Archive for June 2nd, 2005

La serata con gli scrittori

Sguardo sulla metropoliC’era sta cosa che gli scrittori facevano gli incontri nelle biblioteche e quello era l’ultimissimo incontro. Così giovedì sera siamo andati a sentire Montanari e Aldo Nove a Rho. Eravamo io, lo Stefano, l’Angela e poi anche l’Alcìde.
Ci siamo visti a Bisceglie per andare in macchina e da lì per andare a Rho basta che vai dritto e sei subito in tangenziale e la prima uscita è Rho. Io la sapevo così la strada ma l’Angela diceva che pure lei la sapeva e così siamo passati dai paesini e alla fine quando siamo arrivati in tangenziale, la prima uscita… era bisceglie!

Biblioteca RhoPoi una volta a rho abbiamo chiamato Leo per farci dire dov’era la biblioteca e lui ci ha detto che avremmo trovato un cartello ma in mezzo a tutti gli altri noi non l’abbiamo trovato. Così abbiamo chiesto ad un signore:
-Scusi, dove troviamo un cartello con scritto biblioteca?
-Sempre dritto – fa lui scocciato. E in effetti aveva ragione: dopo un po’ il cartello “biblioteca comunale” è apparso sul ciglio della strada ma proprio a 100 metri c’era la biblioteca e un po’ ce lo siamo chiesti a cosa servisse, quel cartello.

Leo presentava la serata e ha passato subito il microfono ad Aldo Nove, che però non si chiama così per davvero. Raul si è confuso e l’ha chiamato con il suo nome vero che però io non trascrivo perchè mi sembra che aldo-nove-che-non-si-chiama-aldo-nove ci tiene in modo particolare.

Aldo NoveAldo è un po’ timido e infatti si nascondeva dietro agli occhiali e ad un mare di capelli e come se non bastasse metteva il microfono davanti alla faccia e guardava sempre in basso, anche quando non leggeva nulla.

Raul invece aveva i capelli cortissimi e indossava una maglietta nera attillata, di quelle a maniche corte con dei bicipiti enormi in evidenza. Che se ti dicevano che quello faceva lo scrittore tu non ci credevi e magari pensavi che forse ti prendevano in giro e che lui era il buttafuori della biblioteca. Raul non era affatto timido, infatti impugnava il microfono come una rockstar, si alzava in piedi e se lo guardavi negli occhi sembrava che anche lui ti guardava negli occhi. Sembrava che guardava tutti negli occhi, Raul. Tutti contemporaneamente.

Aldo Nove che non si chiama Aldo Nove ci ha parlato delle sue interviste alla gente normale che non arriva a fine mese. Dice che ha smesso di inventare le storie perché secondo lui è il momento di “riferire le cose reali” e che però un sacco di gente l’ha criticato perché loro vogliono continuare a inventare e a me dispiaceva perchè in effetti lui non è che aveva detto che anche gli altri dovevano smettere di inventare. Insomma, erano fatti suoi no?


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