Sono stanco.
Tre giorni fa ho partecipato al corteo del 25 Aprile. Commemorazione della liberazione dal nazi-fascismo. Così, giusto per ricordarsi che cosa si festeggia. E contro chi/cosa si è combattuto. Prima che me ne dimentichi, prima che sia troppo tardi: ho scattato qualche foto alla manifestazione. Le trovate su flickr. Ce n’è anche qualcuna di “appunti Partigiani 2006“, evento che ogni anno rappresenta la prosecuzione del 25 aprile, presso l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini.
Dicevo: sono stanco.
Tutte le mattine su Rai radio3 c’è un programma: PrimaPagina. Ogni settimana un giornalista scandaglia i quotidiani leggendo notizie ed editoriali. Spesso lo ascolto in differita grazie ai podcast.
Sono stanco. Questa settimana, proprio questa, a leggere i quotidiani c’è una giornalista del Foglio, Marina Valsenise. Proprio nella settimana del 25 Aprile. Nausea.
Ma fosse lei il problema. Fosse il Foglio, il problema, uno ci ha già fatto il callo.
Dicono: Sì ma Ferrara è intelligente. Come se l’intelligenza fosse in sé un valore assoluto. Come se fosse da encomiare, che so, un serial killer che commette efferati delitti. Eh sì, ma è davvero da ammirare la sua meticolosità e determinazione. Nel raggiungere il suo fine di rituale distruzione senza essere fermato è davvero bravo.
Clap Clap.
Ma no. Il problema non è quello. Sono stanco già da un po’, direi. Dalle elezioni irachene dell’anno scorso, pressappoco. E’ sfiducia, la mia. Pessimismo, forse. Speranza violata.
A PrimaPagina si leggono gli editoriali e i resoconti del 25 Aprile. E tutta l’attenzione sui fischi eversivi alla Moratti. Che, poverina, era lì a commemorare anche lei la liberazione dal nazi-fascismo. Ché lei accompagnava l’anziano padre ex-deportato. Solo quest’anno però. E lei no, non era lì a cercare i fischi, a provocare, a fare incetta di materiale per la sua campagna elettorale per il Comune di Milano. No no. Lei non è alleata con i post (ma quanto post?) fascisti. No.
E che diamine, i fischi poi. In una democrazia? Scherziamo? Sarà mica un paese civile chi protesta fischiando i propri politici e aspiranti tali.
E poi le bandiera di Israele data alle fiamme. Un gesto assurdo durante la manifestazione che commemora la liberazione da queli stessi tiranni che gli ebrei li hanno deportati, uccisi, sterminati. Assurdo sì.
Una bandiera, un pezzo si stoffa che è in realtà un Simbolo. Un simbolo che rappresenta qualcosa e qualcuno e di questo qualcuno rappresenta le azioni, sia quelle condivisibili che quelle esecrabili. Bruciare tutto questo, può essere equiparato ad un’azione eversiva?
I simboli, a me, piacciono poco. Li temo. Appiattiscono. Sminuiscono. Intensificano alcuni aspetti e ne adombrano altri. Vanno capiti, i simboli. E quando vengono usati, devono essere interpretati.
E’ chiaro - anzi no, non lo è - che bruciare la bandiera con la stella di David non rappresenta un’aggressione contro gli israeliti. Nè contro la totalità del popolo di Israele. Ma lo Stato di Israele, rappresentato da quella bandiera, ha un governo. Che mette in pratica azioni. Che vengono considerati - e secondo me a ragione - esecrabili da una fetta non indifferente delle persone chiamate ad esprimersi.
E’ per caso violenza protestare contro la politica di un governo bruciando la sua bandiera? Si potrebbe obiettare che non è esattemente sua, del governo. Ma dell’intero Paese. Certo, sono daccordo. Allora facciamo così: ogni governo si faccia la sua bandiera. Così che quando farà qualcosa di incondiviso, si possa bruciare un pezzo di stoffa che non offenda persone non rappresentate dallo stesso.
I simboli sono pericolosi, potenti, ambigui. Ma ancora più pericolo è affidarsi - per comprendere - ad una classe di intellettuali e corsivisti inetti, capaci solo di riempire le pagine dei giornali con analisi pressapochiste e superficiali.
Che vuol dire, poi, lamentarsi con Prodi e il centro-sinistra di fischi e roghi? Che cosa significa rispondere “non è sufficiente” ad una presa di posizione che smentisce legami ideologici con tali atteggiamenti? Davvero, non capisco.
Cosa si pretende? Una fucilazione di massa per mano di D’Alema, Prodi, Fassino e Bertinotti?
Qualcuno mi può dire qual è un modo non-violento di dissentire che piaccia a lor signori? Che forse si preferiscano molotov contro auto parcheggiate, forze dell’ordine ed esercizi commerciali?
Sono stanco. Davvero.






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