Ieri.
Biagi, Santoro, Luttazzi. Il famoso diktat bulgaro di Berlusconi. Fuori dalla televisione, per averne fatto un uso criminoso, dice lui. “Bin Laden può andare in video, e io no!” aveva chiosato Luttazzi.
Poi il panino del TG1, la vicedirettrice - Daniela Tagliafico - che si dimette per protesta. Insomma, censura. Politica.
Oggi.
Un mezzobusto del TG1 viene cacciato, per aver criticato il direttore Clemente Mimum in un’intervista rilasciata a Libero:
Ho un dissenso con lui sul modo in cui ha gestito certe notizie”, è scritto nell’intervista. E poi Giorgino aggiunge: “Ho contestato i fischi tagliati e gli applausi finti”.
Politica? No: spettacoli e cultura.
Così la pensa Repubblica. (click to zoom)

povero giorgino! credeva di potersi allargare un po’ solo perchè l’Unione avanza e la CDL affonda…
Arguta osservazione, iso. Non ci avevo pensato.
In effetti mi chiedevo cosa l’avesse spinto a osare tanto…
seh… giorgino che si allarga! voleva solo fare il pagnottista, e niente altro! ha fiutato inc he direzione il vento stava cambiando…
Vero Sephir, rimane che Repubblica ha declassato il licenziamento di un giornalista -avvenuto con intenti censori- ad affare di costume. Non è preoccupante? Ci siamo abituati anche a questo?