Archive for November, 2005

Non ha prezzo

Partecipare allo staff-meeting aziendale e godersi gratis due mostre di fotografia e la cena offerta.

Arrivare alla fermata del tram, incontrare due avvenenti amiche e grazie a loro scroccare un passaggio da un autobus diretto in deposito e così saltare ben 20 minuti d’attesa per il 14 successivo.

Ehhhh beh!

Import-Export

A seguito della recente visita di Bush e delle sue richieste di “allargare le libertà”, la Cina ha dichiarato guerra agli Stati Uniti.

“Vogliamo importare la democrazia” si legge in una nota del governo di Pechino.

Viva Zapatero, all’Anteo

Viva Zapatero! AnteoViva Zapatero, di Sabina Guzzanti. Per un motivo o per un altro non sono riuscito a trovare qualcuno che 1) volesse vederlo e 2) non l’avesse già fatto. Così, per evitare che mi sparisse dalla programmazione delle sale, venerdì sera ci sono andato da solo, dopo il lavoro.
Solo due cinema lo davano ancora. Uno era l’Anteo.
25 anni di cinema indipendente, c’è scritto sul biglietto. Pago, entro e arrivato nella sala consulto il pezzo di carta che ho tra le mani alla ricerca di fila e posto. Ma non è un multisala, accesso libero. Entri, ti guardi attorno e scegli il posto. E se sei in gruppo puoi anche stare lì qualche minuto in piedi, alla ricerca di un’isola di poltrone libere. Ne trovo subito una, io che sono solo. E mentre aspetto mi guardo in giro.
Penso che ’sta cosa dei posti non numerati non mi piace. Poco funzionale. E poiché sono da solo e non mi posso distrarre in chiacchiere, continuo a osservare.
Più avanti, verso il centro della sala, c’è un cappotto appoggiato sul sedile di fronte. Da una borsa spunta fuori un libro, una pinna di squalo. Sullo sfondo rosso, il nome dell’autore è scritto in bianco: Noam Chomsky. Ed è come stare tra amici, mi rilasso.
Una coppia elengante, si ferma di fianco a me. Lei chiede “dove sono i nostri posti?”. Lui allampanto e un po’ snob dice : “E’ free“.
Va bene, penso, proprio fra amici amici no. Un paio di file davanti a me, una coppia si bacia teneramente. Lui ha i capelli bianchi e la barba pure. Lei ha i capelli tinti. Arriva un gruppo di quattro giovani. Sostano per qualche minuto nel corridoio e dato che la sala ormai è quasi piena, diventa difficile trovare tutti quesi posti. Stanno lì e cercano con lo sguardo. Poi una di loro si avvicina alla coppia e chiede: “potete scalare di un posto?”. I due dicono “certo!”, si alzano e slittano di uno. E in un multisala, questo, mica succede. La gente non ha nessun motivo per parlarsi. Sì, giusto quando ti siedi al posto sbagliato, per dire.
Non so, tutto sommato, i posti non numerati hanno un che di positivo.

E ora, il film. In sala ho sentito parecchie risate e alla fine, mentre scorrevano i titoli di coda, è esploso un applauso spontaneo.
Io ho riso poco, ma un motivo c’è.
Avevo visto la prima e unica puntata di Raiot andata in onda in tv, quella che poi ha scatenato una ridda di polemiche e con dei pretesti sono riusciti a chiudere il programma.
Avevo visto la seconda puntata di Raiot, quella organizzata a tempo di record in teatro e a cui hanno partecipato numerose personalità dello spettacolo, della satira e della cultura.
Avevo letto Regime di Marco Travaglio e Peter Gomez, un libro che ripercorre i vari casi di censura messi in atto in tempi recenti a tutto vantaggio di Berlusconi e del centro-destra.
Avevo visto anche lo spettacolo teatrale che la Guzzanti aveva messo in piedi dopo essere stata bandita dalla tv: Reperto Raiot.
Insomma, avevo già riso.
E così come mi era capitato guardando e leggendo Michael Moore, non c’era più nulla di nuovo di cui scandalizzarmi o che non sapessi già.

Ma è bello che ci sia “Viva Zapatero”. Che tra l’altro – Zapatero – viene citato in unico passaggio in tutto il documentario-satirico: quando si dice che appena è salito al governo ha firmato una legge che impedisce al capo del governo di nominare i vertici della tv pubblica. Mica poco.

Dicevo, è bello che quei contenuti siano arrivati nelle sale, dopo aver solcato i palchi dei teatri. Perché c’è sempre qualcuno che ride e che non ha mai sentito quelle battute. E soprattutto, c’è ancora un sacco di gente che non sa. Che vorrebbe sapere. E’ che la gente è pigra, e ha tutto il diritto di esserlo, penso io.

fmp6 foto

Eccole, le foto. Quelle scattate l’altra sera, durante la fulminea-mobilitazione-politico-poetica-per-Pier-Paolo-Pasolini, a Milano.

fmp6 milano - Eumenidi

fmp6 milano

Qui, invece, ne troverete altre davvero belle. Scattate da Sergio Bertolini (grazie Flickr!).


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