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«Bentornati»
La conduttrice dai capelli corti e biondi, la cartelletta in mano e guarda fissa la telecamera.
«Prima della pubblicità abbiamo ascoltato la storia di Mario. Una storia drammatica, dai toni forti e sicuramente qualcuno a casa si starà chiedendo se c’era proprio bisogno di altra cronaca nera in prima serata. Ce ne scusiamo, ma davvero non siamo riusciti a trovare un altro modo per farvi conoscere Mario. Che ci ha chiamato perché voleva fare marcia indietro.
Dico bene Mario?»
La telecamera inquadra l’uomo dai capelli scuri spolverati di grigio. E’ seduto su una panca, le mani intrecciate. E’ volto in direzione della conduttrice ma il suo sguardo sembra passarle attraverso.
Chiude gli occhi, annuisce lentamente.
«Mario è qui perché rinnega il suo passato.» Continua lei «Quello di cinque anni fa, quando nel 2005 fece campagna attiva per l’astensione dal voto per il referendum sulla legge 40. Mario vuoi dirci perché questo passo indietro?»
L’uomo si passa una mano nei capelli, raddrizza la schiena e si schiarisce la voce. Poi non dice niente per dieci interminabili secondi.
«E’ vero. Rinnego il mio passato. Quel passato. La vicenda che ho vissuto mi ha fatto capire che c’era qualcosa che non andava nella legge e che sarebbe stato meglio che il referendum fosse passato.»
«Però si rende conto » lo interrompe la conduttrice «che anche se fosse stato così la sua storia non sarebbe potuta andare molto diversamente?»
«Sì, ne sono consapevole. Il morbo di Hering è tuttora incurabile e anche una diagnosi pre-impanto non ci avrebbe avvertito del pericolo. E così anche l’amniocentesi che abbiamo fatto successivamente. Attualmente la scienza non può rispondere a tutte le domande. Ma se un domani fosse possibile saperlo prima… Ecco, se pure fosse possibile, la legge attuale lo impedirebbe. L’unico alternativa sarebbe l’aborto, al terzo o quarto mese di gravidanza. E’ una crudeltà. »
«Già l’aborto. Dicevano che se non fosse passato il referendum si sarebbe modificata anche la legge 194 sull’aborto. Perché non è accaduto?»
«Perché nel 2006 perdemmo le elezioni. E in quei pochi mesi che passarono dal referendum alle elezioni politiche non fu considerato fattibile modificare una legge così complessa. Considerato poi che anche quella era esito di un referendum»
«Mario, lei è a favore dell’aborto?»
«Nessuno è a favore dell’aborto. Nessuno, nessuna vorrebbe mai ricorrervi se potesse evitarlo. »
«Se aveste vinto le elezioni del 2006 e in parlamento si fosse votato per abrogare la legge 194, l’avrebbe fatto?»
«Sì. Devo essere sincero, avrei votato per abrogarla.»
«Perchè?» la conduttrice inarca le sopracciglia.
«In quel periodo c’era un clima strano, particolare. Non avevamo bene in mente cosa fosse veramente in ballo. Parlo di noi che ci astenemmo e che volevamo che il referendum fallisse.
Ho un ricordo molto negativo di quel periodo. Me ne sono accorto solo dopo quello che è accaduto a Claudia e Mattia, purtroppo.
E’ che… come dire, abbiamo difeso quella legge come l’avrebbero fatto dei bambini.»
«Cosa intende?»
«In modo infantile. Voglio dire, se prendessimo in mano i giornali di allora per leggere i nostri interventi e le posizioni per il NO, ci accorgeremmo che agitavamo spauracchi ideologici. L’eugenetica, per esempio, che non c’entrava assolutamente nulla. Non c’erano argomentazioni reali, ognuno tirava fuori la sua etica spicciola e pretendeva che diventasse obbligatoria per tutti.»
«Non è offensivo chiamarla etica spicciola?»
«Non vorrei essere frainteso: non mi riferisco alle parole dei cardinali e di Papa Benedetto Decimo Sesto. Intendo dire che la questione era affrontata in modo superficiale dalla maggior parte delle persone. Ognuno aveva dei propri principi, in alcuni casi riconducibili alla morale cattolica, in altri casi assolutamente indipendente. Io stesso non sono mai stato un cattolico praticante ma molte delle mie posizioni coincidevano con quelle della Chiesa.
Il problema – ripeto – che ho visto solo successivamente, era che si volevano imporre quei principi anche a chi non li condivideva. E soprattutto erano imposizioni dettate dalla paura più che da dati reali.»
«Cosa intende? Può fare qualche esempio?»
«Certo. Prenda l’analisi pre-impianto. Permette ad una coppia di selezionare embrioni, fra i propri, che non siano affetti da gravi malattie di origine genetica. La legge 40 impedisce questo tipo di attività o meglio, la rimanda. I genitori possono avere le stesse risposte, ma qualche mese dopo. L’unica alternativa diventa così l’aborto terapeutico. E’ una crudeltà incredibile.»
«Diceva di non essere a favore dell’aborto, giusto?»
«No. Lo ripeto, nessuno è a favore dell’aborto. Nessuno, nessuna ricorrerebbe all’aborto se potesse evitarlo. Lei può immaginare quanto sia devastante dal punto di vista psicologico per una donna vivere – anzi, subire – un’esperienza così traumatica. Credo che il dovere della scienza e della politica in questo ambito sia quello di fare qualsiasi cosa pur di evitare di ricorrere all’aborto. Detto questo sono dell’idea che debba assolutamente rimanere un diritto. E’ una scelta dolorosa, ma come ogni scelta dolorosa spetta a chi ne vivrà le conseguenze. L’aborto deve rimanere un diritto. Regolamentato, con dei limiti come in ogni cosa. Ma non dev’essere messo in discussione.»
«Sempre parlando della selezione pre-impianto, » lo interrompe la conduttrice «il fronte del No, a cui lei apparteneva, riteneva fosse immorale uccidere gli embrioni malati impedendo loro di nascere e vivere una vita, che se pur difficile, valeva la pena di essere vissuta…»
Mario solleva l’indice.
«Vorrei fare una precisazione, prima.»
«Dica»
«Io non facevo parte del fronte del No, ma di quello dell’astensione. E’ molto diverso. Il referendum non raggiunse il quorum, non è vero che la maggioranza degli aventi diritto erano allineate sulle nostre posizioni.
Questa è una delle cose di cui mi vergogno di più della mia carriera di politico»
«Addirittura? Perchè?»
«E’ stata una vigliaccata. Tutti gli esperti del settore sanno che c’è una fetta di popolazione che pur avendo diritto di voto, non lo esercita MAI. In nessuna consultazione elettorale, che sia politica, amministrativa o referendaria. E non si parla di 1 o 2 punti percentuale. Se non sbaglio arriva a sfiorare il 20%.
Questo significa se l’elettorato potenzialmente attivo - cioè che non si astiene sempre, ma che almeno ogni tanto vota – è ridotto, si arriva al 80% o poco più. E’ un problema strutturale delle democrazie rappresentative, dove la cultura della partecipazione politica è ancora migliorabile.»
La conduttrice inarca nuovamente le sopracciglia, le braccia conserte.
«Continui…» lo invita.
«Per far fallire il referendum non era necessario convincere la metà più uno delle persone che di solito vanno a votare. Bastava sfruttare il numero di quelli che si astengono sempre, convincerne ancora un po’ e in questo modo il referendum non avrebbe raggiunto il quorum. Semplice. E questo lo sapevano tutti.
Alcune personalità politiche lo dissero onestamente: io andrò a votare e voterò NO.
E con una sfacciataggine incredibile altri ribatterono: andare a votare per il “no” equivale a regalare il proprio voto a quelli che voteranno “sì”, perché contribuirebbe al raggiungimento del quorum.
E’ stato disonesto promuovere l’astensione.»
«Ma è un diritto costituzionale, no?»
«Astenersi è un diritto. Chiedere di non esprimere la propria opinione per evitare che il voto di chi la pensa diversamente prevalga, non lo è. Anzi.»
«Cioè?»
«Il testo unico della legge elettorale sanziona penalmente con la reclusione i politici o i ministri di culto o chi svolge funzioni di un certo tipo che promuovono l’astensione del voto nelle consultazioni elettorali.»
«Scusate, dalla regia mi dicono che è il momento della pubblicità. Rimanete con noi…»
Fai conoscere la storia di Mario, copia il codice e incollalo sul tuo blog ;-)

detto. fatto.
ciao, scusa ma ha non trovo altro modo per contattarti. allora, lo so che si dovrebbe fare al contrario, ma tant’è. ormai. … ecco, ho preso una tua foto dal PhotoBlog. mi serviva per un post su Torino. ho citato la fonte, naturalmente, linkato il blog, il photoblog e tutto. se comunque non sei d’accordo fammi sapere che la levo (a malincuore, ma la levo). grazie! se diffidi di me, chiedi a GazzAway!
ciao.
.°tGM..
CIAO ALADIN,
nonostante la mia scelta personale è quella di VOTARE SI, non sono comunque d’accordo su come hai presentato la posizione del NO.
questo è il punto che mi ha fatto un po’ arrabbiare:
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E’ che… come dire, abbiamo difeso quella legge come l’avrebbero fatto dei bambini.»
«Cosa intende?»
«In modo infantile. Voglio dire, se prendessimo in mano i giornali di allora per leggere i nostri interventi e le posizioni per il NO, ci accorgeremmo che agitavamo spauracchi ideologici. L’eugenetica, per esempio, che non c’entrava assolutamente nulla. Non c’erano argomentazioni reali, ognuno tirava fuori la sua etica spicciola e pretendeva che diventasse obbligatoria per tutti.»
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visto che sul fronte del NO, oltre agli spauracchi ideologici, ci sono anche motivazioni consapevoli e talmente personali che non possono essere ribattute, mi piacerebbe leggere più RISPETTO per chi la pensa in modo diverso da noi, e per i suoi propri pensieri, che possiamo non condividere, ma abbiamo il dovere per lo meno di comprendere e rispettare prima di andare a votare.
un bacio
G.
@sorcioverde: Nessun problema per la foto, sono contento ti piaccia. usala pure.. però, ehm, la foto che hai preso è della piazza del duomo di Milano, non di Torino :)
@Giulia: se leggi subito dopo, il personaggio si corregge.
E proprio di personaggio si tratta. Inventato, costruito, stereotipato.
Lo faccio parlare io, certo, ma gli rinfaccio anche la mancanza di rispetto attraverso la domanda della conduttrice, subito dopo appunto.
Le motivazioni consapevoli e legittime di chi la pensa diversamente le rispetto: che abbiano il coraggio di esprimerle in un confronto reale, votando NO, anziché astenersi mancando LORO di rispetto nei confronti di chi non è daccordo.
ricambio il bacio ^_^
si ma Aladin:)
il personaggio e la storia li hai creati TU :) a scopo di far riflettere, propagandistico (un poco) e provocativo nei confronti degli astenuti!
sono d’accordo e confermo che l’astenersi è un trucco e una vigliaccata politica :(
ma chi pensa NO vada a votare NO, e sia assolutamente rispettato!
non mi importa se leggo cose che posso trovare offensive dette da TE o da un personaggio inventato da TE…
non mi importa :)
Aggiungo che l’importante resta comunque parlarne :), ieri sera non c’era un solo programma in TV che parlasse del REFERENDUM!!!! e molte mamme e papà magari un po’ anzianotti hanno detto “non vado a votare perchè non saprei che votare, non ho abbastanza informazioni scientifiche e di attualità in merito”
urca!!! che figura! … si vede che è troppo tempo che sono fuori casa. … giuro, sembrava piazza castello! … che vergogna, che VERGOGNA!
credo tu abbia molto ragione!
tanto hai ragione anche riguardo al tuo ultimo post,senza dubbio!
Grandissimo post, Genius. Sul serio. La narrativa è spesso il modo migliore per raccontare la verità. E, mi dispiace per Giulia, io non vedo tutta questa necessità di rispettare chi vota NO. Fermo restando che invitare la gente all’astensione è addirittura scandaloso, è altrettanto scandaloso votare NO togliendo di fatto alle persone il diritto di scelta. La democrazia ha anche i suoi lati negativi (ma tanto la esportiamo, no?), non dimentichiamolo.
Ti diranno che sei il solto fantasioso, che la realtà è un’altra. Però è convincente assai. Speriamo bene
Ora copio e incollo.
Ciao, scusa ma ti ribadisco il post della prima parte.
Bella storia.
Io ho una amica che ha un figlio di tre anni che quella malattia la ha veramente. Da tre anni è attaccata al letto giorno e notte attendendo la sua morte… La commissione etica ha già espresso il parere che siamo nella fase di accanimento teraputico.
La mia amica aveva fatto tutti gli esami possibili e immaginabili, nei centri più avanzati d’Italia per avere la certezza di un bambino sano, altrimenti avrebbe abortito. Ovviamente tutti con esito favorevole.
Tu pensi veramente che questo referendum risolva questi problemi? O favorirà solo medici, esami, esperti…. esborsi dei futuri genitori e incassi di medici e strutture?
I bambini che nascono con problemi sono circa il 3%; quelli che i problemi (gravi) li hanno al momento del parto sono un altro 3%. Questi ultimi come li trattiamo? Estendiamo la legge e li buttiamo via?
A volte certi racconti sono solo retorica…
@valerio: ti ho risposto nei commenti alla prima parte :)