Paranoie #1 - fiction e terrorismo

23/09/2005 Milano Simulazione anti-terrorismoUna ventina di giorni fa, a Milano, c’è stata quella grande esercitazione anti-terrorismo che ha visto impegnati, tra gli altri, molte finte vittime truccate a dovere. Dovevano sembrare a tutti gli effetti dei feriti, così apparivano con macchie rosso-sangue, o con con polvere grigio-calcinaccio.

Non sono contrario all’esercitazione in sé. Ritengo che sia molto più realistico per le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e per chi si occupa di assistenza ai feriti sperimentare in un ambiente verosimile piuttosto che in un grande capannone e fargli immaginare che sia la metropolitana. Le scale, le superfici, le distanze, i materiali e l’illuminazione… tutto avrebbe potuto essere ricostruito, certo. Ma l’efficacia dell’esercitazione non sarebbe stata il massimo.

C’è anche da dire che se non avessero fatta l’esercitazione e poi fosse capitato un attentato terroristico, non sarebbe state poche le voci che si sarebbero alzate a chiedere la testa dei responsabili di una mancata preparazione. Questo, per onestà, occorre dirlo.

La prima cosa che ho pensato quando ho saputo dell’esercitazione: cavolo, se uno volesse fare un attentato… quale momento migliore? Quale luogo migliore? I feriti veri che si confondono con i feriti truccati. Uomini e donne che scappano presi dal panico e i pompieri che pensano “Aho’ quanto recitano bene questi”. Oppure: fare l’attentato proprio dall’altra parte della città, con tutte le forze dell’ordine impegnate e concentrate in un punto solo.

E fin qui la critica o il lato ironico della vicenda. Niente di originale, diciamo. Passiamo alla preoccupazione, quella seria.

Se non avessero annunciato l’esercitazione con qualche giorno di anticipo, guardando solo le immagini alla televisione, non si sarebbe potuto dire se fosse fiction o realtà. C’erano le immagini al TG, i feriti e i calcinacci, le macchie di sangue e le ambulanze. Certo, c’era anche quella signora sulla cinquantina che mentre viene accompagna da un vigile del fuoco sorride, con tutta la polvere grigia sullato sinistro della giacca. Che poi me la sono immaginata quella scena in un attentato vero, con la signora che strilla e urla presa dal panico, un peso morto di ottanta chili tra le braccia del vigile, che suda come un matto per tenerla ferma, per rassicurarla. Ma una simulazione mica può prevedere tutto. Cominciamo con la versione “feriti in fila indiana” senza crisi di nervi. Poi magari, un’altra volta si cresce di livello.

C’erano quelle immagini - dicevo - così verosimili. Che se non fosse per le parole del giornalista che illustra il servizio, uno mica ci penserebbe che è una simulazione. Che se al posto di quella rassicurante cronaca ci fosse stato un sincopato racconto di come i terroristi aveno colpito il cuore di Milano, fatto esplodere bombe, ucciso pendolari, straziato donne-vecchi-bambini con le schegge degli ordigni. Che se al posto della cinquantenne sorridente, il montaggio avesse messo le immagini di una macchina con i finestrini rotti… Se ci fosse stato tutto questo, al posto di quello, come avremmo potuto sapere la verità?

Certo, in un luogo pubblico così affollato, sarebbe altamente improbabile (non dico impossibile per ovvi motivi, nel Paese dei segreti di Stato), nascondere la verità a lungo. I miei sono solo dubbi su quello che sarà possibile fare nel futuro.

In un mondo in cui ormai la Verità è vergata dai servizi televisi e in cui se ripeti una cosa abbastanza a lungo finisce con il diventare vera (se poi la ripeti in tv, diventa vera più rapidamente), quella che è stata oggi una simulazione terroristica con le comparse truccate, domani potrà essere un attacco terroristico - finto - realizzato per scopi strategici.

11/9/2001 Twin TowersNon sarà più necessario un casus belli vero e proprio, perché il nemico - a differenza del passato- sarà all’interno delle proprio frontiere: il popolo, i cittadini. Non sarà più necessario avere abbattute le Twin Towers per poter promulgare leggi come il Patrioct Act e altre atte a limitare i diritti dei cittadini. Non sara più necessario avere nemici reali, per poter aumentare i bilanci dell’esercito e dichiarare guerre per avere pozzi di petrolio in più.

Basterà una buona casa di produzione, dei bravi attori -magari della scuola Stanislavsky- e qualche stuntman, un buon montatore e - ovviamente - il controllo della maggior parte delle reti televisive e fonti di informazioni del paese.

5 Responses to “Paranoie #1 - fiction e terrorismo”


  1. 1 G Oct 12th, 2005 at 2:57 pm

    discutevo con un amico sul fatto che con grande probabilità non è mai stato fatto lo sbarco sulla luna da parte degli americani.
    E che probabilmente era una mossa politica importante per motivare gli americani e alimentare il patriottismo durante la guerra fredda.

  2. 2 broono Oct 13th, 2005 at 2:11 am

    Uh,
    E perchè mettere in piedi una macchina così costosa e difficile da gestire (per non parlare di quanti tra i reclutati potrebbero cedere alla lunga al biosgno di levarsi un tale sasso dallo stomaco rivelando che erano stati chiamati per una mess’in scena), quel giorno?

    Se volessero ottenere un attentato per giustificare un italico patriot act o chissà che altro, basterebbe loro fare , appunto, un attentato.

    Qualche centinaio di euro per confezionare l’ordigno contro qualche milione per mettere in piedi una scenetta sono un motivo sufficiente per pensare che il giorno che sarà quello il loro obiettivo, sarà un attentato, quello che metteranno in atto.

    L’hai detto anche tu.
    Siamo in Italia.
    Sono bravi a far le cose come si deve.

    Ci avevo pensato quel giorno.

    Alla cosa dell’attentato dall’altro lato della città, dico.

    Perchè mi sono immaginato cosa sarebbe successo se tutte le forze dell’ordine tutti i vigili del fuoco tutte le ambulanze in quel momento in cadorna si fossero dovute trasferire improvvisamente tutte insieme dall’altro lato esatto della città.
    Dove, tra l’altro, era stato spostato in quel momento tutto il traffico cittadino.

    I feriti veri avrebbero dovuto aspettare due giorni prima di veder arrivare la prima ambulanza!!!

  3. 3 aladingenius Oct 13th, 2005 at 8:20 am

    @G: avevo sentito anche io parlare della cosa. Non saprei… diciamo che adesso ne hanno le possibilità, di andare sulla Luna. In ogni caso il parallelo ci sta…

    @Broono: hai ragione, è più economico un attentato di una fiction. Ma non ho la palla di vetro: non è detto che in futuro permangano le stesse condizioni.

    Ricordi quando hanno preso Saddam in quella specie di grotta? Ricordi di come dopo qualche tempo uscì la notizia/teoria secondo cui la cattura vera e propria era avvenuta in circostanze meno cinematografiche e che quello che venne mostrato alle televisioni di tutto il mondo fosse invece una messinscena studiata a tavolino?

    L’importante è l’effetto del momento. I tempi televisivi sono stretti. Attiri l’attenzione dello spettatore per un paio di giorni, te ne esci con una legge… e poi a chi importa se era una bugia o la verità?

    Ricordi Powell all’ONU con la bustina di antrace?

    Ho letto proprio ieri l’intervento di b.george (falsoidillio), che dice l’esatto contrario di quello che dico io… ma su un altro tema: quello dell’eugenetica.

    Sono daccordo sia con te che con lui. Ma non possiamo sapere quanto converrà in futuro un attentato vero o uno simulato (se non è un attentato è l’arresto di un altro Saddam). Intanto sappiamo che ne hanno le capacità, gli strumenti e i mezzi per farcelo passare per vero.

    Noi che usiamo la rete per informarci, che abbiamo senso critico e che magari indaghiamo un po’ più degli altri… siamo solo una minoranza. Negli Stati Uniti ha pur sempre vinto Bush. In Italia ha vinto Berlusconi (per la seconda volta!).

    Forse non è nemmeno necessario occultare la verità, basta non farla apparire nei canali mainstream.

  4. 4 eddie Oct 27th, 2005 at 10:31 pm

    la verità è la fuori.
    vuol dire che in questa stagione prende freddo.
    (vabbè)

  5. 5 pista Oct 28th, 2005 at 4:53 pm

    oh,ciao nè!!!

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