L’unica libertà consiste nello scegliere le proprie catene.
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ehm… ben strano il tuo concetto di sassolino… a me sembra un monolite! ;)
Questo era quello che a 16 anni scrissi a caratteri cubitali sull’astuccio di Snoopy :)
Ero pesante anche allora eh?
(tra l’altro dovrei averlo ancora da qualche parte, quell’astuccio)
… filosofia logica con un bel master in esistenzialismo, sig. aladin?
: )
(con la logica anche i sassolini diventan macigni, elena)
(Oddio, le elene si moltiplicano!)
sig.na lisa, che le devo dire, sono 350 grammi. che faccio? lascio? ;-)
e poi, come darmi torto? ^__^
lasci, lasci.
ché poi tanto ci pensa sisifo, a riportarli lassù in cima.
non so, sig. aladin.
aristotele non mi è mai stato simpatico, in verità.
(elena, ma com’è che ultimamente ci inseguiamo?
giuro che non lo faccio apposta.)
so’ ignorante, lo ammetto, che c’entra aristotele? spieghi un po’.
(vabbeh, allora ditelo che vi lascio le chiavi del blog e fate tutto tra di voi! qui è tutto un magna magna!)
Io so’ ignorante pure su Sisifo.
In pratica non ho capito nulla, se non che lei e Elena si incontrano spesso.
(cosa per altro spiegabile dall’alto livello di entrambe le signorine)
broono, pure io, ma mica potevo ammettere ben due falle in un unico commento, diamine! fortuna che c’è wikipedia: Sisifo ^__^
(broono, andiamocene va, lasciamole sole che qui si fan figure da cioccolatai!)
vedi eddiemac, nel corso di filosofia per alcolisti del 1, 2, 3 ma soprattutto 7 giugno 2003.
non riuscirei a dirlo meglio.
(ché anche qua siamo ignoranti, eh, non si spaventi dei paroloni!)
cherì, il sig. aladin mi ha detto “lascio?” riguardo al peso dei sassolini(almeno così ho capito), e io ho risposto, riprendendo il discorso sul fatto che a forza di considerazioni logiche si sfocia nell’esistenzialismo (v. commento 3), nel cui mito di sisifo sartre riconosceva l’unica libertà dell’uomo, cioè quella di accettare il proprio destino di portare per tutta la vita un masso pesante che tanto, una volta appoggiato sul cuccuzzolo della montagna, cadrà di nuovo a valle.
(detta altresì prima legge di murphy)
: ))
Guarda che io avevo capito.
Tutto tutto proprio così come l’hai spiegato tu ora che infatti ho capito di nuovo tutto al volo quella cosa dell’esistenzialismo di Sartre!
Lo dicevo solo per cercare di rendere meno difficile per l’amico Aladin l’ammissione di ignoranza, ché a essere in due viene più facile fare outing.
Ah, guarda cosa mi tocca fare per gli amici.
@lisa: 1) sì, era riferito al peso dei sassolini.
2) farò qualche ricerca su sartre, anche se così a naso non condivido quella cosa sull’accettare il proprio destino.
Implicherebbe a) il destino esiste 2)posso conoscere il mio destino.
Nell’ipotesi che vi sia un Destino per ognuno di noi, è impossibile conoscere il proprio destino e far si che questa conoscenza non abbia influenze sulla realizzazione dello stesso (bisognerebe conoscerlo in anticipo e verificare che si avveri nel momento previsto).
Il solo conoscerlo, intendo, modificherebbe il corso degli eventi e questo annullerebbe la possibilità del verificarsi del destino stesso - allo stesso modo.
Si potrebbe obiettare che non è detto che una persona muti le proprie azioni conoscendo in anticipo tutte le conseguenze che queste avrebbero. Ma questa stessa persona non può fare a meno di viverle in modo differente e questo renderà il destino-avveratosi differente dal destino-previsto.
L’immagine però del loop ben rappresentato dal mito di Sisifo l’ho avuta anche io, ma più che riguardare un futuro presunto riguarda la conoscenza del proprio passato: sono il risultato di infinite pressioni interne ed esterne; solo conoscendole e comprendendone le implicazioni posso scegliere quali mantenere e quali rifiutare. Le pressioni sono avvenute nel mio passato e alcune ancora agiscono nel presente. Solo dall’esercizio della mia “libertà di scegliere a quali di queste lasciar fare” dipende il mio futuro.
Questo nella migliore delle ipotesi… ma mica siamo nati imparati. Continueremo ad avere catene di cui probabilmente non scopriremo l’esistenza o non saremo pronti ad ammetterla.
uhmm… forse ho peccato di presunzione. Sartre non era un blogger vero? :-O
Vabbeh, chissene! :)
@broono: in trappola caddi! ’stard….
aladin, sei un logico nato, questo è il tuo destino.
non c’è niente da fare.
: )))
(… è troppo tardi, se ti dico che era solo una battuta per prendersi un po’ in giro?)
(ma quale trappola….psss…non dirle nulla…ma non avevo davvero capito nulla… :) )
@lisa: sono un logico sì, che diamine. e per questo mica m’offendo! In quanto al “nato”… un par di ciufoli, se mi concedi il francesismo ^__^
Ché qui ci si è costruiti così come si è, mattoncino dopo mattoncino :-) (tié, visto che il destino non esiste e faccio tutto da me?)
Aggiungasi: considerato che i logici non godono di grande reputazione, qui si fa una fatica boia ogni dì a difender la categoria ;-)
cioè, io vi lascio un attimo… e da un sassolino mi ritrovo una spiaggia!!! attenti che poi non mi metta a tirarvi il ghiaino …
ora, la mia logica mi dice che è impossibile commentare a dovere a quest’ora del mattino! ripasserò quando mi sarò svegliata :)
lisa, l’avevo notato anche io. e, devo dire che mi fa piacere incontrarti :)
elena, quando mi prenderà un po’ di coraggio riuscirò anche a mandarti una mail, prima o poi.
(anche a me.
anche a me)
no, senti, lisa, qui, ora lo devo dire.
perché si inseguono e si sovrappongono anche i pensieri, perché stavo per aggiungere prima: hai una mail?
qui c’è la mia:
elenamargherita@gmail.com
ah, grazie aladin, per la tua squisita ospitalità… le chiavi le ho lasciate sotto il tappetino :)
la situazione è a dir poco imbarazzante, elena.
provvederò.
(grazie)
(sig.aladin, cerchi di capire… son cose delicate, queste)
“Ehi, ma questo mica si può fare eh!
Sì, nella casa delle libertà. Facciamo un po’ come cazzo ci pare!”
allora, aladin, il destino esiste nella misura in cui vengo a conoscenza tempestivamente di quanto preconizza rob. diversamente sono una povera anima cieca che va a sbattere il suo muso per ogniddove!
il nostro destino è quello di essere il frutto di innumerevoli casuali traiettorie come una pallina di flipper che interagisce con altri miliardi di palline nella stessa partita. prendiamo sponde, accendiamo lucine, sbattiamo sullo stesso ostacolo per un tot di volte fino a che cambiamo direzione siamo lentissimi o iperveloci, accumuliamo punti o ci fermiamo sino a che non abbiamo più le forze e non ci sostiene neanche più l’inerzia e allora…
game over!
game over!
game over!
comunque certe catene non si scelgono affatto, si subiscono e non c’è nessuna libertà in quello.
(ok, ora commenta e dai libero sfogo al vero post! :)
p.s.1: andiamoci piano a dare dei cioccolatai che qui nella nostra augusta città si fanno delle prelibatezze incommensurabili con quella polvere scura! ;)
p.s.2: aladin, poi ringrazia che noi siamo personcine per bene e non sporchiamo come quell’altro blogger là, quel sartre che impiastriccia dappertutto con le sue manacce!
e.l.e.n.a.: sarò sintetico invece, pensa… :)
1) se fossimo veramente palline da flipper, allora tanto varrebbe lasciarsi lobotomizzare dalla De Filippi e dai reality. Forse han capito tutto quelli lì che già lo fanno e noi siamo dei poveri illusi.
2)io mica dicevo che le catene si scelgono. Dico che l’unica libertà che abbiamo è quella di poterle scegliere. L’accento sta sul fatto che la libertà non esiste se non nel tentativo di ridurre le catene che ci legano inconsapevolmente e/o contro la nostra volontà.
3) mi sa che il post lungo stavolta lo salto.. c’ho la giustificazione dei miei, la vuoi vedere? :-)
4) ué senti… ma quella polverina la scura dell’anno scorso la porti di nuovo? dai… che era robba bbuona qui da noi non arriva!
siamo palline da flipper dotate (chi più chi meno di cervello) e che, grazie a quello tentiamo, per quanto è possibile, di deviare, percorrere o no certe strade, evitare tragitti impervi o pericolosi, ma se siamo qui, non è per nostra volontà - né per quanto mi riguarda - per volontà di qualche essere/ente/boh? superiore.
traiettorie…
quindi l’unica libertà consiste nello sciogliere le proprie catene…
la polverina andrà ai più meritevoli… SOLO a loro…;)
mi piace quello “sciogliere”, davvero. epperò rappresenta solo metà di quel che intendo io. sciogliamo le catene che non ci piacciono, che riconosciamo come tali, il cui scioglimento è alla nostra altezza. ma di solito le sostituiamo. con altre. e dopo un po’, sciogliamo anche queste. e le sostituiamo.
le catene sono anche le responsabilità che abbiamo, quelle che ci riconosciamo come tali.
anche se fossimo sprezzanti dittatori non saremmo liberi dalla catena della leadership, quella del machismo e altre.
quello intendo. le catene sempre ci saranno, non possiamo liberarcene. possiamo solo aumentare la nostra consapevolezza, giudicarle, e scioglierle, sì. ma poi sceglierle.
io *sono* più-meritevole :-)
continuo a pensare che certe catene non si scelgano affatto.
e tu non sei più meritevole affatto. lo dice pure rob.