Archive for June, 2005

Biblioteca in Giardino

Dal 18 giugno al 28 luglio 2005. La biblioteca in giardino arriva alla sua settima edizione.

Biblioteca un giardino, 7a edizione

Più di un mese da passare con i libri e gli scrittori nell’estate milanese. Tra reading contagiosi, testimonianze dell’oggi e tanto altro ancora. Con un’attenzione anche per i più piccoli.

Qualche nome: Jonathan Coe, Raul Montanari, Stefano Massaron, Aldo Nove, Bebo Storti.

Sabato 18, per l’inaugurazione, ci sarà anche Luciana Littizzetto insieme a Beppe Tosco per un fuori programma.

L’ultima ruota

“Beh io sono l’ultima ruota del carro, quindi…”
“Oh, congratulazioni! Quand’è che ti hanno promosso?”

Li ho visti, i Pazziati

Castel Beseno

Ci volevo essere a Castel Beseno. Per staccare dal lavoro, da Milano. Per vederli di nuovo, sti pazziati, che era un po’ che non ci si riusciva a organizzare.
Conoscevo già la metà di loro e lo sapevo sarebbe che stato un bel week-end. Non immaginavo quanto.

Ho fatto il viaggio con loro da Milano e per due giorni li ho guardati.

Li ho visti agitarsi perché era tardi. Presentarsi con una busta enorme di cornetti alla marmellata e al cioccolato da offrire per colazione.

Li ho visti tutti al tavolo del bar del paese a ordinare panini e a brindar col vino. Scherzare, prendersi in giro, incoraggiarsi e raccontarsi.

Li ho visti emozionarsi arrivati al castello e far fatica alla sola vista della salita.

Li ho visti improvvisarsi tecnici del suono e cameraman provetti. Provare la propria parte e quella di altri.

Li ho visti confrontarsi su grandi temi, scontrarsi su inezie e poi ancora ricomporsi e ritrovare il sorriso.

Li ho visti concentrarsi con il copione in mano. Riposarsi distesi sull’erba e lo sguardo volto al cielo. Girare per il castello godendosi il panorama.

Li visti assaporare le prelibatezze del luogo grazie alle attenzioni del generosissimo Davide. Farsi gli auguri fino all’ultimo minuto utile, e anche oltre.

Li ho visti prender decisioni quando non c’era nessun altro che potesse farlo. E li ho anche visti adattarsi senza batter ciglio alle decisioni prese da altri quando loro non c’erano.

Li ho visti cedere il proprio giaciglio agli amici. E infrangere regole a fin di bene come quando hanno lottato contro il guardiano del castello per impedire che cacciasse i loro ospiti a fine spettacolo.

Li ho visti abbracciarsi, ascoltarsi. Flirtare con chiunque, per il solo gusto di farlo.

Li ho visti scatenare le risate del pubblico, prima. Emozionarlo con la propria voce, poi. E ancora divertirlo e raccoglierne l’applauso.

Vorrei potervi prestare i miei ricordi, ma mi è concesso solamente mostrarvi gli scatti che ho rubato loro.

Potrei dirvi che avreste dovuto esserci. Ma non sarebbe bastato: avreste dovuto esserlo, pazziati.

Alle foto ci sto ancora lavorando: sono tante e la selezione è durissima. Portate pazienza ancora qualche giorno.

Ah… sono questi, i pazziati.

i Pazziati

Pazziata

La pazziata E’ ora di andare.
Parto coi pazziati in direzione Castel Beseno. Scatterò foto, tante.

E ci sarà anche la telecamera di Elena. Sì, la stessa Elena che va a Lipari e voterà lì.

Ci si legge domenica notte. Per la Quarta[4] e ultima parte della storia di Mario. [prima] [seconda] [terza]

12 Giugno 2010 - La storia di Mario (#3)

[prima parte] [seconda parte] [terza parte]

Comitato Scientifico Ricerca e Salute per il Sì«Rieccoci di nuovo.» il volto della conduttrice è in primo piano. «Prima della pubblicità stavamo per fare una domanda a Mario.» Sposta lo sguardo sulla cartelletta che ha in mano: «A proposito della selezione pre-impianto, chi era per il no o per l’astensione -come lei cinque anni fa - riteneva fosse immorale uccidere gli embrioni malati impedendo loro di nascere e vivere una vita, che se pur difficile, valeva la pena di essere vissuta. Lei ha cambiato idea su molte cose, anche su questa?»

Referendum. Puoi votare anche lontano da casa!

I Want Your Vote! Grazie ad un link puoi salvare il tuo diritto di votare. Questo link.

E’ il comitato per il sì al referendum che ti viene in aiuto. Ti dice che se sei lontano dal tuo luogo di residenza, visto che la legge non te ne dà possibilità in altro modo, puoi sempre diventare rappresentate di lista. Non è una cosa difficile. Non sei nemmeno obbligato a rimanere tutto il giorno nel seggio.

Chiama i numeri che troverai sul sito e troverai persone gentili che ti indicheranno come fare. I seggi sono tanti, serve un rappresentate per ogni quesito referendario.Salva il tuo diritto di voto, approfitta dell’occasione.

Grazie a questo link aiuterai a raggiungere il quorum. Ma fallo in fretta.

Grazie a questo link è successo questo:

  1. Elena, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  2. Simonetta, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  3. Ornella, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  4. Mirella, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  5. … aggiungiti anche tu

E questa non è finzione come “la storia di mario“, sono persone vere. Il link gliel’ho girato io. E sono contento, anzi felice, anzi di più.

Quattro [4] Sì. Quattro [4] persone in più. Quattro [4] quesiti referendari. Quattro [4] per Quattro [4] == Sedici. [XVI].

Sì. Sì. Sì. Sì.

Ps. Ti serve il tuo cerficato elettorale per poter essere rappresentate di lista e quindi votare. E’ vero, è tardi. Ma vuoi che se chiami casa e gli dici: speditemi in frettissima con la massima urgenza il mio certificato elettorale con un pony super-mega-express, questo non ti arrivi bello bello lunedì mattina? Hai tempo fino a lunedì alle 13, ricordalo! Certo, il servizio super-mega-expresso costerà un po’ di più. Ma fra vent’anni potrai dire: 4 lustri fa io c’ero, sono anche io artefice di una parte della mia libertà!

12 Giugno 2010 - La storia di Mario (#2)

[prima parte] [seconda parte] [terza parte]

Domenica ricorda di votare Sì

«Bentornati»
La conduttrice dai capelli corti e biondi, la cartelletta in mano e guarda fissa la telecamera.
«Prima della pubblicità abbiamo ascoltato la storia di Mario. Una storia drammatica, dai toni forti e sicuramente qualcuno a casa si starà chiedendo se c’era proprio bisogno di altra cronaca nera in prima serata. Ce ne scusiamo, ma davvero non siamo riusciti a trovare un altro modo per farvi conoscere Mario. Che ci ha chiamato perché voleva fare marcia indietro.
Dico bene Mario?»

La telecamera inquadra l’uomo dai capelli scuri spolverati di grigio. E’ seduto su una panca, le mani intrecciate. E’ volto in direzione della conduttrice ma il suo sguardo sembra passarle attraverso.
Chiude gli occhi, annuisce lentamente.

«Mario è qui perché rinnega il suo passato.» Continua lei «Quello di cinque anni fa, quando nel 2005 fece campagna attiva per l’astensione dal voto per il referendum sulla legge 40. Mario vuoi dirci perché questo passo indietro?»

L’uomo si passa una mano nei capelli, raddrizza la schiena e si schiarisce la voce. Poi non dice niente per dieci interminabili secondi.

«E’ vero. Rinnego il mio passato. Quel passato. La vicenda che ho vissuto mi ha fatto capire che c’era qualcosa che non andava nella legge e che sarebbe stato meglio che il referendum fosse passato.»

«Però si rende conto » lo interrompe la conduttrice «che anche se fosse stato così la sua storia non sarebbe potuta andare molto diversamente?»

«Sì, ne sono consapevole. Il morbo di Hering è tuttora incurabile e anche una diagnosi pre-impanto non ci avrebbe avvertito del pericolo. E così anche l’amniocentesi che abbiamo fatto successivamente. Attualmente la scienza non può rispondere a tutte le domande. Ma se un domani fosse possibile saperlo prima… Ecco, se pure fosse possibile, la legge attuale lo impedirebbe. L’unico alternativa sarebbe l’aborto, al terzo o quarto mese di gravidanza. E’ una crudeltà. »

«Già l’aborto. Dicevano che se non fosse passato il referendum si sarebbe modificata anche la legge 194 sull’aborto. Perché non è accaduto?»

12 Giugno 2010 - La storia di Mario (#1)

[prima parte] [seconda parte] [terza parte]

La conduttrice ha i capelli corti di un biondo acceso che si fa ancora più intenso sotto la luce dei riflettori. Ha una cartelletta in mano. Dietro di lei il pubblico è in penombra, ma se ne intuisce la presenza.

«Quella che vi racconteremo stasera è la drammatica storia di Mario. Dopo la pubblicità. Rimanete con noi…»

Io voto Sì

La telecamera inquadra un uomo sui quarant’anni, i capelli scuri spolverati di grigio e lo sguardo velato di tristezza.

«E’ una storia cominciata cinque anni fa.» ricomincia la conduttrice «Più precisamente nel maggio 2005, durante una grande campagna referendaria che riguardava la legge sulla procreazione assistita: la famigerata legge 40. »

Legge dalla cartelletta e sposta di tanto intanto lo sguardo verso l’obiettivo. Macina le frasi velocemente, riducendo al minimo le pausa tra l’una e l’altra.

«Cosa c’entra Mario con il referendum? Mario faceva parte del fronte dell’astensione, quello che poi ha vinto. Nel 2005 era iscritto ad Alleanza Nazionale e partecipò a molte conferenze per illustrare le sue ragioni. Pubblicò articoli su quotidiani a tiratura nazionale e attraverso questi pensa – ragionevolmente - di aver convinto molte persone ad astenersi.

Come sicuramente saprete, cinque anni fa, il referendum non raggiunse il quorum. Cosa vuol dire? Vuol dire che per essere valido avrebbero dovuto votare il cinquanta percento più uno degli aventi diritto, ma ciò non avvenne.»

La serata con gli scrittori

Sguardo sulla metropoliC’era sta cosa che gli scrittori facevano gli incontri nelle biblioteche e quello era l’ultimissimo incontro. Così giovedì sera siamo andati a sentire Montanari e Aldo Nove a Rho. Eravamo io, lo Stefano, l’Angela e poi anche l’Alcìde.
Ci siamo visti a Bisceglie per andare in macchina e da lì per andare a Rho basta che vai dritto e sei subito in tangenziale e la prima uscita è Rho. Io la sapevo così la strada ma l’Angela diceva che pure lei la sapeva e così siamo passati dai paesini e alla fine quando siamo arrivati in tangenziale, la prima uscita… era bisceglie!

Biblioteca RhoPoi una volta a rho abbiamo chiamato Leo per farci dire dov’era la biblioteca e lui ci ha detto che avremmo trovato un cartello ma in mezzo a tutti gli altri noi non l’abbiamo trovato. Così abbiamo chiesto ad un signore:
-Scusi, dove troviamo un cartello con scritto biblioteca?
-Sempre dritto – fa lui scocciato. E in effetti aveva ragione: dopo un po’ il cartello “biblioteca comunale” è apparso sul ciglio della strada ma proprio a 100 metri c’era la biblioteca e un po’ ce lo siamo chiesti a cosa servisse, quel cartello.

Leo presentava la serata e ha passato subito il microfono ad Aldo Nove, che però non si chiama così per davvero. Raul si è confuso e l’ha chiamato con il suo nome vero che però io non trascrivo perchè mi sembra che aldo-nove-che-non-si-chiama-aldo-nove ci tiene in modo particolare.

Aldo NoveAldo è un po’ timido e infatti si nascondeva dietro agli occhiali e ad un mare di capelli e come se non bastasse metteva il microfono davanti alla faccia e guardava sempre in basso, anche quando non leggeva nulla.

Raul invece aveva i capelli cortissimi e indossava una maglietta nera attillata, di quelle a maniche corte con dei bicipiti enormi in evidenza. Che se ti dicevano che quello faceva lo scrittore tu non ci credevi e magari pensavi che forse ti prendevano in giro e che lui era il buttafuori della biblioteca. Raul non era affatto timido, infatti impugnava il microfono come una rockstar, si alzava in piedi e se lo guardavi negli occhi sembrava che anche lui ti guardava negli occhi. Sembrava che guardava tutti negli occhi, Raul. Tutti contemporaneamente.

Aldo Nove che non si chiama Aldo Nove ci ha parlato delle sue interviste alla gente normale che non arriva a fine mese. Dice che ha smesso di inventare le storie perché secondo lui è il momento di “riferire le cose reali” e che però un sacco di gente l’ha criticato perché loro vogliono continuare a inventare e a me dispiaceva perchè in effetti lui non è che aveva detto che anche gli altri dovevano smettere di inventare. Insomma, erano fatti suoi no?

Sintomi

barcodeQuando arrivi a casa nel cuore della notte e tenti di aprire la porta passando il badge sul campanello…

Subscribe

Subscribe to my RSS Feeds

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from aladingenius. Make your own badge here.

Links