
[parental advisor] Questo post potrebbe essere di difficile interpretazione. Abbiamo intervistato l’autore per far luce sulle sue intenzioni. [/parental advisor]
Da non credere. Tu sparisci dalla rete per un po’ e quando torni cosa succede? Scopri che Lia (Haramlik) è diventata un antisemita.
Sentite un po’ cosa scrive!!!
Il mondo ha sostenuto Sharon definendolo un coraggioso uomo di pace, anche se lui ha fatto di tutto per delegittimare e sminuire ogni potenziale partner negoziale palestinese e ha bloccato ogni significativa trattativa politica.
Ah no, scusate, questo l’ha scritto Amira Hass, una giornalista di Ha’aretz, il quotidiano progressista di Tel Aviv!
Ecco quello che invece ha scritto quella sciagurata di Lia:
Con Sharon si è chiuso il mio ultimo viaggio in Israele.
Eravamo appena tornati da Gerusalemme quando lui, circondato da uno schieramento di soldati, fece la famosa "passeggiata" derisoria sulla Spianata delle Moschee.
Scoppiò la II intifada, poi la carneficina, l’assedio ad Arafat.
Non contenta di ciò ha anche messo in discussione il ritiro dalla Striscia di Gaza che Sharon ha messo in atto:
Sharon ha realizzato quello che aveva promesso: il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza. E il mondo applaude, ignorando il fatto che il ritiro vanifica le risoluzioni internazionali e gli accordi di Oslo, che insistono sull’integrità territoriale di Gaza e della Cisgiordania. Gaza si sta trasformando in un’entità separata, distante e isolata, e i regolamenti burocratici israeliani, spacciati per misure di sicurezza, separano tutti gli abitanti della Striscia dalla Cisgiordania.
Gaza è un’enorme baraccopoli, abbandonata tra l’indifferenza israeliana e
l’insofferenza internazionale per i dettagli.Sharon ha parlato di uno "stato palestinese" ed è stato salutato come un nuovo de Gaulle. È certo più facile che analizzare il modo diligente e meticoloso in cui l’occupazione israeliana sta trasformando la Cisgiordania in un puzzle di enclave palestinesi circondate da recinzioni e mura, vere e proprie prigioni in mezzo a un crescente reticolo di colonie e strade israeliane che ignora bellamente la Linea< verde. Un sistema di leggi per i palestinesi, un altro per gli ebrei.
Ah no, scusatemi ancora. Questo l’ha scritto ancora Amira Hass nello stesso articolodi prima.
Ecco quello che invece ha scritto quell’intollerabile antisemita di Lia:
Lo si è detto, lo si è ripetuto, c’è mezzo mondo che si sgola: "No. Sharon ha tolto 7000 coloni dalla Striscia di Gaza, trasformata in regione liberamente bombardabile, e li ha per lo più spediti ad aggiungersi ai 440.000 coloni dei ben più ampi Territori Occupati di Gerusalemme est e Cisgiordania. Attraverso uno spaventoso muro più volte dichiarato illegale da qualsiasi organismo internazionale, ha poi annesso ad Israele l’80% delle sue altrettanto illegali colonie e il 40% di pura e semplice terra palestinese, compresa di sorgenti d’acqua che vanno a destinarsi, ovviamente, all’agricoltura israeliana. Ha intrappolato 237.000
palestinesi dentro il muro e ne ha messi fuori altri 160.000. Tutti loro destinati, dentro o fuori dal muro, a vivere tra torri di guardia e filo spinato. Questo è ciò che è successo."
E c’è dell’altro:
Sharon, per bocca del suo miglior complice, Shimon Peres, ha parlato di ripresa economica. Ma la frammentazione della Cisgiordania
costringe a tornare a metodi economici dell’inizio del novecento, se non prima, logora le persone, uccide ogni forma di creatività . Processo di pace, dice il mondo piangendo per Sharon. Un nuovo apartheid è invece la descrizione corretta, nascosta dietro la gigantesca immagine benevola di Sharon.
Ooops. Scusatemi. Questo è sempre a firma di Amira Hass.Sempre del quotidiano israeliano Ha’aretz.
Lia invece, ha scritto questo:
Ho già letto in giro perle come: "Sharon ha comunque ordinato il ritiro delle truppe dai Territori Occupati". Degno risultato di tanta informazione, direi, e certo opinione diffusa in tutta Italia: se andassimo a intervistare la gente sui tram e nei supermercati, sai quanti si direbbero convinti che questo è ciò che veramente è successo? Che davvero Sharon ha ordinato il ritiro dai Territori?
Un mondo folle.
Il giochetto dei paralleli è terminato.
D: Ci dica, come è strutturato questo suo bizzarro post?
R: Niente di complicato. Ho citato un pezzo dell’articolo della Hass seguito subito dopo da uno stralcio del post di Lia e ho ripetuto la cosa per tre volte. Ovviamente citando parti diverse.
D: Perché ha voluto citare l’articolo della Hass?
R: Avevo da poco letto il post di Lia e quelli successivi sul polverone che aveva innescato. La sera stessa ho avuto tra le mani l’ultimo numero dell’Internazionale. Dentro c’era questo piccolo articolo di Amira Hass. Mi hanno colpito delle analogie… che tra l’altro ho messo in risalto. Ho pensato che se dovevano accusare Lia di antisemitismo avrebbero dovuto fare la stessa cosa con la giornalista del quotidiano di Tel Aviv.
D: Lei pensa che Lia sia antisemita?
R: Assolutamente no! Non penso che Lia sia antisemita.
D: Per correttezza nei confronti dei lettori, dobbiamo confessare che lei ci ha chiesto espressamente di farle l’ultima domanda (Lei pensa…). Possiamo chiederle il motivo?
R: Dopo ciò che ho letto a seguito del post “incriminato”, la mia fiducia nelle capacità di interpretazione delle persone è calata ulteriormente. A questo punto credo che qualsiasi testo allusivo, sarcastico o non lineare vada accompagnato da una spiegazione passo passo, affinché anche i lettori meno dotati possano recepirne il contenuto.
D: Si spieghi meglio…
R: Avrei tanto voluto lasciare questo post con le sole citazioni dei due pezzi, ma ho avuto il timore che a leggerlo ci sarebbe potuto essere qualcuno privo di medie capacità di critica e interpretazione. Avrebbe stravolto il significato che volevo dare!!
D: Lei come ha reagito alla notizia dell’ictus che ha colpito il premier israeliano?
R: (sorride, ndr) Ho pensato subito di scrivere un post, lo confesso. Immaginavo una grande foto di Ariel Sharon. E di fianco, un titolo enorme: “Pena di Morte!”
D: Non le pare una cosa orribile da dire, da pensare?
R: No, visto il soggetto, il suo passato e le sue responsabilità . Forse solo un po’ cinico. E poi consideri che io non ho ammazzato nessuno. Non ho coperto nessun massacro. Non sono stato la causa della seconda Intifada.
D: Lei non era contrario alla pena di morte?
R: Lo sono ancora. Ma i crimini di guerra hanno un peso diverso e diversamente devono essere trattati dal punto di vista legislativo. E io considero Sharon un criminale di guerra. E non solo lui a dire il vero…
D: Sta parlando di George Bush?
R: Sì esatto.
D: E Blair e Berlusconi?
R: Alla stessa stregua di complici di un reato. Hanno le attenuanti del caso, ma sempre nell’ambito di crimini di guerra. Contro l’umanità , come li vuole chiamare li chiami.
D: Lei è antisemita?
R: Lei non ha capito un cazzo!!
6 Responses to “Quell’antisemita di Lia”