inviavo quelle che ricevevo io, lui faceva lo stesso con le sue. I nostri baratti epistolari sono proseguiti senza grandi scombussolamenti per un bel pezzo. Poi feci un errore. Di quelli che comprometterebbero un’amicizia di anni e anni, figurarsi una blanda conoscenza virtuale: spam.
Non volevo, giuro! Mi è partito il mouse e invece della lettera d’amore che avevo a suo tempo inviato ad Enrica – sigh – gli girai una mail pubblicitaria. Me ne accorsi subito, tant’è che per farmi perdonare gli allegai l’intera cartella “SaraHot82â€: 32 mail in entrata e 45 in uscita.
Attesi con il cuore in gola una sua reazione che però non tardò ad arrivare. La mail che mi mandò mi folgorò. Si diceva particolarmente eccitato per la mail di spam e mi chiedeva di proseguire a mandargliene altre. Mi disse tra l’altro che non accettava la folder “SaraHot82†perché non avevo nulla di cui scusarmi.
La corrispondenza con eddiemac si fece sempre più fitta. Una sera ricevetti una sua mail in cui mi proponeva di uscire dal virtuale. Gli risposi entusiasta e gli chiesi l’indirizzo per potergli inviare lettere vere, palpabile e concreta cellulosa, al suo indirizzo di casa. Mi inviò latitudine e longitudine.
Apprezzai la sfida e cercai online un servizio che facesse al caso mio, ma non trovai nulla. Mi vergognai molto e sparii. Continuai a leggere il suo blog di nascosto e quando mi veniva da commentare lo facevo come anonimo.
Ha un bel blog eddie, dovreste leggerlo. Sembra un’isola sperduta in mezzo all’oceano, dimenticata pure dal tempo. Pure il template che usa è di quelli antichi. Splinder 1.0, forse.
Poi non usa le categorie: i post sono tutti a briglia sciolta, come si faceva un tempo. Per non parlare dei feed o le statistiche di shinystat. Nulla.
Fino a una settimana fa non aveva nemmeno i link. E se clicchi sul “chi sonoâ€, ogni volta ti appare una pagina diversa.
Se ne sta lì tranquillo, il suo blog. Quasi non volesse arrecar disturbo. E quando commenta in giro per la rete nemmeno mette il suo link, che una volta ho dovuto scriverlo io: “hey, quello che ha appena commentato ha un blog, leggetelo!
Scrive di cose che non si possono spiegare, eddie. E non c’entra che lui è filosofo, no. E’ che proprio scrive cose senza senso, ma che sono così belle che ti ci perdi a leggerle. E ridi.
Ridi un sacco leggendo il blog di eddie. E’ uno degli appuntamenti che non possono assolutamente mancare nelle mie giornate.
Ti fai anche una cultura. Usa termini di uso non comune e spesso mi trovo a cercarne il significato sul demauroparavia.
Prossemica, per esempio. Se stai leggendo un testo di semiotica e ad un certo punto Umberto Eco ti mette la parola “prossemica†e tu non sai cos’è di preciso, magari lo intuisci dal contesto.
Ecco, con eddie questo non può accadere perché il contesto in cui lui usa “prossemica†è assurdo, non ti offre nessun punto di riferimento. Allora cerchi sul demauroparavia il significato di “prossemicaâ€, rileggi la frase che eddie ha scritto e ti pieghi in due dalle risate.
Funziona così, il suo blog.
Quando ci siamo messi d’accordo per un incontro live mi sono spaventato: e se usa parole strane anche dal vivo? Come faccio io senza il mio firefox integrato con il demauroparavia?
Poi, per fortuna, mi sono accorto che dal vivo riesci a capirlo lo stesso.
Mi è anche venuto il sospetto che usasse il demauroparavia per scriverli, i post.
5 Responses to “Ho conosciuto eddiemac!!!”