Chuck Palahniuk è appena uscito con il suo ultimo libro, Cavie. Come autore l’ho appena scoperto e ne sono assolutamente affascinato.
Questo racconto che ho scritto può essere solo un omaggio: Caffeina 24 (file pdf, 90k. 8 pag. )
Lo lascio qui.
Update: non amo leggere i racconti e in genere i testi troppo lunghi sul monitor, per questo ho lasciato il racconto in formato pdf. Per chi non riesce a scaricare il file, o semplicemente preferisce leggerselo online, ho preparato la versione html. Buona lettura :)
ecco.mò lo stampo e me lo leggo…
buongiorno :))
sisi vieni qua che ne ho un vasetto pieno.
grazie pista :) poi mi fai sapere cosa ne pensi…
(x il secondo messaggio: grrrr)
Ma grazie! naturalmente anche lei si consideri invitato qualora volesse intervenire eh! :-)
ciao Aladin!
come ho già avuto modo di dirti … questo racconto è davvero bello :p
mi raccomando … continua così …
Mi raccomando metti il cuore, te stesso, qualcosa di affilato e personale, in quello che ci racconti con così tanta proprietà di linguaggio :)
l’ho visto e mancato per un pelo… ;) (sarà per le acca mancanti)
oh. Anche tu contagiato da Palahniuk. alla prima occasione mi piacerebbe che me ne parlassi in modo da farmi venir voglia di leggerlo. Fino ad ora non c’è riuscito nessuno. Non so, d’istinto mi respinge, non so se sia per una pregiudiziale diffidenza verso un certo tipo di autori di culto o se sia la memoria dell’irritazione provata guardando il film tratto da fight club (a parte il folgorante inizio), opera -a mio avviso- fintamente e furbescamente “contro” e in realtà intrinsecamente “fascista” (odio usare questo aggettivo, ma al momento non me ne viene uno migliore). Se hai letto anche questo libro sarei curiosa di un tuo parere. Ciao
Ps : il tuo racconto invece non riesco a scaricarlo, non so perché.Sorry…
Anche io ho fatto fatica a scaricarlo, ma ora ce l’ho fatta e me lo sono stampato in ufficio (ne ho fatto una copia anche per quel pigrone del fraps). Ora non mi resta che leggerlo :)
narsil
@Su: alla prima occasione di sicuro farò a Chuck - per gli amici - una pubblicità spropositata. Mi spiegherai anche il motivo del tuo giudizio negativo su Fight Club - il film. Tieni conto, comunque, che io impazzisco per il cinismo dei Simpsons, South Park e così via. P. è un autore cinico e spietato. I suoi personaggi sono sempre un po’ borderline.
Ps. il mio racconto è ora disponibile in formato umano :)
@Narsil: grazie cara, sono lunsingato dal tuo impegno :)
Anch’io stampo e leggo appena possibile, qui e di là nella mail (trovata in ritardissimo, perdonami). Sono felice di vedere un racconto con la tua firma…;-*
Ciao Aladin!
SALUTI DA NEW YORK :)
anch’io impazzisco per i simpson, e pure south park non mi dispiace.
La spietatezza a volte è necessaria; il cinismo molto spesso mi diverte, altrettanto spesso mi annoia, quando odora di calcolo e furbizia.
Fight club, il film, aveva una partenza fenomenale (mai più guardato allo stesso modo all’Ikea, da allora), poi ti accorgevi che sotto l’apparenza sovversiva e iconoclasta si celava un’ideologia a dir poco inquietante, con quell’apologia squadrista dell’obbedire senza far domande e l’esaltazione della violenza maschia. Ma andiamo.
@PlacidaSignora: senza fretta… mi sono permesso di avvisarti perché mi hai anche incoraggiato :) Insomma, è anche un po’ colpa tua :-D
@G: era ora che ti facessi viva :)
@Su: C’è da dire che del film ricordo molto bene pure io la critica allo stile di vita Ikea. Lo stesso dettaglio, però, nel libro non assume la stessa importanza o in ogni caso non accentra così tanto l’attenzione del lettore.
Non ricordo nemmeno *così* bene il film, riguardo alle scene “squadriste”. Nel romanzo tutto ha un senso -la trama è impeccabile-, e non tradisce assolutamente l’intento di critica feroce agli attuali valori di una società che si crede ricca e libera.
I personaggi che sembrano obbedire a lui, in realtà hanno smesso di obbedire agli altri. Si rendono conto del loro potere, della loro importanza. Della possibilità che hanno di scegliere. Si rendono conto del proprio valore, non più relegato alla mansione di “cameriere” o di “addetto alle pellicole” o qualsiasi altro lavoro. Il fatto che poi si trovino quasi a idolatrarlo è un semplice meccanismo psicologico che porta a mitizzare il proprio salvatore, che nel romanzo vive quasi passivamente questo ruolo, impegnato com’è alla ricerca di se stesso.
Gli incontri in cui fanno a pugni hanno un effetto catartico: improvvisamente si rendono conto di quanto possano sopportare il dolore. Di quanto possono essere forti. Che possono alzare la testa e dire la propria.
(Senza considerare poi che lo stile di Palahniuk è un concentrato di ritmo e personalità.)
Ci sarebbe molto altro da dire.. ma non sono bravo con le recensioni. Il consiglio alla lettura rimane ;-)
PS. Considera che il romanzo è del 1996!!
2 dollari per farti un saluto e mi rispondi cosi’!!!
ti voglio bene!!!
un bacio!!!
oh io sto aspettando un post…
mbhe? c’ho il blocco del blogger!
io sto aspettando un commento sul racconto :)
eddai … e posta!!!! :)
anch’io c’ho il blocco del blogger. è a quadretti.
però è meglio se scrivi qui, davvero.