Ìo, ìo, ìo, ìo, ìo.
Sull’autobus. I miei timpani.
Ìo, ìo, ìo, ìo, ìo.
Un bambino di otto anni. La madre gli mostra delle foto sul telefonino.
Ìo, ìo, ìo - risponde lui indicando lo schermo.
Ha gli occhiali spessi e la montatura alla Harry Potter.
La madre ripone il cellulare, il piccolo protesta.
Mìo, mìo, mìo, mìo, mìo.
L’affermazione della proprioa identità (ìo) attraverso il controllo del mondo circostante (mìo).
Il significato dell’esistenza, in due parole due.
Mi piace molto. Ha ritmo. Ottima la scelta per la frase finale.
Io e mio, seguito più tardi da Tu e mio (o tu e mia). Davvero, come hai scritto, la vita è tutta qui ;-*
@Stefano: grazie :)
@PlacidaSignora: che poi, “tu e mia”, lo includerei nel *mondo circostante*.
C’è un sacco da imparare… dai bambini!
è molto bello. se usavi il “te” mi ci ritrovavo. ;-
Angela
@Angela: te hai un sacco da imparare… dai bambini! ;-)
che irresistibili rompic*glioni i bimbi!