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	<title>onTheCarpet :: aladin &#038; the genius :: blog &#187; italia</title>
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	<description>Scusate, parlo perchÃ© non sono un esperto in materia</description>
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		<title>Sull&#8217;astensione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 09:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so chi sia Beppe Sebaste, ma ho letto questo suo pezzo qualche giorno fa su Nazione Indiana, postato da Gianni Biondillo, che invece so chi Ã¨ perchÃ© ho letto un suo romanzo. E&#8217; un pezzo che ho condiviso pienamente.
Il narcisismo di chi vuole astenersi dal voto si ammanta infatti della pretesa di identificarsi totalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so chi sia Beppe Sebaste, ma ho letto <a title="Nazione Indiana: Beppe Sebaste, contro gli astensionisti" href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/10/contro-gli-astensionisti/">questo suo pezzo</a> qualche giorno fa su Nazione Indiana, postato da Gianni Biondillo, che invece so chi Ã¨ perchÃ© ho letto un <a title="anobii: per cosa si uccide, Gianni Biondillo" href="http://www.anobii.com/books/Per_cosa_si_uccide/9788846204615/01183f535d76da56da/">suo romanzo</a>. E&#8217; un pezzo che <strong>ho condiviso pienamente</strong>.</p>
<blockquote><p>Il narcisismo di chi vuole astenersi dal voto si ammanta infatti della pretesa di identificarsi totalmente nellâ€™atto del voto, di specchiare se stessi nella crocetta apposta sul simbolo elettorale, come se esistesse un simbolo o un partito capace di riflettere la complessitÃ  di sentimenti, aspirazioni e idee politiche di cui ognuno Ã¨ portatore (consapevolmente o no). A chi ha questa assurda, ingenua pretesa, ricordo che il voto Ã¨ un atto pragmatico che non esaurisce la politica che conta davvero, quella che ogni santo giorno ogni persona conduce in ciÃ² che fa e che non fa &#8211; beninteso anche dopo le elezioni. Nessuna cabina elettorale puÃ² legittimamente contenere questo universo.</p></blockquote>
<p>Come ora <strong>non condivido nella maniera piÃ¹ assoluta</strong> il <a title="Macchianera: Gianluca Neri, Ã¨ tutta colpa vostra" href="http://www.macchianera.net/2008/04/13/e_tutta_colpa_vostra.html">post di Gianluca Neri</a> che ho appena letto su Macchianera. Un post in cui non difende semplicemente la scelta del suo astensionismo, ma pretende di dare lezioni morali a chi a votare ci Ã¨ andato.</p>
<blockquote><p>Siamo ad oggi: il governo che due anni fa avete proposto per guidare il paese, un pastrocchio centrosinistro appesantito, tra gli altri, dai nomi di <strong>Intini</strong>, <strong>De Mita</strong> e <strong>Rutelli</strong>, non Ã¨ riuscito a durare nemmeno la metÃ  del tempo che si era ripromesso di restare in carica. Per la legge dell&#8217;alternanza che la scorsa volta ci permise uno scarto positivo dello 0,7 per cento, questa volta toccherÃ  inevitabilmente agli altri e, indovinate? E&#8217; tutta colpa vostra.</p></blockquote>
<p>Non mi pare che non ci fossero alternative al PD, piÃ¹ a sinistra del PD o piÃ¹ laiche del PD.Â  Scegliere di non votare per mandare un segnale alla classe politica puÃ² essere considerato un voto di protesta, una richiesta di cambiamento, una strategia che il singolo elettore adotta per raggiungere i suoi scopi &#8211; che possono essere anche di lungo periodo.</p>
<p>Ma che non si pretenda di elevare questa strategia a VeritÃ  Assoluta screditando chi invece ha scelto di scendere a compromessi andando a votare, magari turandosi il naso, il partito che <strong>meno si allontanava</strong> dalle sue convinzioni. Che il narcisisimo non diventi spocchia.</p>
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		<title>Quello che sarebbe stato il mio voto utile</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 13:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(avrei dovuto scriverlo una decina di giorni fa, questo post)
Io non posso votare, non ho la cittadinanza italiana. Ma se avessi questo diritto lo eserciterei. Anzi, l&#8217;avrei giÃ  esercitato ieri.
All&#8217;inzio, per la prima volta, pensai che in queste consultazioni non avrei votato. Nel caso ne avessi avuto diritto, s&#8217;intende.
Era appena caduto il Governo Prodi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(avrei dovuto scriverlo una decina di giorni fa, questo post)</p>
<p>Io non posso votare, non ho la cittadinanza italiana. Ma se avessi questo diritto lo eserciterei. Anzi, l&#8217;avrei giÃ  esercitato ieri.</p>
<p>All&#8217;inzio, per la prima volta, pensai che in queste consultazioni non avrei votato. Nel caso ne avessi avuto diritto, s&#8217;intende.</p>
<p><span id="more-632"></span>Era appena caduto il Governo Prodi e l&#8217;amarezza per un Mastella Ministro della Giustizia in un governo di centro-sinistra era ancora tanta. Il disgusto per un Partito Democratico  &#8211; che  tra le altre cose annullava ciÃ² che prometteva nel nome con un processo di formazione falso quanto le sue finte primarie &#8211; era intenso. Bertinotti Presidente della Camera mi ha aveva lasciato un piÃ¹ che pessimo ricordo  e insomma&#8230; De Gregorio era uscito proprio dall&#8217;Italia dei Valori che ora risulta essere l&#8217;unico partito nelle cui liste non figurano condannati o rinviati a giudizio.</p>
<p>All&#8217;inzio pensavo che avrei ingrossato le fila degli astensionisti. Come a dire, con l&#8217;astensione, che con il sistema politico attuale io non ci stavo, non mi sentivo rappresentato e tanti saluti.</p>
<p>Il problema perÃ² Ã¨ che le schede nulle o il numero dei votanti, diventano oggetto di dibattito per un periodo di tempo limitato. Troppo limitato. Gli effetti nel tempo del messaggio di &#8220;astensione per protesta&#8221; sono praticamente nulli. Negli Stati Uniti arrivano a votare il 30% degli aventi diritto. Il Trenta Per Cento. E non mi sembra che il sistema politico americano abbia introdotto delle azioni correttive che abbiano alterato in modo fisiologico il panorama politico in modo da ridare fiducia agli elettori.</p>
<p>Con il passare del tempo, nonostante una campagna elettorale per nulla appasionante, sono tornato sulla mia idea di <em>voto</em> come dovere civico da espletare <strong>sempre.</strong></p>
<p>La scelta non era facile. La decisione del Partito Democratico di presentarsi &#8220;da solo&#8221; ha cambiato l&#8217;assetto politico spostando l&#8217;equilibrio al centro. Anzi, al centro-destra: non dimentichiamoci dei teodem. L&#8217;effetto che ha avuto questa scelta lo conosciamo tutti. Da una parte la formazione della Sinistra Arcobaleno &#8211; con cui il PD non si sarebbe alleato dopo il voto &#8211;  dall&#8217;altra del PDL che raggruppa Forza Italia e Alleanza Nazionale.</p>
<p>Da lÃ¬ all&#8217;invito al <strong>voto utile</strong> Ã¨ stato un attimo.</p>
<p>Trovo il tentativo bipartisan di affossare le fazioni minori <strong>un atto esecrabile</strong>. Non perchÃ© come Voltaire <em>darei la vita per il tuo diritto di esprime le tue opinioni</em>. &#8211; sia mai! Se le tue opinioni contengono messaggi di intolleranza nulla mi convincerÃ  a prendere le tue difese. E&#8217; un atto esecrabile in quanto minaccia al concetto stesso di <strong>democrazia rappresentativa</strong>.</p>
<p>Non che ritenga  la Democrazia, nelle sue varie declinazioni,  il sistema perfetto per regolare l&#8217;umana attivitÃ ,  ma il migliore che abbiamo oggi in mano  sÃ¬ &#8211; sempre che si escluda il concetto di <strong>dittatura illuminata</strong>. Sarebbe quindi buona cosa avere, nei Parlamenti, una compagine politica che davvero <em>rappresenti</em> <em>la maggior parte</em> delle persone che vivranno poi le conseguenze dell&#8217;attivitÃ  legislativa e di governo. E non ho mai pensato che il bipartitismo fosse una una declinazione accettabile di democrazia rappresentativa.</p>
<p>E&#8217; che poi occorre averla una democrazia sana, prima di poterla esportare bombardando un paese terzo. Non Ã¨ onesto  rifilare farmaci scaduti o cibi avariati, non trovate?</p>
<p>Se occorreva usare criteri utilitaristici io avrei scelto di difendere la democrazia. Votando per i partiti cosiddetti minori. Non avrei fatto conteggi in base ai quorum per Senato e Camera. Avrei votato per dare un messaggio preciso:</p>
<blockquote><p>In una democrazia rappresentativa il partito minore ha senso di esistere. Pretendo che abbia le possibilitÃ  di partecipare e di pesare in Parlamento proporzionalmente ai voti raccolti.</p></blockquote>
<p>Con partiti minori non intendo i partiti personali o che raccolgono lo zero virgola percento: sono a favore di soglie di sbarramento che portino ad una maggiore coesione rispetto a quella attuale. Mi accontenterei di un 5% per entrambe le Camere.</p>
<p>Questo sarebbe stato il mio voto utile. Utile ad un&#8217;idea di democrazia. A riconoscere dignitÃ  politica alle formazioni minori. Contrario al percorso bipartico che sembrano aver imboccato le coalizioni maggiori.</p>
<p>Orientato a sinistra avrei messo la crocetta sulla Sinistra Arcobaleno.</p>
<p>Poi le elezioni si sono avvicinate sempre di piÃ¹. E ho avuto un po&#8217; paura, lo ammetto. Di avere di nuovo Berlusconi al governo. E la Lega Nord. E l&#8217;appoggio esterno di Daniela tanto-non-te-la-do SantanchÃ© e La Destra di Storace. E quello di Casini.</p>
<p>Proprio mi ero messo paura. CosÃ¬ ho pensato al voto disgiunto. Italia dei Valori alla Camera e Sinistra Arcobaleno al Senato.</p>
<p>Poi ho visto Veltroni  da Mentana. E Berlusconi al TG5, a otto e mezzo su La7 e infine ancora da Mentana.</p>
<p>Ho avuto mooolta paura. E il mio modo di esorcizzarla sarebbe stato quello di votare Walter. Che qualcosa di buono l&#8217;ha detto (ci tornerÃ²).</p>
<p>Ieri sarei andato in cabina elettorale, con le mani sudate e la matita in mano. E avrei votato, quello sÃ¬. PerÃ² mica lo so dove avrei messo la crocetta.</p>
<p>Sinistra Arcobaleno per salvare la democrazia nel lungo periodo, per dare un segnale. Oppure Italia dei Valori, per dare un segnale ugualmente ma non disperdere il voto. Oppure PD. PerchÃ©&#8230;</p>
<p>PerchÃ© la mia paura, nausea, disgusto di avere di nuovo Berlusconi al governo aveva bisogno di essere esorcizzata con un voto netto e opposto.</p>
<p>Per fortuna che sono solo un extracomunitario senza diritto di voto. Anche per questa volta l&#8217;ho scampata.</p>
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		<title>Io sarei qui</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 00:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrei qualcosa da dire sul concetto di voto utile.
Nel frattempo, Ã¨ giusto che si sappia: io sarei lÃ¬.

E tu?  (questionario di openpolis in 25 domande)
via Auro, Zu, Leonardo


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei qualcosa da dire sul concetto di voto utile.</p>
<p>Nel frattempo, Ã¨ giusto che si sappia: io sarei lÃ¬.</p>
<p><span class="imagelink"><img alt="Io sono qui" id="image626" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2008/03/df8c67a2.png" /></span></p>
<p><a title="Questionario Openpolis" href="http://lesselastic.voisietequi.it/index.html">E tu</a>?  (questionario di openpolis in 25 domande)</p>
<p>via <a title="Auro: socialismo (reale)" href="http://lapupachasonno.wordpress.com/2008/03/26/socialismo-reale/">Auro</a>, <a title="Zu: boh, io ho solo risposto a 25 domande" href="http://giuliozu.blogspot.com/2008_03_01_archive.html#4367183314053383116">Zu</a>, <a title="Leonardo: dichiarare la propria posizione" href="http://leonardo.blogspot.com/2008/03/dichiarare-la-propria-posizione.html">Leonardo</a></p>
<p><a href="http://www.voisietequi.it/iosonoqui/df8c67a2.html"><br />
</a></p>
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		<title>Su Alitalia</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 10:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Alitalia Rillo ha scritto un bel post.
Sono contento che abbia ricominciato a scrivere e che da quando ha messo  feed possa sapere anche io quando lo fa&#8230;
Certo, se i suoi commenti non mi considerassero spammer mi sarei limitato a scrivergli un commentino di bentornato.
Ma tant&#8217;Ã©. Bentornato da qui ^__^
PS. Il commento sarebbe stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Alitalia <a title="Rillo blog" href="http://www.rilletti.it"><strong>Rillo</strong></a> ha scritto un <a title="Rillo blog: Planata verticale" href="http://www.rilletti.it/2008_03_01_archivio.html#6276746605399047409#6276746605399047409">bel post</a>.</p>
<p>Sono contento che abbia ricominciato a scrivere e che da quando ha messo  <a title="Rillo blog: atom feed" href="http://www.rilletti.it/atom.xml">feed</a> possa sapere anche io quando lo fa&#8230;</p>
<p>Certo, se i suoi commenti non mi considerassero spammer mi sarei limitato a scrivergli un commentino di bentornato.</p>
<p>Ma tant&#8217;Ã©. Bentornato da qui ^__^</p>
<p>PS. Il commento sarebbe stato &#8220;ma lo sai che Ã¨ proprio un piacere leggerti?&#8221;.</p>
<p>PS 2: Sullo stesso argomento consiglio anche la lettura del post di <a title="Blog wolfstep: Alitalia e ariLega" href="http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&#038;id=1206051115&#038;archive=">Uriel:Â  Alitalia e ariLega</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prodi, non cadere</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 09:31:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Hai voglia ad essere insoddisfatto dell&#8217;azione di governo e delle continue crisi, di Mastella immanicato e di Di Pietro che firma con l&#8217;Opposizione per il mantenimento della societÃ  per il Ponte di Messina&#8230; ma l&#8217;alternativa, oggi, qual Ã¨?
Su questo, condivido le parole di Francesco.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai voglia ad essere insoddisfatto dell&#8217;azione di governo e delle continue crisi, di Mastella immanicato e di Di Pietro che firma con l&#8217;Opposizione per il mantenimento della societÃ  per il Ponte di Messina&#8230; ma l&#8217;alternativa, oggi, qual Ã¨?</p>
<p>Su questo, condivido le parole di <a target="_blank" title="blog: insolita commedia: Prodi forever" href="http://www.insolitacommedia.it/?p=994">Francesco</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mio cuggino mi dÃ  ragione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 06:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due giorni fa al Senato, l&#8217;UDC ha votato per il refinanziamento della missione militare in Afghanistan. Il resto del centro-destra ha votato contro nella speranza di far cadere il governo Prodi.
A Omnibus, su La7, parlano della necessitÃ  che ha la Casa delle LibertÃ  di ricucire i rapporti con l&#8217;UDC (fra un po&#8217; ci sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due giorni fa al Senato, l&#8217;UDC ha votato per il refinanziamento della missione militare in Afghanistan. Il resto del centro-destra ha votato contro nella speranza di far cadere il governo Prodi.</p>
<p>A Omnibus, su La7, parlano della necessitÃ  che ha la Casa delle LibertÃ  di ricucire i rapporti con l&#8217;UDC (fra un po&#8217; ci sono le amministrative eh!).</p>
<p><strong>Bonaiuti</strong>, che Ã¨ il portavoce di Berlusconi, ha appena detto che il Paese appoggia la decisione di Forza Italia di votare contro. Queste sono le prove che ha portato:</p>
<ol>
<li>Passeggiando da casa sua a Roma a Palazzo Grazioli ha incrociato dei passanti che l&#8217;hanno fermato e gli hanno detto: &#8220;bravi, avete fatto bene, fate cadere Prodi&#8221;</li>
<li>Ha ricevuto un sacco di sms che appoggiavano la posizione di Forza Italia</li>
<li>Un deputato dell&#8217;UDC ha ricevuto un sacco di sms di protesta per il voto del suo partito.</li>
</ol>
<p><em>Mio cuggino topo cane</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ipocriti</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 12:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornali e telegiornali stanno denunciando con forza questo caso: in un&#8217;aula di tribunale si tiene l&#8217;udienza contro una donna accusata di furto ed evasione. Con lei, dietro le sbarre, ci sono i suoi due figli piccoli. L&#8217;immagine di un bambino dietro le sbarre sgomenta qualcuno e dopo venti minuti i bambini vengono fatti uscire.

Repubblica.it oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornali e telegiornali stanno denunciando con forza questo caso: in un&#8217;aula di tribunale si tiene l&#8217;udienza contro una donna accusata di furto ed evasione. Con lei, dietro le sbarre, ci sono i suoi due figli piccoli. L&#8217;immagine di un bambino dietro le sbarre sgomenta qualcuno e dopo venti minuti i bambini vengono fatti uscire.</p>
<div style="text-align: center"><img alt="bambini dietro le sbarre con la madre al processo" id="image590" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2007/02/sian_9798619_19090.thumbnail.jpg" /></div>
<p>Repubblica.it oltre rivendicare la sollevazione del caso con la sua denuncia (da premio pulitzer!), <a target="_blank" title="Repubblica.it Napoli, bimbi in gabbia in tribunale. Ed Ã¨ polemica sui magistrati" href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/napoli-gabbia/napoli-gabbia/napoli-gabbia.html">riporta le parole di Galgano</a>, procuratore generale di Napoli:</p>
<blockquote><p>&#8220;In 46 anni di mestiere Ã¨ forse la prima volta in cui mi Ã¨ capitato di vedere bambini rinchiusi in un ambiente con le sbarre. Anche al tempo in cui i trasferimenti si facevano ricorrendo a mezzi come le catenelle con i moschettoni, se veniva portata in aula una mamma con figli, si faceva in modo da non mettere in mostra la sua qualitÃ  di imputata priva della libertÃ &#8221;.</p></blockquote>
<p>Bravi. Davvero. Indignamoci tutti per i bambini dietro le sbarre, ma solo quando sono in pubblico eh. Solo quando qualcuno puÃ² scattargli una foto con il telefonino. Come se la madre, prima di andare in aula, fosse andata a prenderli al parco giochi.</p>
<p><a target="_blank" title="google: bambini|infanzia madri prigione|prigioni|carcere|carceri " href="http://www.google.it/search?q=bambini%7Cinfanzia+madri+prigione%7Cprigioni%7Ccarcere%7Ccarceri++&#038;ie=utf-8&#038;oe=utf-8&#038;rls=org.mozilla:en-US:official&#038;client=firefox-a">Fatevi qualche ricerca online va&#8230;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;altra Diaz?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 02:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una Diaz per uno. Per par-condicio.

[...]Â«nel caso vi fosse, deve essere represso con estrema severitÃ Â». Il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli rispondendo a un&#8217;interrogazione di La Russa (An) nel corso del question time alla Camera promette il pugno di ferro contro chi commetterÃ  violenze.
La vedo male.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" title="Corriere.it: Rutelli: 'a Vincenza useremo severitÃ '" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/02_Febbraio/14/gianni.shtml">Una Diaz per uno. Per par-condicio.<br />
</a></p>
<blockquote><p>[...]Â«nel caso vi fosse, deve essere represso con estrema severitÃ Â». Il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli rispondendo a un&#8217;interrogazione di La Russa (An) nel corso del question time alla Camera promette il pugno di ferro contro chi commetterÃ  violenze.</p></blockquote>
<p>La vedo male.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anti</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jan 2007 07:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Napolitano &#8211; il Presidente della Repubblica!! &#8211; ha equiparato l&#8217;antisionismo all&#8217;antisemitismo, ho trattenuto a stento un conato di vomito. SÃ¬, lo sapete che non sono politacally correct no?
Ho avuto la decenza di non esprimermi nella Giornata della Memoria: volevo scrivere una cosa del tipo &#8220;da oggi sono anti-stronzo, si puÃ² ancora essere anti-stronzi?&#8221;
Visto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Napolitano &#8211; il Presidente della Repubblica!! &#8211; ha equiparato l&#8217;antisionismo all&#8217;antisemitismo, ho trattenuto a stento un <strong>conato di vomito</strong>. SÃ¬, lo sapete che non sono politacally correct no?</p>
<p>Ho avuto la decenza di non esprimermi nella Giornata della Memoria: volevo scrivere una cosa del tipo &#8220;da oggi sono <strong>anti-stronzo</strong>, si puÃ² ancora essere anti-stronzi?&#8221;</p>
<p>Visto che l&#8217;accusa di antisemitismo Ã¨ sempre dietro l&#8217;angolo, Ã¨ piÃ¹ facile lasciare a chi Ã¨ di fede ebraica la difesa del <span style="font-weight: bold">buon senso</span>. Sta girando <a target="_blank" title="google:Signor Presidente, Da quanto leggo su televideo lei avrebbe dichiarato: " href="http://www.google.it/search?q=Signor+presidente%2C+da+quanto+leggo+su+televideo+lei+avrebbe+dichiarato%3A&#038;ie=utf-8&#038;oe=utf-8&#038;rls=org.mozilla:en-US:official&#038;client=firefox-a">questa bella lettera pubblica che Mauro Manno</a> ha scritto al Presidente della Repubblica. <strike>SÃ¬ sÃ¬, lui Ã¨ ebreo</strike>, <strike>pensate un po&#8217;</strike> (niente, alla radio avevo sentito che lo era, ma cercando meglio in rete non trovo conferma; pazienza mica cambia qualcosa, sapete?).</p>
<blockquote><p><strong>Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana</strong></p>
<p>Signor Presidente,<br />
Da quanto leggo su televideo lei avrebbe dichiarato:<br />
<em>â€œNo allâ€™antisemitismo anche quando esso si travesta da antisionismoâ€.</em><br />
<em> â€œAntisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico,  delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, al di lÃ  dei  governi che si alternano nella guida di Israeleâ€.</em> Se questo Ã¨ realmente il  suo pensiero, e naturalmente mi auguro che non lo sia, mi lasci dire che <span style="font-weight: bold">queste  sono affermazioni errate e gravi e mi auguro che suscitino, da parte di numerosi  italiani, una reazione calma e ragionata ma ferma</span>.</p></blockquote>
<blockquote><p>Signor Presidente, <span id="more-586"></span><br />
mi consenta di dissentire dalla prima frase da lei pronunciata. Lei sostiene che  lâ€™opposizione al sionismo Ã¨ antisemitismo mascherato. NÃ© si puÃ² pensare che Lei  abbia voluto dire che solo alcuni antisemiti nascondono il loro antisemitismo  reale dietro un preteso o falso antisionismo. Lei ha formulato il suo pensiero  in modo inequivocabile: per Lei chi Ã¨ antisionista Ã¨ antisemita sic et  simpliciter.Io sono dâ€™accordo con lei che lâ€™antisionismo Ã¨ la â€œnegazione della fonte  ispiratrice dello stato ebraico e delle ragioni della sua nascitaâ€ ma sostengo  con decisione che la negazione delle ragioni della nascita dello Stato ebraico e  la sua sostituzione con uno Stato democratico unico di ebrei e palestinesi su  tutta la Palestina non potrÃ  che arrecare bene agli ebrei, ai palestinesi, ai  popoli mediorientali e del mondo intero. Ritengo, e non sono lâ€™unico visto che  molti ebrei antisionisti sono dello stesso avviso, che lo Stato sionista per  soli ebrei Ã¨ uno Stato razzista, coloniale e espansionista, non diversamente da  quello che era lo Stato razzista per soli bianchi del Sud Africa. La natura  sionista di Israele Ã¨ una minaccia per la pace mondiale e per gli stessi ebrei.</p></blockquote>
<blockquote><p>Signor Presidente,<br />
non sono un negazionista dellâ€™Olocausto e non nutro sentimenti anti-ebraici.  Desidero solo che gli ebrei in Palestina non neghino ai palestinesi un diritto  che rivendicano per sÃ©. I palestinesi, profughi e residenti in Israele o nei  territori occupati, hanno diritto a vivere in Palestina in pace e in armonia,  godendo delle libertÃ  democratiche che tutti i popoli del mondo meritano. Questo  principio che noi non neghiamo agli ebrei di Palestina, Israele lo nega ai  palestinesi.</p></blockquote>
<blockquote><p>Lei forse Ã¨ favorevole agli stati etnici? Mi sembrava di aver capito che Lei e  il partito da cui proviene eravate favorevoli agli Stati democratici in cui  tutti i cittadini sono uguali indipendentemente dalla religione, dallâ€™etnia,  dalla cultura o altro, a cui appartengono. Forse mi sono sbagliato. Non capisco  perchÃ© lâ€™Italia e lâ€™UE si sono impegnati per lâ€™uguaglianza dei diritti tra  bianchi e neri in Sud Africa, o si impegnano oggi per lâ€™uguaglianza e la  convivenza tra serbi e cossovari in Kossovo, tra macedoni e albanesi in  Macedonia, tra musulmani, ortodossi e cristiani in Bosnia, tra sciiti, sunniti e  cristiani in Libano e poi sostengano il carattere esclusivamente ebraico di  Israele?</p>
<p>Forse Olmert ha chiesto anche a Lei, come ha fatto con il Signor Prodi, di  difendere Israele in quanto Stato esclusivamente ebraico e sionista?</p></blockquote>
<blockquote><p>Se questo Ã¨ il suo pensiero, voglio chiederLe:</p>
<p>- se Israele decidesse di deportare i cittadini israeliani non ebrei, come  chiede da tempo il ministro razzista Avigdor Lieberman, Lei appoggerebbe questa  politica in nome della difesa del carattere ebraico dello Stato israeliano?</p>
<p>- ignora Lei forse che i cittadini non ebrei dâ€™Israele non hanno gli stessi  diritti degli ebrei? Non sa forse che Ã¨ proibito per legge ad un cittadino  israeliano non ebreo di acquistare proprietÃ  terriere da un ebreo? Ignora forse  che esistono strade che collegano Israele alle colonie nei territori occupati su  cui non possono circolare (non i palestinesi dei territori occupati, questo  tutti lo sanno) ma i cittadini arabi di Israele? Le ricordo, inter alia, anche  che Ã¨ negato il ricongiungimento al coniuge ad un cittadino arabo dâ€™Israele se  questo coniuge proviene dai territori occupati. Spero che Lei sia informato  sulla proposta di legge nella Knesset che prevede di togliere la nazionalitÃ   israeliana ad un cittadino arabo dâ€™Israele se costui non dichiara fedeltÃ  al  sionismo. Si renderÃ  conto che questo corrisponde a volere lâ€™accettazione  dellâ€™ingiustizia storica che il sionismo ha fatto ai palestinesi da parte delle  stesse vittime dellâ€™ingiustizia.</p></blockquote>
<blockquote><p>- Non ritiene che portare quegli ebrei (per fortuna non sono tutti gli ebrei)  che sostengono Israele a liberarsi di una forma statale che discrimina i  cittadini non ebrei, che impianta colonie su territori fuori dai suoi confini,  che conduce una guerra contro una popolazione occupata e indifesa, che possiede  armi nucleari e non aderisce al trattato di non proliferazione nucleare e allâ€™AIEA,  che Ã¨ stata condannata mille volte nellâ€™ambito dellâ€™ONU, non equivalga ad un  bene per loro e per i palestinesi?</p>
<p>- e infine lâ€™ultima domanda: se lâ€™Italia (che lo ha giÃ  fatto nel passato)  dovesse attuare una politica discriminatoria verso i suoi cittadini ebrei come  Israele discrimina i suoi cittadini non ebrei e dovesse riprendere,  malauguratamente, una politica coloniale, Lei non riprenderebbe la lotta contro  il regime o il governo che cosÃ¬ si comportasse? Allora perchÃ© non si puÃ²  combattere un regime, quello sionista, che Ã¨ discriminatorio, razzista e  colonialista? Nessuno sta proponendo un nuovo olocausto ebraico, gli  antisionisti vogliono solo uno Stato non confessionale, non etnico, non razzista  in Palestina, per gli ebrei e per i palestinesi. Non diversamente da quello che  sono tutti gli stati autenticamente democratici nel mondo.</p>
<p>Signor Presidente,</p></blockquote>
<blockquote><p>si dÃ  il caso che sono uno studioso del sionismo. Ã‰ quindi sulla base dei miei  studi di questa ideologia politica che Le scrivo. Le ricordo alcuni fatti:</p></blockquote>
<blockquote><p>Primo  tra tutti la collaborazione dei sionisti (di destra e di sinistra) con gli  antisemiti, con il fascismo e il nazismo. Si Ã¨ trattato di una collaborazione  lunga ed estremamente dannosa per gli ebrei non sionisti (che allora erano la  stragrande maggioranza). Per quanto ciÃ² possa apparire incredibile, la  collaborazione dei sionisti con i fascisti, i nazisti e gli antisemiti,  storicamente documentata, si fondava su una logica di scambio criminale a danno  degli ebrei.</p>
<p>I sionisti hanno appoggiato i regimi fascisti e antisemiti prima e durante la  seconda guerra mondiale, chiedendo in cambio di permettere loro di portare gli  ebrei in Palestina per realizzare il loro progetto coloniale. Gli ebrei che non  accettavano di emigrare in Palestina sono stati abbandonati al loro destino. Gli  antisemiti erano ben contenti di liberarsi degli ebrei in questo modo. Non Ã¨  vero che gli antisemiti sono antisionisti come lei sostiene ma Ã¨ vero proprio il  contrario. Non metterÃ  in dubbio, spero, le parole dello scrittore israeliano  Yehoshua che qualche anno fa ha dichiarato:</p>
<p>â€œI gentili hanno sempre incoraggiato il sionismo, sperando che li avrebbe  aiutati a liberarsi degli ebrei che vivevano tra di loro. Anche oggi, in una  maniera perversa, un vero antisemita deve essere un sionistaâ€. [1]</p></blockquote>
<blockquote><p>Lo scrittore israeliano dimentica perÃ² di dire che anche i sionisti, in maniera  perversa, hanno incoraggiato gli antisemiti affinchÃ© allontanassero gli ebrei  dai loro paesi e li consegnassero agli attivisti sionisti pronti a portarli  nelle colonie in Palestina. Un vero sionista Ã¨ un amico degli antisemiti.</p>
<p>Questo aspetto vergognoso della storia del sionismo inizia con il suo stesso  fondatore, Theodor Herzl. Nellâ€™agosto del 1903, Herzl si recÃ² nella Russia  zarista per una serie di incontri con il Conte von Plehve, ministro antisemita  dello Zar Nicola II e Witte, ministro delle finanze. Gli incontri avvennero meno  di 4 mesi dopo lâ€™orrendo pogrom di Kishinev, di cui era direttamente  responsabile von Plehve. Herzl propose unâ€™alleanza, basata sul comune desiderio  di far uscire la maggior parte degli ebrei russi dalla Russia e, a piÃ¹ breve  termine, allontanare gli ebrei russi dal movimento socialista e comunista.  Allâ€™inizio del primo incontro (8 agosto) von Plehve dichiarÃ² che egli si  considerava â€œun ardente sostenitore del sionismoâ€. Quando Herzl cominciÃ² a  descrivere lo scopo del sionismo, il Conte lo interruppe affermando: â€œPredicate  a un convertitoâ€.</p></blockquote>
<blockquote><p>In un successivo incontro con Witte, il fondatore del sionismo si sentÃ¬  dichiarare apertamente: â€œAvevo lâ€™abitudine di dire al povero imperatore  Alessandro III: se fosse possibile annegare nel mar Nero sei o sette milioni di  ebrei, io ne sarei perfettamente soddisfatto; ma non Ã¨ possibile; allora  dobbiamo lasciarli vivereâ€. E quando Herzl disse di sperare in qualche  incoraggiamento dal governo russo, Witte rispose: â€œMa noi diamo agli ebrei degli  incoraggiamenti ad emigrare, per esempio dei calci nel sedereâ€.[2]</p>
<p>Il risultato degli incontri fu la promessa di von Plehve e del governo russo di  â€œun appoggio morale e materiale al sionismo nel giorno in cui alcune delle sue  azioni pratiche sarebbero servite a diminuire la popolazione ebraica in Russiaâ€.  [3]</p></blockquote>
<blockquote><p>â€œSe noi [sionisti] â€“ diceva Jacob Klatzkin &#8211; non ammettiamo che gli altri  abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi il  diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera vivere la  propria vita nazionale, Ã¨ naturale che si senta un corpo alieno costretto a  stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che insiste ad avere una  propria distinta identitÃ  e che perciÃ² Ã¨ costretto a ridurre la sfera della  propria esistenza. Ã‰ giusto, quindi, che essi [gli anti-semiti] lottino contro  di noi per la loro integritÃ  nazionale. Invece di costruire organizzazioni per  difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i quali vogliono ridurre i nostri  diritti, noi dobbiamo costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dai  nostri amici che desiderano difendere i nostri dirittiâ€.[4]</p>
<p>Queste parole, e lâ€™atteggiamento conseguente dei sionisti, hanno certo dato  argomenti preziosi ai nazisti che sostenevano appunto che gli ebrei erano una  nazione estranea nella loro nazione.</p>
<p>â€œPer i sionisti, affermava senza vergogna Harry Sacher, un sionista inglese &#8211; il  nemico Ã¨ il liberalismo; esso Ã¨ anche il nemico per il nazismo; ergo, il  sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di cui  l&#8217;anti-semitismo Ã¨ probabilmente un aspetto passeggeroâ€.[5]</p></blockquote>
<blockquote><p>Non Ã¨ solo cecitÃ  politica, Ã¨ collaborazione criminale col nemico degli ebrei. E  Lei, Presidente, vuole chiudere gli occhi su questo aspetto della storia del  sionismo? Le ricordo poi che i nazisti rispondevano molto positivamente alle  offerte dei sionisti come dimostra questo brano di una loro circolare:</p>
<p>â€œI membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attivitÃ   dirette verso l&#8217;emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che  invece Ã¨ necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni  ebraico-tedesche (cioÃ¨ gli assimilazionisti)â€.[6]</p>
<p>E Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS dichiarava:</p>
<p>â€œIl momento non puÃ² piÃ¹ essere lontano ormai in cui la Palestina sarÃ  in grado  di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I  nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagninoâ€.[7]</p>
<p>La  colonizzazione della Palestina era ben vista dai nazisti. Tra colonialisti ci si  intende. Questo per ricordarLe che i nazisti, con lâ€™aiuto consapevole dei  sionisti, hanno colpito solo quegli ebrei che intendevano vivere nei paesi in  cui erano nati e non volevano rendersi responsabili dellâ€™occupazione della  Palestina e della conseguente e inevitabile cacciata dei palestinesi. Queste  vittime ebraiche non erano sioniste, erano semmai assimilazionisti o  antisionisti. Dopo lâ€™Olocausto, lâ€™Occidente non ha fatto altro che premiare i  sionisti consegnando loro la terra dei palestinesi e facendo pagare a chi non  aveva nessuna colpa, il caro prezzo dello sterminio degli ebrei avvenuto per  diretta responsabilitÃ  di alcuni paesi europei e per lâ€™ignavia di altri nonchÃ©  per il folle piano sionista.</p>
<p>La collaborazione tra sionisti e nazisti Ã© stata possibile anche, al di lÃ   dellâ€™aspetto pratico della comune volontÃ  di portare gli ebrei in Palestina,  perchÃ© lâ€™ideologia sionista e quella nazista avevano un punto in comune, come  riconosce lâ€™ebreo sionista Prinz:</p></blockquote>
<blockquote><p>â€œUno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza  (cioÃ¨ la Germania nazista) puÃ² solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono  se stessi allo stesso modoâ€.[8]</p>
<p>Lo stesso personaggio si rendeva conto della situazione paradossale che si  veniva a creare, e ammetteva:</p>
<p>â€œPer i sionisti era molto disagevole operare. Era moralmente imbarazzante  sembrare essere considerati i figli prediletti del governo nazista, in  particolare proprio nel momento in cui esso scioglieva i gruppi giovanili  (ebraici) antisionisti, e sembrava preferire per altre vie i sionisti. I nazisti  chiedevano un Â«comportamento piÃ¹ coerentemente sionistaÂ»â€.[9]</p>
<p>E tuttavia la collaborazione andÃ² avanti. Fu una collaborazione multiforme che  ricostruisco nel mio saggio â€œLa natura del sionismoâ€[10]. Le voglio ricordare,  per finire, lâ€™invito di Dov Joseph, caporione dellâ€™Agenzia Ebraica, che sul  finire del 1944, quando gli ebrei morivano a centinaia di migliaia nei lager,  parlando a giornalisti sionisti in Palestina preoccupati delle notizie dei  massacri, li mise in guardia contro: â€œla pubblicazione di dati che esagerano il  numero delle vittime ebraiche, perchÃ© se noi annunciamo che milioni di ebrei  sono stati massacrati dai nazisti, poi ci chiederanno, a ragione, dove sono i  milioni di ebrei per i quali noi rivendichiamo una patria quando la guerra sarÃ   finitaâ€. [11]</p>
<p>Questo puÃ² bastare, ma ho lâ€™ardire signor Presidente di consigliarLe di  approfondire lâ€™argomento.</p>
<p>La storia del sionismo Ã¨ una storia criminale, non Ã¨ sorprendente quindi che i  sionisti e lo Stato sionista continuino a trattare cosÃ¬ barbaramente i  palestinesi. Ma la mia preoccupazione va al di lÃ  della tristissima situazione  del popolo palestinese che tutti sembrano dimenticare.</p>
<p>Sinceramente, signor Presidente, vogliamo fare la fine degli Stati Uniti in  Iraq? Oggi personaggi importanti negli USA, come lâ€™ex presidente Jimmy Carter, o  gli studiosi universitari Mersheimer e Walt si sforzano di aprire gli occhi ai  loro compatrioti sulle conseguenze della cieca politica estera elaborata a Tel  Aviv e nei circoli dei neoconservatori sionisti di Washington che gli Stati  Uniti stanno conducendo in Medio Oriente.</p>
<p>Crede che la guerra in Iraq sia stata fatta per le armi di distruzione di massa  di Saddam? Per la minaccia che lâ€™Iraq rappresentava per lâ€™Occidente? Per  lâ€™esportazione della democrazia? Per gli interessi petroliferi americani? Molti  sostengono questâ€™ultima ipotesi (le altre sono miseramente crollate). Ma il  petrolio non si compra sul mercato? E poi quanto verrebbe a costare se dobbiamo  fare una guerra ad ogni paese produttore? Signor Presidente, la guerra Ã¨ stata  fatta per eliminare un possibile rivale di Israele e per consolidare il dominio  sionista in Medio Oriente. Adesso Tel Aviv invita lâ€™Occidente a distruggere  lâ€™Iran, e ricatta tutti facendo capire che se non lo facciamo noi, sarÃ  proprio  Israele a farlo. Come? Invadendo lâ€™Iran? No Presidente, sappiamo tutti che  Israele ricorrerebbe alle sue armi nucleari.</p></blockquote>
<blockquote><p>Gli americani si stanno accorgendo, a proprie spese, di cosa voglia dire essersi  fatti invischiare in una guerra assurda in Iraq per gli interessi di Israele. E  noi non ce ne vogliamo rendere conto. Vogliamo veramente farci coinvolgere nella  guerra nucleare contro lâ€™Iran? Nella guerra mondiale contro lâ€™Islam?</p>
<p>Prenda esempio dallâ€™ex-presidente Carter e denunci lâ€™Apartheid di Israele. Se  non lo vuole fare Lei, lasci che qualcun altro, per il bene dellâ€™umanitÃ , degli  ebrei e dei palestinesi, continui a denunciare il sionismo e si batta per uno  Stato unico, democratico, pacifico in Palestina per tutti i suoi abitanti,  nessuno escluso.</p>
<p>Signor Presidente,<br />
Lei non si ricorderÃ  di me, eppure noi ci siamo conosciuti e ci siamo parlati.  Fu in una triste occasione. Qualche anno fa, allâ€™aeroporto di Fiumicino, Lei in  rappresentanza del suo partito venne a portare solidarietÃ  a mia sorella,  Marisa, che, dopo aver partecipato ad una manifestazione pacifista a  Gerusalemme, solo perchÃ© guardava da dietro la vetrata dellâ€™albergo i poliziotti  israeliani che massacravano un ragazzino palestinese per strada, perse un occhio  quando da un idrante con la stella di Davide spararono uno spruzzo talmente  violento da infrangere il vetro e conficcarle una scheggia nellâ€™occhio.</p>
<p>Allora veniva a porgere un saluto a mia sorella che aveva pagato per difendere i  diritti e la dignitÃ  dei palestinesi. Oggi con la sua dichiarazione  inaccettabile accusa gli antisionisti, e molti sono ebrei, che si battono per  uno Stato democratico in Palestina mettendoli nello stesso immondezzaio degli  antisemiti.</p></blockquote>
<blockquote><p>Credo, signor Presidente, che i sionisti sono riusciti a fare con Lei, ancora  peggio che con mia sorella.</p>
<p>A lei sono riusciti ad accecare non uno, ma tutti e due gli occhi!</p>
<p>Distinti saluti<br />
Mauro Manno</p>
<p>Note:</p>
<p>[1] Jewish Chronicle, 22 gennaio 1982.<br />
[2] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problÃ¨me juif? Parigi, Petite collection  Maspero, 1981, pp. 174-75.<br />
[3] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problÃ¨me juif? cit. p. 174.<br />
[4] Jacob Klatzkin, (1925), citato in Jacob Agus, The Meaning of Jewish History,  in Encyclopedia Judaica, vol II, p. 425.<br />
[5] Harry Sacher, Jewish Review, settembre 1932, p. 104, Londra.<br />
[6] Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia bavarese,  23 gennaio, 1935, pubblicata in Kurt Grossman, Zionists and Non-Zionists under  Nazi Rule in the 1930&#8217;s, Herzl Yearbook, vol VI, p. 340.<br />
[7] Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS, The Visible Enemy,  articolo pubblicato in Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle SS, maggio  1935.<br />
[8] Joachim Prinz, (1936), citato in Benyamin Matuvo, The Zionist Wish and the  Nazi Deed, Issues, (1966/67), p. 12.<br />
[9] Joachim Prinz, Zionism under the Nazi Government, in Young Zionist, Londra,  novembre 1937, p. 18.<br />
[10] La natura del sionismo, supplemento al numero 56, novembre 2006, di  Aginform.<br />
[11] Yoav Gelber, Zionist Policy and the Fate of European Jewry, p. 195.</p></blockquote>
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		<title>Ederle in prospettiva. Parte 1</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 01:58:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[-la selettivitÃ  della Storia-
Ci pensate mai a cosa ci sarÃ  scritto nei libri di Storia degli accadimenti a noi contemporanei? Cosa verrÃ  ricordato fra cinquant&#8217;anni o piÃ¹, dei giorni nostri? A me capita, ogni tanto.
Che so, per esempio l&#8217;altro due giorni fa a Baghdad sono scoppiate due bombe che hanno fatto 85 morti e 180 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><u><strong>-la selettivitÃ  della Storia-</strong></u></p>
<p>Ci pensate mai a cosa ci sarÃ  scritto nei libri di Storia degli accadimenti a noi contemporanei? Cosa verrÃ  ricordato fra cinquant&#8217;anni o piÃ¹, dei giorni nostri? A me capita, ogni tanto.</p>
<p>Che so, per esempio l&#8217;altro due giorni fa a Baghdad <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/01_Gennaio/22/bagdad.shtml">sono scoppiate due bombe</a> che hanno fatto 85 morti e 180 feriti. SarÃ  menzionata dalla Storia? Non penso. SarÃ  uno dei dati con cui verrÃ  formulata, certo, ma non sarÃ  quell&#8217;episodio specifico a farla.<br />
Il dibattito del centro-sinistra su partito democratico? Non credo. I morti sulle strade in quello che viene ormai chiamato &#8220;grande esodo&#8221;? Via. Uno qualsiasi deti tanti casi di malasanitÃ ? Via, via. La <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/afghanistan-11/riunione-interlocutoria/riunione-interlocutoria.html">riconferma della presenza</a> italiana in Afghanistan? Via, via via.</p>
<p>SÃ¬ perchÃ¨ riuscite a immaginarlo voi uno studente fra cinquant&#8217;anni rispondere alla domanda: <em>dimmi Sacchi, in che data il parlamento italiano ha votato per il rifianziamento della missione in Afghanistan</em>?</p>
<p>Io no. PerchÃ© se Ã¨ vero che tutto ciÃ² che accade ha conseguenze su ciÃ² che accadrÃ , nella maggior parte dei casi queste conseguenze saranno tali &#8211; e quindi degne di nota &#8211; in uno spettro temporale molto ridotto. E anche molto vicino al fatto scatenante.</p>
<p>La Storia, semplicemente, non ne tiene conto. Cosa che invece fa riguardo a quegli accadimenti i cui impatti si ripercuotono  con forza ed evidenza nelle <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia#Storia_e_storiografia">vicende umane, nello svolgersi delle </a><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia#Storia_e_storiografia">civiltÃ </a>.</p>
<p>Prendete per esempio il caso della <strong>base USA</strong> a Vicenza. PasserÃ  alla Storia? Direi di sÃ¬. Anzi no. Mhh, diciamo che indirettamente lo sarÃ . Agli occhi della Storia, il raddoppio della base di Ederle occuperÃ  una o due righe. Il capitolo? Visto che la sfera di cristallo non l&#8217;ho io nÃ© l&#8217;avete voi, accontentiamoci di un titolo semplice: <strong>Global Posture Realignment/Review</strong>, la strategia USA per il riposizionamento globale delle proprie risorse militari.</p>
<p>GiÃ  sentito? No? <span id="more-580"></span></p>
<p><u><strong>-geopolitica del Viagra-</strong></u></p>
<p>In effetti non sono informazioni che fanno <em>notizia</em>, perÃ² la Storia Ã¨ fatta di questo tipo di cose. La Storia Ã¨ fatta di processi spesso lenti e date in cui questi <strong>processi si solidificano</strong>, in cui vengono ratificati dalle istituzioni preposte (o annientano le istituzioni preposte, segnando cosÃ¬ un cambiamento &#8211; ma in questo caso ci sarebbe anche la notizia, si spera).</p>
<p>Dicevamo, il riposizionamento globale.  Strategia militare americana. Processi lenti, lunghi, diluiti nei mesi, negli anni. CosÃ¬ che  non fanno in tempo a diventare notizie. Interi documenti strategici, discorsi al Senato (americano), sintetizzati in brevi lanci d&#8217;agenzia. Chi se li ricorda poi? Chi si accorge degli impatti che avranno?<br />
La Storia. Fra cinquant&#8217;anni. <strong>Ci sarÃ  un capitolo</strong> che parlerÃ  di come la grande superpotenza uscente del 20esimo secolo tenta di affrontare la <strong>sfida geopolitica</strong> per rimanere tale anche nel secolo successivo. Vi sarÃ  tratteggiato il piano di con cui le forze militari statunitensi avranno ridispiegato le proprie forze sullo scacchiere mondiale, all&#8217;inizio del ventunesimo secolo.</p>
<p><a name="c-note1"></a>Probabilmente verrÃ  citato anche il generale dei marines <strong>James L. Jones</strong> le cui parole (<a href="#note1">1</a>) avranno l&#8217;eco di un&#8217;aforsima: &#8220;Non Ã¨ la grandezza delle tue risorse militari, ma Ã¨ quello che sono capaci di fare che Ã¨ importante&#8221;. Un po&#8217; come dire che<strong> le dimensioni non contano</strong> e l&#8217;importante Ã¨ saperlo usare. Una rivoluzione cartesiana, oserei dire, per chi ha sempre avuto il mito del doppio fallo (la pistola, la vogliamo scordare?). Solo lo <strong>sdoganamento del viagra</strong> poteva avere un effetto simile, direi.</p>
<p><a name="c-note2"></a>Leggerezze a parte. La strategia di riposizionamento che vede Jones &#8211; o lo vedeva (<a href="#note2">2</a>) &#8211; in prima linea, prevede la riduzione del numero di soldati americani fuori dal territorio statunitense e una maggiore flessibilitÃ  per quanto riguarda le azioni sul campo. Le infrastrutture che potevano andare bene <a name="c-note3"></a>per la guerra fredda non rispondono piÃ¹ alle necessitÃ  attuali(<a href="#note3">3</a>).</p>
<p><a name="c-note4"></a>L&#8217;allargamento dell&#8217;Europa sposta verso est il raggio d&#8217;azione della NATO e occorre stringere <a name="c-note5"></a>nuove alleanze con quesi nuovi paesi(<a href="#note4">4</a> )in partiolar modo <strong>Romania e Bulgaria</strong> poichÃ© hanno <strong>basi aeree strategiche</strong> e aree per l&#8217;addestramento sul campo, e porti che potrebbero migliorare le capacitÃ  di spostare truppe nelle aree di conflitto(<a href="#note5">5</a>).</p>
<p><a name="c-note6"></a>Ovviamente la Global Posture Review non si limita a definire le strategie per l&#8217;Europa. In<strong> Africa</strong> per esempio dovranno aumentare la loro presenza per arginare in qualche modo la politica della <strong>Cina </strong>che sta &#8220;invadendo&#8221; il vecchio continente(<a href="#note6">6</a>).</p>
<p>Una piccola parentesi: la Cina ha fame di energia e di materie prime. In Africa riesce a comprare gas, petrolio, rame, cobalto, carbone e oro. Con i suoi soldi e i suoi ingegneri (e anche i suoi prigionieri costretti ai lavori forzati nei cantieri africani) vengono costruite ferrovie, strade e reti di telefonia cellulare. Viene portata avanti una politica di non ingerenza: non viene fatta nessuna pressione politica per il cambio di regimi, democratizzazione o altro. L&#8217;unica condizione che pongono Ã¨ il non riconoscimento di Taiwan da parte dei paesi africani. Ovviamente l&#8217;ottengono.</p>
<p>Per inciso, ritengo che la Cina sia molto piÃ¹ pericolosa degli Stati Uniti, in ambito geopolitico, perchÃ© a differenza  deli USA manca di quei sistemi di controllo &#8211; caratterizzanti le democrazie rappresentative &#8211; che seppur inefficaci come vediamo tutti i giorni, fanno almeno da freno alle mire dei portatori di grandi interessi. Chiusa parentesi.<br />
Global Posture Review,  dicevamo. Una strategia a livello globale, quindi. Il mondo, intero. Continenti, aree di intervento. Ma torniamo un attimo in Europa. Zoomiamo! Fatto? Bene. Ancora un poco. C&#8217;Ã¨ la Germania e c&#8217;Ã¨ l&#8217;Italia. C&#8217;Ã¨ Vicenza. E poi ci sono <strong>Bamberg </strong>e <strong>Schwinfurt</strong>. Sono cittÃ  tedesche. E ospitano due basi militari USA.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="US Army Europe - Italy/Germany Bamberg, Schweinfurt, Vicenza" href="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2007/01/usa_bases_zoom.jpg"><img id="image582" alt="US Army Europe - Italy/Germany Bamberg, Schweinfurt, Vicenza" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2007/01/usa_bases_zoom.thumbnail.jpg" /></a></p>
<p><a name="c-note7"></a>Bene. La Global Posture bla bla prevede che dalle due <em>divisoni complete</em> ospitate in Germania e una brigata combattente in Italia (a Ederle c&#8217;Ã¨ la 173ma brigata) si arrivi a tre brigate combattenti. Una in Italia, a Vicenza. Una in Germania e una a rotazione(<a href="#note7">7</a>).</p>
<p><a name="c-note8"></a>Si chiama strategia militare. Una strategia che prevede, e ha <strong>previsto fin dall&#8217;inizio</strong>(<a href="#note8">8</a>), il raddoppio della base statunitense a Vicenza. Non vi so dire quando ha avuto effettivamente inizio il GPR, ma la data del primo documento ufficiale che ho trovato riguardante quest&#8217;area in particolare Ã¨ del <strong>14 gennaio 2005</strong>. E al Congresso Ã¨ stato chiesto il finanziamento il l&#8217;8 marzo dello stesso anno. Risale invece al 2000 il giÃ  noto PNAC, Project for the New American Century, il documento prodotto dal think-tank di destra che includeva &#8211; fin dal 1997, dieci anni fa &#8211; Rumsfeld, Cheney, Wolfowitz e altri. Documento in cui si pianifica la strategia&#8230; mmh, sÃ¬, la strategia contenuta nel piÃ¹ istituzionale Global Posture Review.</p>
<p>Ora che abbiamo contestualizzato la faccenda possiamo chiederci se ciÃ² Ã¨ male o Ã¨ bene. GiÃ . PerchÃ© mica Ã¨ detto che si giunga tutti alle stesse conclusioni. Oppure potremmo arrivare alle stesse conclusioni ma per motivi differenti.</p>
<p>Ecco. I miei motivi mi spingono a guardare il tutto dalla prospettiva della Storia.</p>
<p>(fine prima parte)</p>
<p><strong>Note:</strong></p>
<p><a name="note1"></a>(<a href="#c-note1">1</a>) <a target="_blank" href="http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html">http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html</a></p>
<blockquote><p>Marine Corps Gen. James Jones said that the 20th century military philosophy that mass equals commitment is not true in the 21st century. &#8220;Itâ€™s not the size of the force you have, itâ€™s what you are able to do with it thatâ€™s important,&#8221; Jones said<em>.</em></p></blockquote>
<p><a name="note2"></a>(<a href="#c-note2">2</a>) <a target="_blank" title="WikiPedia: James L. Jones bio" href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_L._Jones">http://en.wikipedia.org/wiki/James_L._Jones</a><br />
Jones andrÃ  in pensione il 1 febbraio 2007.</p>
<p><a name="note3"></a>(<a href="#c-note3">3</a>) <a target="_blank" href="http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp">http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp</a></p>
<blockquote><p>EUCOM transformation will support NATOâ€™s transformation. We aim to        	eliminate Cold War legacy structures that are no longer relevant to        	todayâ€™s security needs. Our future posture will contain forward forces        	that are rapidly deployable for early entry into conflict regions in        	Europe, Africa and beyond.</p></blockquote>
<p><a name="note4"></a>(<a href="#c-note4">4</a>) <a target="_blank" href="http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html">http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html</a></p>
<blockquote><p>U.S. European Commandâ€™s transformation is aimed at making forces there strategically more effective and agile. The American military presence in Europe is a cornerstone of the NATO. With the addition of seven new nations to the alliance &#8212; Estonia, Latvia, Lithuania, Slovakia, Slovenia, Romania and Bulgaria &#8212; the focus of the 26-nation alliance has shifted eastward, Jones said.</p></blockquote>
<p><a name="note5"></a>(<a href="#c-note5">5</a>) <a target="_blank" href="http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp">http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp</a></p>
<blockquote><p>In Eastern Europe we are looking to the countries of Bulgaria and        	Romania. Specifically, these two countries have strategically placed        	airfields, ground training areas and seaports that would enable both        	improved training opportunities and deployability to other regions.</p></blockquote>
<p><a name="note6"></a>(<a href="#c-note6">6</a>) Limes &#8211; Rivista italiana di geopolitica.<br />
03-2006 -L&#8217;Africa a Colori, 3-2006<br />
La cina invade l&#8217;africa &#8211; Irene Panozzo. 12/05/2006</p>
<p>L&#8217;articolo Ã¨ disponibile online qui: <a target="_blank" title="la lettera 22 - La cina invade l'afria" href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=5160">http://www.lettera22.it/showart.php?id=5160</a></p>
<p><a name="note7"></a>(<a href="#c-note7">7</a>) <a target="_blank" href="http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html">http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html</a></p>
<blockquote><p>American forces will go from two full divisions in Germany and a brigade combat team in Italy to a brigade combat team in Germany, another in Italy and up to one more rotating among forward-operating sites.</p></blockquote>
<p><a name="note8"></a>(<a href="#c-note1">8</a>) &#8220;Superbase militare Usa a Vicenza&#8221; articolo di Roberto di Caro (25 settembre 2006)<br />
L&#8217;Espresso n.38, 28 settembre 2006<br />
Disponibile online qui: <a target="_blank" href="http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_18779.html">http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_18779.html</a></p>
<blockquote><p>Articolo di Nelle parole del generale James L. Jones, comandante delle forze armate Usa in Europa, pronunciate davanti al Senato americano giÃ  nel marzo 2005, &#8220;la 173a Brigata aerotrasportata sarÃ  ampliata in Brigade Combat Team&#8221;, cioÃ¨ una sorta di maglio mobile con la potenza di fuoco di una divisione, &#8220;e rimarrÃ  in Italia, in prossimitÃ  della base aerea di Aviano, suo centro d&#8217;impiego primario. Usareur (U. S. Army Europe, ndr) ha piani per espandere impianti e infrastrutture nell&#8217;area di Vicenza, includendo le strutture militari americane all&#8217;aeroporto Dal Molin favorendone la crescita attraverso la ristrutturazione&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>Delle paure</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 12:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[legittime? (ho corretto il link)
Si pregano i signori condomini di pulirsi il sangue dalle scarpe prima di utilizzare l&#8217;ascensore.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" title="sphera: si pregano i signori..." href="http://sphera.splinder.com/post/10603478">legittime</a>? (ho corretto il link)</p>
<blockquote><p>Si pregano i signori condomini di pulirsi il sangue dalle scarpe prima di utilizzare l&#8217;ascensore.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Autocritica (islamica) cercasi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Nov 2006 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il conflitto, quando non viene risolto da un sincero e reale confronto, genera odio. L&#8217;odio genera cecitÃ . E non v&#8217;Ã© peggior cieco di chi non vuol vedere.
I problemi, si sa, per poterli risolvere occorre prima individuarli, riconoscerli, confessarseli. Ma se si Ã© troppo impegnati a odiare l&#8217;Altro, vedremo solo i suoi di difetti, riconosceremo solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="96" height="76" align="left" alt="Divorzio ai tempi dell'islam (e dei blog)" style="border: 1px solid #999999; padding: 3px; margin-right: 3px; background-color: #dddddd" id="image551" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/11/divorzio-islam-NUOVO.thumbnail.gif" />Il conflitto, quando non viene risolto da un sincero e reale confronto, genera odio. L&#8217;odio genera cecitÃ . E non v&#8217;Ã© peggior cieco di chi non vuol vedere.</p>
<p>I problemi, si sa, per poterli risolvere occorre prima individuarli, riconoscerli, confessarseli. Ma se si Ã© troppo impegnati a <strong>odiare l&#8217;Altro</strong>, vedremo solo i suoi di difetti, riconosceremo solo i suoi di problemi. Per i nostri non ci sarÃ  tempo, energia, volontÃ . Per i nostri ci sarÃ  tempo.</p>
<p>Il membro di una comunitÃ  odiata e odiante-quale questa sia-, quando fa autocritica, quando pone l&#8217;accento su ciÃ² che non va, viene messo a tacere. Accusato di essere un dissidente, un venduto o, nella migliore delle ipotesi, di parlare solo a titolo personale.</p>
<p>&#8220;O con noi o contro di noi&#8221; Ã© lo slogan della <strong>stupida cecitÃ  umana</strong>, uno slogan che conquista per la semplificata immagine di realtÃ  che porta con sÃ©. Bianco/nero. Buoni/cattivi. Bene/male. Chi critica dall&#8217;interno non viene ascoltato ma escluso. Chi lo fa dall&#8217;esterno viene odiato in quanto Altro, in quanto nemico.</p>
<p>Chi avrebbe motivo di lamentarsi e criticare si copre con un mantello di mutismo e rassegnazione perchÃ© giÃ  sa cosa lo attenderebbe se si esprimesse. Molti fanno cosÃ¬, altri semplicemente smettono di sentirsi parte della presunta comunitÃ  odiata e odiante.</p>
<p>Questo ben si adatta al tanto paventato scontro di civiltÃ : l&#8217;occidente contro l&#8217;islam. L&#8217;islam contro l&#8217;occidente. L&#8217;islam d&#8217;occidente contro tutti.</p>
<p><span id="more-550"></span>Difetti li hanno tutte le societÃ , tutte le comunitÃ . Non ne Ã© immune la <strong>comunitÃ  islamica in Italia</strong>. Il conflitto di civiltÃ  e l&#8217;ostilitÃ  che si respira da entrambi i lati del muro impedisce perÃ² un percorso di autocritica interna. E chi Ã¨ vittima di queste distorsioni rimane tale: muto e quindi inascoltato. Muto per timore. Oppure per totale mancanza di fiducia in un possibile cambiamento.</p>
<p>Le critiche dell&#8217;Altro sugli stessi problemi sono &#8211; ovviamente &#8211; inascoltate e vengono rispedite al mittente. L&#8217;Altro non puÃ² agire in buona fede, per definizione. E oltre ad essere portatore di secondi fini porta con sÃ© il suo bagaglio di difetti, problemi e distorsioni. Questioni e distorsioni irrisolte e quindi: <strong>da che pulpito la critica</strong>?</p>
<p>CiÃ² non fa altro che far chiudere in loro stesse entrambe le comunitÃ . Non crescono, non migliorano, involvono in loro stesse e sono destinate a morire, agonizzare, ad uccidersi a vicenda. Anche se solo verbalmente, s&#8217;intende.<br />
Per spezzare il circolo vizioso occorre che ci sia un Altro che sia in buona fede, che si possa ascoltare. Che questo qualcuno abbia motivi per proporre istanze di miglioramento e che al contempo non abbia timore di essere tacciato di dissidenza in quanto non appartenente alla comunitÃ . Qualcuno di ascoltabile.</p>
<p>E c&#8217;Ã¨ lei, <a target="_blank" title="Lia di Haramlik" href="http://www.ilcircolo.net/lia/">Lia di Haramlik</a>, che la causa della comunitÃ  (islamica) l&#8217;ha <em>letteralmente </em><a target="_blank" title="Haramlik: Il divorzio ai tempi dell'islam (e dei blog)" href="http://www.ilcircolo.net/lia/001119.php"><strong>sposata</strong></a>. E visto che ha esperito in prima persona uno dei problemi su cui nessuno aveva il coraggio di intervenire, l&#8217;ha fatto lei.</p>
<p>C&#8217;Ã¨ la questione dei<strong> matrimoni islamici</strong>, per dire. C&#8217;Ã¨ che il diritto islamico in questioni matrimoniali sarebbe anni luce avanti al diritto della civiltÃ  occidentale. Ma qui ognuno avrebbe i propri pregiudizi e opinioni e non ne usciremmo. Diciamo solo che esiste un diritto islamico che prevede determinati diritti all&#8217;interno del contratto (di questo si tratta) del matrimonio. Diciamo che se questi diritti fossero fatti rispettare, parecchi problemi sul rapporto uomo-donna nell&#8217;Islam sarebbero risolti. Diciamo anche che in Italia ci si puÃ² sposare islamicamente <strong>ma non divorziare islamicamente</strong>. O meglio, si puÃ², si puÃ². Ma al di fuori delle regole, dei diritti e dei doveri.</p>
<p>I contratti servono a sancire quelli: diritti e doveri dei contraenti. PerchÃ© quando un nostro diritto viene violato occorre avere un&#8217;altra possibilitÃ  oltre alla clava, no?</p>
<p>C&#8217;Ã¨ quindi questa situazione, nell&#8217;islam italiano: ci si sposa, si arriva a divorziare&#8230; e tanti saluti. I doveri dov&#8217;erano? I diritti diventano storti. Chi ha da guadagnarci ci guadagna e chi non ha nÃ© forza nÃ© voce ci perde. Semplice.</p>
<p>E a questo punto Lia di Haramlik propone <a target="_blank" title="Haramlik: Senti un po' islam italiano" href="http://www.ilcircolo.net/lia/001121.php"><strong>una commissione</strong></a>. A partire dal suo caso personale &#8211; di una che ha sposato la causa &#8211; che fa diventare caso politico.</p>
<p>Ed Ã¨ un gesto intelligente. PerchÃ© interrompe quel circolo vizioso che porta le comunitÃ  a morire macchiando la propria dignitÃ  e la propria storia, a non essere all&#8217;altezza di loro stesse.<br />
E&#8217; un gesto intelligente, ma tale dev&#8217;essere la reazione della comunitÃ  islamica. Per una volta che una critica arriva in buona fede, non accompagnata dall&#8217;odio e dalla disonestÃ  intellettuale dei vari Magdi Allam, per una volta: che si approfitti dell&#8217;occasione e si faccia autocritica. Che si cambi qualcosa nel modo di agire, perchÃ© quello attuale Ã¨ indifendibile.</p>
<p>SarÃ  capace la comunitÃ  islamica italiana di non farne un caso semplicemente personale e quindi risolvibile, patteggiabile, soffocabile nel silenzio? SarÃ  capace di elevarlo a istanza politica e religiosa per essere all&#8217;altezza di quel che vorrebbe rappresentare?</p>
<p>SarÃ  capace di approfittare di questo caso per smettere di difendersi dall&#8217;Odiante Altro e cominciare a spendere quel tempo e quelle energie (scarse e dunque finite, pregiate) per ascoltarsi da dentro e quindi migliorarsi?</p>
<p>Io me lo auguro. PerchÃ© a spezzare la catena dell&#8217;odio ci si guadagna tutti.</p>
<div style="text-align: center"><a target="_blank" title="Haramlik" href="http://www.ilcircolo.net/lia/"><img width="349" height="277" border="0" alt="Divorzio ai tempi dell'islam (e dei blog)" style="border: 1px solid #999999; padding: 3px; margin-right: 3px; background-color: #dddddd" id="image551" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/11/divorzio-islam-NUOVO.gif" /></a></div>
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		<title>Quando discriminare diventa il prezzo da pagare</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2006 08:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Stazione FS in brianza.
Cerco i bagni, ma un ponteggio ne blocca lâ€™accesso. Han pure tolto le maniglie alle porte. Lavori. Mi guardo attorno e vedo il bar della stazione. Chiedo lÃ¬ e mi indicano il loro bagno, posso usare quello. Il ragazzo che sta al bancone mi porge la chiave.
Sulla porta, un cartello: 50 centesimi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" id="image530" alt=" " src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/05/toiletsiconbig.gif" />Stazione FS in brianza.<br />
Cerco i bagni, ma un ponteggio ne blocca lâ€™accesso. Han pure tolto le maniglie alle porte. Lavori. Mi guardo attorno e vedo il bar della stazione. Chiedo lÃ¬ e mi indicano il loro bagno, posso usare quello. Il ragazzo che sta al bancone mi porge la chiave.<br />
Sulla porta, un cartello: 50 centesimi, chiedere la chiave. Penso che non ci sia nulla di strano. Ormai parecchi bagni pubblici sono a pagamento. Anche quelli delle stazioni delle ferrovie. A Milano Centrale e Torino Porta Nuova câ€™Ã¨ proprio il tornello: 70 centesimi (non dÃ  resto) e la porticina di vetro ti permette lâ€™acceso ad un bagno pulito e in ordine.</p>
<p>Esco dal bagno e mentre chiudo noto unâ€™altra scritta piÃ¹ in basso, in rosso: escluso i clienti abituali. Mi viene da sorridere.</p>
<p>Mentre riporto la chiave faccio per prendere dal portafoglio la monetina. Il ragazzo mi fa segno di lasciare stare, fa nulla.<br />
Dico: grazie!<br />
E lui fa: sai, lo facciamo per dissuadere. <strong>Câ€™Ã¨ tanta genteâ€¦ extracomunitari, vengono qui per lavarsi.</strong></p>
<p>Lo guardo. Il primo pensiero Ã¨ quello di fargli una battuta sarcastica, ma mi rendo immediatamente conto che non Ã¨ cosÃ¬ semplice. Sembra un bravo ragazzo e nelle sue parole, nei suoi occhi, non ho notato razzismo. Solo rassegnazione. Mi ha fatto pena. Lui e gli stranieri che per lavarsi usano i lavandini dei bagni che trovano ancora liberi.</p>
<p>Ho immaginato il bagno sporco, pieno di pozze dâ€™acqua. I segni delle scarpe che portavano dappertutto quella fanghiglia in giro per tutto il bar. Il lavoro extra del gestore per pulire tutto. Per mantenere pulito il locale.</p>
<p>Ho immaginato gli stranieri che arrivano, sperando di usare il bagno per orinare e cambiano idea scoprendo di dover pagare 1500 lire per una pisciata. E quelli che invece sono messi cosÃ¬ male da dover trovare un lavandino qualsiasi per poter raggiungere il <strong>livello minimo dâ€™igene</strong>.</p>
<p>Câ€™Ã¨ qualcosa che non va.  La ricchezza.<br />
Eâ€™ andata, passata, da archiviare.<br />
<strong>La societÃ  ricca e opulenta, non câ€™Ã¨ piÃ¹</strong>. La caritas <a target="_blank" title="Caritas: "Noi, i nuovi poveri con un reddito" " href="http://www.caritasroma.it/rassegna/carrm349.html">non assiste solo i senzatetto</a>, ma anche i nuovi poveri: pensionati e lavoratori con redditi bassissimi.</p>
<p>Si dovrebbe fare allora un passo indietro. Accettare â€“ prima che sia troppo tardi â€“ questa veritÃ  e muoversi di conseguenza.  Non si puÃ² continuare ad aspettare che il mercato del lavoro sforni abbastanza posti di lavoro ben remunerati per soddifare le esigenze di tutti.<br />
Servono docce pubbliche? Si facciano docce pubbliche.<br />
E sarÃ  pure un ritorno al passato, ma il futuro non esiste come lo avevamo immaginato.</p>
<p><strong>Eâ€™ ora di farsene una ragione. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perle ai porci</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2006 08:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stanco.
Tre giorni fa ho partecipato al corteo del 25 Aprile. Commemorazione della liberazione dal nazi-fascismo. CosÃ¬, giusto per ricordarsi che cosa si festeggia. E contro chi/cosa si Ã¨ combattuto. Prima che me ne dimentichi, prima che sia troppo tardi: ho scattato qualche foto alla manifestazione. Le trovate su flickr. Ce n&#8217;Ã¨ anche qualcuna di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stanco.<br />
Tre giorni fa ho partecipato al corteo del 25 Aprile. Commemorazione della <strong>liberazione dal nazi-fascismo</strong>. CosÃ¬, giusto per ricordarsi che cosa si festeggia. E contro chi/cosa si Ã¨ combattuto. Prima che me ne dimentichi, prima che sia troppo tardi: ho scattato qualche foto alla manifestazione. Le trovate su <a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/">flickr</a>. Ce n&#8217;Ã¨ anche qualcuna di &#8220;<a title="Appunti Partigiani - Ass. Olinda" target="_blank" href="http://www.appuntipartigiani.it/">appunti Partigiani 2006</a>&#8220;, evento che ogni anno rappresenta la prosecuzione del 25 aprile, presso l&#8217;ex ospedale psichiatrico Paolo Pini.</p>
<div style="text-align: center"><a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" id="image524" alt="135089448_a60ac52ee9_t.jpg" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089448_a60ac52ee9_t.jpg" /></a></div>
<p><a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" alt="135089328_11dbedd706_t.jpg" id="image521" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089328_11dbedd706_t.jpg" /></a> <img alt="135089368_f8de3b86cb_t.jpg" id="image522" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089368_f8de3b86cb_t.jpg" /> <a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" alt="135089416_47e1fe029d_t.jpg" id="image523" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089416_47e1fe029d_t.jpg" /></a> <a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" id="image525" alt="135092318_43fd641b25_t.jpg" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135092318_43fd641b25_t.jpg" /></a></p>
<p>Dicevo: sono stanco.<br />
Tutte le mattine su Rai radio3 c&#8217;Ã¨ un programma: <a title="Radio3 - PrimaPagina" target="_blank" href="http://www.radio.rai.it/radio3/primapagina/">PrimaPagina</a>. Ogni settimana un giornalista scandaglia i quotidiani leggendo notizie ed editoriali. Spesso lo ascolto in differita grazie ai podcast.</p>
<p>Sono stanco. Questa settimana, proprio questa, a leggere i quotidiani c&#8217;Ã¨ una giornalista del Foglio, Marina Valsenise. Proprio nella settimana del 25 Aprile. Nausea.</p>
<p>Ma fosse lei il problema. Fosse il Foglio, il problema, uno ci ha giÃ  fatto il callo.<br />
Dicono: SÃ¬ ma Ferrara Ã¨ intelligente. Come se l&#8217;intelligenza fosse in sÃ© un valore assoluto. Come se fosse da encomiare, che so, un serial killer che commette efferati delitti. <em>Eh sÃ¬, ma Ã¨ davvero da ammirare la sua meticolositÃ  e determinazione. Nel raggiungere il suo fine di rituale distruzione senza essere fermato Ã¨ davvero bravo.<br />
</em>Clap Clap.</p>
<p>Ma no. Il problema non Ã¨ quello. Sono stanco giÃ  da un po&#8217;, direi. Dalle elezioni irachene dell&#8217;anno scorso, pressappoco. E&#8217; sfiducia, la mia. Pessimismo, forse. Speranza violata.</p>
<p>A PrimaPagina si leggono gli editoriali e i resoconti del 25 Aprile. E tutta l&#8217;attenzione sui fischi eversivi alla Moratti. Che, poverina, era lÃ¬ a commemorare anche lei la liberazione dal nazi-fascismo. ChÃ© lei accompagnava l&#8217;anziano padre ex-deportato. Solo quest&#8217;anno perÃ². E lei no, non era lÃ¬ a cercare i fischi, a provocare, a fare incetta di materiale per la sua campagna elettorale per il Comune di Milano. No no. Lei non Ã¨ alleata con i post (ma quanto post?) fascisti. No.</p>
<p>E che diamine, i fischi poi. In una democrazia? Scherziamo? SarÃ  mica un paese civile chi protesta fischiando i propri politici e aspiranti tali.</p>
<p>E poi le bandiera  di Israele data alle fiamme. Un gesto assurdo durante la manifestazione che commemora la liberazione da queli stessi tiranni che gli ebrei li hanno deportati, uccisi, sterminati. Assurdo sÃ¬.</p>
<p>Una bandiera, un pezzo si stoffa che Ã¨ in realtÃ  un Simbolo. Un simbolo che rappresenta qualcosa e qualcuno e di questo qualcuno rappresenta le azioni, sia quelle condivisibili che quelle esecrabili. Bruciare tutto questo, puÃ² essere equiparato ad un&#8217;azione eversiva?</p>
<p>I simboli, a me, piacciono poco. Li temo. Appiattiscono. Sminuiscono. Intensificano alcuni aspetti e ne adombrano altri. Vanno capiti, i simboli. E quando vengono usati, devono essere interpretati.</p>
<p>E&#8217; chiaro &#8211; anzi no, non lo Ã¨ &#8211;  che bruciare la bandiera con la stella di David non rappresenta un&#8217;aggressione contro gli israeliti. NÃ¨ contro la totalitÃ  del popolo di Israele. Ma lo Stato di Israele, rappresentato da quella bandiera, ha un governo. Che mette in pratica azioni. Che vengono considerati &#8211; e secondo me a ragione &#8211; esecrabili da una fetta non indifferente delle persone chiamate ad esprimersi.</p>
<p>E&#8217; per caso violenza protestare contro la politica di un governo bruciando la sua bandiera? Si potrebbe obiettare che non Ã¨ esattemente <em>sua</em>, del governo. Ma dell&#8217;intero Paese. Certo, sono daccordo. Allora facciamo cosÃ¬: ogni governo si faccia la sua bandiera. CosÃ¬ che quando farÃ  qualcosa di incondiviso, si possa bruciare un pezzo di stoffa che non offenda persone non rappresentate dallo stesso.</p>
<p>I simboli sono pericolosi, potenti, ambigui. Ma ancora piÃ¹ pericolo Ã¨ affidarsi &#8211; per comprendere &#8211; ad una classe di intellettuali e corsivisti inetti, capaci solo di riempire le pagine dei giornali con analisi pressapochiste e superficiali.</p>
<p>Che vuol dire, poi, lamentarsi con Prodi e il centro-sinistra di fischi e roghi? Che cosa significa rispondere &#8220;non Ã¨ sufficiente&#8221; ad una presa di posizione che smentisce legami ideologici con tali atteggiamenti? Davvero, non capisco.</p>
<p>Cosa si pretende? Una fucilazione di massa per mano di D&#8217;Alema, Prodi, Fassino e Bertinotti?</p>
<p>Qualcuno mi puÃ² dire qual Ã¨ un modo non-violento di dissentire che piaccia a lor signori? Che forse si preferiscano molotov contro auto parcheggiate, forze dell&#8217;ordine ed esercizi commerciali?<br />
Sono stanco. Davvero.</p>
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		<title>Mafiosi</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2006 22:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Che la cattura di Provenzano sia di buon auspicio.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la cattura di Provenzano sia di buon auspicio.</p>
<div style="text-align: center"><img id="image517" alt="mafiosi" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/mafiosi.jpg" /></div>
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