Sapete che ci sono i Darwin Awards no? Premiano le morti più stupide.
Ecco. Immaginate un tizio di 29 anni. In albergo svizzero con due amici. Improvvisamente muore. In modo particolarmente stupido. Quale?
- dopo aver alzato il gomito ha giocato alla rulette russa con una pistola completamente carica
- il phon gli faceva venire caldo così si è gettato sotto la doccia, con il phon
- facendo gara di sputi con l’amico ha preso troppa rincorsa ed è caduto dal balcone sfracellandosi di sotto
05/14/2008 11:30
in fuffa, mondo and senso civico.
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Senti, sono appena stato appena arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. È successo perché ero incazzato e si dà il caso che essere qui non migliori il mio umore. Vedi, è uno di quei momenti in cui senti il bisogno di startene da solo e condividere una cella di cinque metri quadri con altre sei persone non é quello che io definerei un ottimo modo per starsene in pace.
Facciamo tutti un grande sforzo d’immaginazione. Tu te ne stai lì e fai finta che io non esista. Io me ne sto qui in un angolino e penso a Jessica Alba che mi fa un pompino.
Okay?
06/4/2007 10:17
in fuffa.
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C’è questo libro che aiuta a smettere di fumare. Dicono funzioni per davvero e che nel mondo ha venduto otto milioni di copie.
L’articolo che pubblicano su Repubblica è così entuasiasticamente convincente che per un attimo ho pensato di cominciare a fumare per sperimentare questo metodo.
Poi però ho anche ho visto che funziona solo con il 90% delle persone. Per la legge di Murphy io apparterrei sicuramente al rimanente 10%. No?
Lasciamo stare, va.
05/28/2007 14:36
in fuffa.
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In una chat con l’amica Gioia, qualche tempo fa, affermai di aver messo la testa a posto e di stare convivendo con una fanciulla di nome Michela. Bugia.
Lei ci invitò a cena. A me e a Michela, per festeggiare.
Memore delle sue qualità di cuoca, cominciai a cercare un’aspirante Michela che reggesse il ruolo di convivente, almeno per una sera. Con un post. Questo post: AAA Michela Cercasi.
Quando sentii di essermi avvicinato all’obiettivo, lo nascosi per evitare che l’Amica Gioia mi scoprisse anzitempo. Perché pure lei ha un blog, e ogni tanto (ma tanto) passa di qui e legge il mio.
Alla fine non se ne fece niente. Michela non la trovai… e all’Amica Gioia non dissi nulla. Ho temporeggiato finché ho potuto, diciamo. “Come va con Michela?” mi chiedeva lei. “Oh benissimo!” facevo io con indifferenza. E poi buttavo lì un “prima o poi venivamo a trovarvi, per quella cena, eh!”.
Stamattina non ce l’ho fatta.
“Come va con Michela?” mi chiede lei.
Continue reading ‘Ho confessato…’
05/24/2007 11:16
in fuffa and life.
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Da un mese convivo con Michela. Cioè, non è esattamente così…
E’ che stavo chattando con un’amica che chiamerò Amica Gioia per proteggere la sua privacy. Dicevo: stavo chattando con l’amica Gioa che era un po’che non ci si sentiva. E così come capita quando tra amici non ci si sente per un po’ di tempo - che so, due mesi - ci racconta un po’, ci si aggiorna insomma!
Lei però è un tipo che si preoccupa, ha bisogno di conferme granitiche. Ti fa domande del tipo: il sole tramonta ancora a ovest? La torre di Pisa pende sempre nella stessa direzione? Abiti ancora nello stesso monolocale in cui vivevi due mesi fa e per il quale ti mancano una ventina d’anni di mutuo da pagare?
Lì per lì rispondo di no. Così, giusto per vedere la reazione.
- Maddai! E dove stai ora?
Convivo, le dico io improvvisando sempre di più.
Continue reading ‘AAA Michela Cercasi’
02/10/2007 17:00
in fuffa.
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Ma perché, dico, perché? Si può fare una ricerca così idiota? Diffonderne anche i risultati, scriverne articoli, trovarseli tradotti in più lingue… perché?
Mi spiegate che cosa c’è di illuminante in una frase come questa? Di nuovo, di rivoluzionario, di.. che ne so.
Ma sono in tanti ad aver scelto il modo di stare insieme separati. «Vivere separati è il primo passo, viene prima ancora della convivenza che anticipa il matrimonio», ha spiegato al Guardian Johan Hasky, studioso di statistica all’Università di Oxford.
[…]
Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, ammette che «questo modo di vivere la coppia, se diventa permanente, può rivelare una mancanza di voglia di impegnarsi fino in fondo». Talvolta è soltanto una fase di passaggio, altre rivela un fortissimo desiderio di mantenere l’autonomia.
Ma vi pare una notizia?
O sono stupidi loro, o sono un genio io. Non ce n’é.
(il post si sarebbe potuto anche intitolare: “braccia rubate all’agricoltura”, “idioti allo sbaraglio”, “c’era bisogno che ve lo dicevamo noi”, “tu mi piaci, ma non conviviamo da subito, che ne dici?”. E così via.
12/17/2005 9:18
in fuffa and informazione.
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Sabato sera ero al Festival dell’umidità con
eddie,
pista,
ubi, steve e un altro tizio di cui non ricordo il nome ma che era abbastanza fuori come gli altri.
Mangiando patatine fritte al ristorante sardo:
-bello il festival di Liberazione, qualcuno ha il programma dei prossimi giorni?
-finisce domani
-…
-…
Il concerto dei Marlene Kuntz non è stato male. Solo un po’ lungo, visto il caldo. Ché a stare in piedi per due ore uno non ci ha più l’età. E anche se l’avesse sono comunque fatti suoi.
Io capisco che tu, rock band, sparisca dal palco per poi tornare a fare il bis. E’ d’obbligo, il pubblico se l’aspetta.
Ma il tris… il tris no, ti prego.
Quando sono spariti dal palco per la seconda volta, con le luci del mazda palace ancora spente, la gente si è fiondata alle uscite. “Sai mai che tornino…”
PS. pista: commentati questo!
07/19/2005 11:50
in fuffa and life.
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“Beh io sono l’ultima ruota del carro, quindi…”
“Oh, congratulazioni! Quand’è che ti hanno promosso?”
06/16/2005 16:30
in fuffa.
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Papa Ratzinger. Non dicono quasi mai papabenedettosedicesimo. No, dicono Paparazzinger. Tutto d’un fiato.
Religione e vouyerismo.
Anni fa non c’era mica quel programma su italia 1 dal titolo “paparazzi”? Sì dài, quello orribile. Lo presentava.. com’è che si chiama? Il tizio con gli occhiali che ride sempre. Enrico qualcosa. Ah sì: Papi.
Enrico Papi. Paparazzi…nger. ItaliaUno.
Neanche a farlo apposta…
05/12/2005 9:30
in fuffa.
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In ufficio abbiamo la macchinetta del caffé. A fianco, quella delle merendine: trenta centesimi e ti porti via uno snack, un sacchetto di patatine o i tarallucci tutti unti.
Un paio di settimane fa, alla fila numero sei per l’esattezza, è apparsa la girella. Poche ore d’ore dopo non c’era più. Finita.
L’omino della macchinetta - che viene chiamato omino come tutti i suoi colleghi anche se è alto 207 cm - se l’é presa e per punizione ci ha riempito gli scomparti con una specie di biscotto insulso dal sapore inutile - sì, l’ho assaggiato: trenta centesimi buttati.
Ieri è riapparsa, la girella. Io ero felice e ne ho mangiate almeno due ieri e due oggi. Pensavo alla pubblicità che da piccolo mi ero sorbito alla tivù e al fatto che sì, la girella era buona, ma che era soprattutto un marchio. Un nome consolidato, uno slogan la cui eco faceva fatica a spegnersi. Un link mentale con la propria infanzia.
-Cavolo - mi dicevo, ancora in vendita! La girella, ma ci pensi? Ma che bello!
Eppure non mi sembra di averla vista nei corridoi dei supermercati, la girella. Magari mi sbaglio io : di solito cerco di evitarle quelle zone, per evitare tentazioni.
Il potere della pubblicità: instilli un bisogno nel consumatore bambino, e a vent’anni o più di distanza te lo trovi lì, a gongolare davanti alla macchinetta come se di tempo non ne fosse trascorso nemmeno un po’.
Non può essere casuale la cosa. Secondo me fanno un censimento anagrafico nei vari uffici. Quelli delle macchinette, dico. Vedono quali fasce d’età sono rappresentate e poi ti piazzano alla fila sei la girellamotta. Perchè lo sanno che per te la morale è sempre quella.
Chissà cosa mettono nelle macchinette degli ospizi, o quelle degli ospedali. Cos’è che pubblicizzavano negli anni ‘50?
05/12/2005 0:01
in fuffa.
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