Archive for December, 2005

Ovvietà scientificamente dimostrate

Ma perché, dico, perché? Si può fare una ricerca così idiota? Diffonderne anche i risultati, scriverne articoli, trovarseli tradotti in più lingue… perché?
Mi spiegate che cosa c’è di illuminante in una frase come questa? Di nuovo, di rivoluzionario, di.. che ne so.

Ma sono in tanti ad aver scelto il modo di stare insieme separati. «Vivere separati è il primo passo, viene prima ancora della convivenza che anticipa il matrimonio», ha spiegato al Guardian Johan Hasky, studioso di statistica all’Università di Oxford.
[...]
Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, ammette che «questo modo di vivere la coppia, se diventa permanente, può rivelare una mancanza di voglia di impegnarsi fino in fondo». Talvolta è soltanto una fase di passaggio, altre rivela un fortissimo desiderio di mantenere l’autonomia.

Ma vi pare una notizia?
O sono stupidi loro, o sono un genio io. Non ce n’é.

(il post si sarebbe potuto anche intitolare: “braccia rubate all’agricoltura”, “idioti allo sbaraglio”, “c’era bisogno che ve lo dicevamo noi”, “tu mi piaci, ma non conviviamo da subito, che ne dici?”. E così via.

Kong

A questo punto, cambio idea e vado a vederlo.

So far so good

E oggi sono 28.
Soleva dire un mio caro amico, in occasioni come questa: “E’ andato via il primo terzo della tua vita. Il migliore.”
Beh.. io non è che mi lamenti, ma spero lo stesso ci siano margini di miglioramento, almeno nel prossimo terzo.

Compiere gli anni nel giorno della settimana giusto – giovedì fu pure nel ‘77 – dovrebbe aiutare.

Staremo a vedere. :)

Paese civile #2

Torna il proporzionale
il Senato approva
la nuova legge elettorale

A Palazzo Madama la riforma passa definitivamente con 160 sì, 119 no e sei astenuti. Il testo della nuova legge elettorale approvato a maggioranza soltanto dalla Cdl

Paese civile #1

Stanley \

22 minuti di agonia.

La faccia come il culo

Bush, dopo aver detto che la guerra in Iraq ha fatto 30.000 morti iracheni (e io, sinceramente, credo che i numeri USA siano ritoccati verso il basso)

“Sapendo quello che si sa ora, rifarei la guerra in Iraq

Berlusconi, ad una festa per raccogliere fondi per Forza Italia, a Fiera Milano.

“Abbiamo riformato il lavoro: non c’e’ precariato ma solo flessibilita“.

Mantovano (sottosegrerario all’interno) a Matrix, commento del video in cui i soldati italiani sparano per uccidere:

“Quella in Iraq non e’ una missione di guerra ma una missione di ricostruzione di democrazia, oltre che di ricostruzione materiale”.

Tav. No Tav

Situazione complicata, quella. L’Indignato ne parlerà presto sul su blog.
Nel frattempo, le sue premesse sono davvero interessanti….

update: qui il post “in progess” di Alberto Puliafito.

Neve a Milano, le prime conseguenze

Stamattina ho fatto un giro vicino casa, a documentare il casino provocato dalla nevicata notturna. Alberi divelti e caduti sui tralicci del tram. Strade bloccate, traffico in tilt.
E menomale che è sabato….

Qui il photo set su flickr.

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Maleducazione metropolitana

150Non ne volevo parlare. Avevo sbollito la rabbia per lo sdegno già due volte, prima con un’amica appena scesi dal tram. E poi al telefono, raccontato l’accaduto ad un’altra amica.

Però ho appena letto il post di Lia e tramite un suo link, anche il post di Cubanite. E adesso ci metto anche del mio.

Ero sul tram, schiacciato come una sardina come tutti gli altri causa chissà quale incidente che aveva fatto accumulare al mezzo più di mezz’ora di ritardo. Sono vicino ai gradini per la discesa e dopo di me sale altra gente. Sulle scale c’è un gruppo di stranieri, forse Bangladesh, comunque visibilmente stranieri. Un gruppo misto, uomini e donne. Saran state quattro o cinque persone. Parlano e ridacchiano. D’altronde la situazione è imbarazzante per tutti, così schiacciati a occupare ogni centimentro libero.

Una signora, anzi no, signorina. Anzi no, una zitella – con tutto il corollario di malignità sulla sua arida vita sessuale (l’ho detto che c’ho rabbia da sfogare no?).
Dunque, ’sta qui ad un certo punto con modo gentile e affabile si rivolge ad un’altra donna coi capelli lunghissimi e neri che sta davanti a me.
-Scusi… scende alla prossima? No? Allora comincio a spostarmi… he he he. Meglio essere previdenti. D’altronde se passa così di rado… he he he

Supera la mora e tra lei e i gradini c’è un muro di carne. Faticoso farsi spazio.
Il tram arriva alla fermata, il panico l’assale. Sul lato sinistro della scala c’è uno dei signori del Bangladesh. E’ alto più di 1.85, spalle larghe larghe. La signora-signorina-zitella alza il braccio, apre la mano e sbatte il palmo con violenza sulla schiena del signore alto e largo.

-TESORO!!!! DEVI scendere.

Il signore alto e largo si gira, sorridendo. Lei con la mano gli fa segno che deve andarsene. Poi con l’indice gli mostra l’uscita.
Dato che tra lui e la porta c’erano altre persone, tra cui una valigia, si è semplicemente scostato mostrandole una strada alternativa. Ovvero scendendo dalla parte destra della scala. Sempre sorridendo, non senza aver detto “scusa”. Lui. E mentre la zitella scende, a me sale il sangue al cervello.

Ma dico! Con quale diritto? Tesoro? Che è sta confidenza?

La prossima volta faccio in modo che il sangue al cervello mi salga prima. Ché ’sta gente bisogna affrontarla subito. Pubblicamente e ad alta voce. Perché se fanno una cosa del genere, se mancano di rispetto in modo così palese alla gente (in questo caso perché straniere e quindi considerate inferiori, nel caso di Cubanite e Lia i motivi sono altri)…
Dicevo, se qualcuno fa una cosa del genere, deve essere ripreso subito. Affrontato. Deve vergognarsi, farsi piccolo piccolo. Andare a casa e continuare a sentirsi una merda.

E scusate i toni, ma io c’ho rabbia da sfogare.

Down in tv

ragazzi downA proposito della presenza dei “fidanzatini down” al programma della De Filippi, C’è posta per te.

«Ride di loro, dei nostri ragazzi — dice Carmen Rotoli, presidente dell’Agpd, Associazione genitori e persone con la sindrome di Down fondata nel 1981 — Io non voglio giudicare nessuno, ma li trattano come bambini. Molti nostri iscritti sono indignati. Bisogna rispettare la fragilità di questi giovani, la loro trasparenza: se no, li si fa soffrire, e si comunica il messaggio sbagliato. Li fanno apparire come pagliacci davanti a milioni di spettatori. Li ridicolizzano». «No, il pubblico ride insieme con loro, non di loro — dice Maria De Filippi — E noi non li ridicolizziamo per nulla. E’ 2, 3 anni che i ragazzi Down vengono da noi, su richiesta loro o dei genitori. Li tratto come tutti gli altri.

Appunto. Li tratta come tutti gli altri. Ridicolizzandoli.
E’ che dopo una certa soglia, quando hai smesso di scandalizzarti del contenitore, non puoi stupirti del contenuto.


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