Archive for the 'legge 40' Category

12 Giugno 2010 - La storia di Mario (#3)

[prima parte] [seconda parte] [terza parte]

Comitato Scientifico Ricerca e Salute per il Sì«Rieccoci di nuovo.» il volto della conduttrice è in primo piano. «Prima della pubblicità stavamo per fare una domanda a Mario.» Sposta lo sguardo sulla cartelletta che ha in mano: «A proposito della selezione pre-impianto, chi era per il no o per l’astensione -come lei cinque anni fa - riteneva fosse immorale uccidere gli embrioni malati impedendo loro di nascere e vivere una vita, che se pur difficile, valeva la pena di essere vissuta. Lei ha cambiato idea su molte cose, anche su questa?»

Referendum. Puoi votare anche lontano da casa!

I Want Your Vote! Grazie ad un link puoi salvare il tuo diritto di votare. Questo link.

E’ il comitato per il sì al referendum che ti viene in aiuto. Ti dice che se sei lontano dal tuo luogo di residenza, visto che la legge non te ne dà possibilità in altro modo, puoi sempre diventare rappresentate di lista. Non è una cosa difficile. Non sei nemmeno obbligato a rimanere tutto il giorno nel seggio.

Chiama i numeri che troverai sul sito e troverai persone gentili che ti indicheranno come fare. I seggi sono tanti, serve un rappresentate per ogni quesito referendario.Salva il tuo diritto di voto, approfitta dell’occasione.

Grazie a questo link aiuterai a raggiungere il quorum. Ma fallo in fretta.

Grazie a questo link è successo questo:

  1. Elena, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  2. Simonetta, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  3. Ornella, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  4. Mirella, residente a Milano, potrà dire Sì a Lipari
  5. … aggiungiti anche tu

E questa non è finzione come “la storia di mario“, sono persone vere. Il link gliel’ho girato io. E sono contento, anzi felice, anzi di più.

Quattro [4] Sì. Quattro [4] persone in più. Quattro [4] quesiti referendari. Quattro [4] per Quattro [4] == Sedici. [XVI].

Sì. Sì. Sì. Sì.

Ps. Ti serve il tuo cerficato elettorale per poter essere rappresentate di lista e quindi votare. E’ vero, è tardi. Ma vuoi che se chiami casa e gli dici: speditemi in frettissima con la massima urgenza il mio certificato elettorale con un pony super-mega-express, questo non ti arrivi bello bello lunedì mattina? Hai tempo fino a lunedì alle 13, ricordalo! Certo, il servizio super-mega-expresso costerà un po’ di più. Ma fra vent’anni potrai dire: 4 lustri fa io c’ero, sono anche io artefice di una parte della mia libertà!

12 Giugno 2010 - La storia di Mario (#2)

[prima parte] [seconda parte] [terza parte]

Domenica ricorda di votare Sì

«Bentornati»
La conduttrice dai capelli corti e biondi, la cartelletta in mano e guarda fissa la telecamera.
«Prima della pubblicità abbiamo ascoltato la storia di Mario. Una storia drammatica, dai toni forti e sicuramente qualcuno a casa si starà chiedendo se c’era proprio bisogno di altra cronaca nera in prima serata. Ce ne scusiamo, ma davvero non siamo riusciti a trovare un altro modo per farvi conoscere Mario. Che ci ha chiamato perché voleva fare marcia indietro.
Dico bene Mario?»

La telecamera inquadra l’uomo dai capelli scuri spolverati di grigio. E’ seduto su una panca, le mani intrecciate. E’ volto in direzione della conduttrice ma il suo sguardo sembra passarle attraverso.
Chiude gli occhi, annuisce lentamente.

«Mario è qui perché rinnega il suo passato.» Continua lei «Quello di cinque anni fa, quando nel 2005 fece campagna attiva per l’astensione dal voto per il referendum sulla legge 40. Mario vuoi dirci perché questo passo indietro?»

L’uomo si passa una mano nei capelli, raddrizza la schiena e si schiarisce la voce. Poi non dice niente per dieci interminabili secondi.

«E’ vero. Rinnego il mio passato. Quel passato. La vicenda che ho vissuto mi ha fatto capire che c’era qualcosa che non andava nella legge e che sarebbe stato meglio che il referendum fosse passato.»

«Però si rende conto » lo interrompe la conduttrice «che anche se fosse stato così la sua storia non sarebbe potuta andare molto diversamente?»

«Sì, ne sono consapevole. Il morbo di Hering è tuttora incurabile e anche una diagnosi pre-impanto non ci avrebbe avvertito del pericolo. E così anche l’amniocentesi che abbiamo fatto successivamente. Attualmente la scienza non può rispondere a tutte le domande. Ma se un domani fosse possibile saperlo prima… Ecco, se pure fosse possibile, la legge attuale lo impedirebbe. L’unico alternativa sarebbe l’aborto, al terzo o quarto mese di gravidanza. E’ una crudeltà. »

«Già l’aborto. Dicevano che se non fosse passato il referendum si sarebbe modificata anche la legge 194 sull’aborto. Perché non è accaduto?»

12 Giugno 2010 - La storia di Mario (#1)

[prima parte] [seconda parte] [terza parte]

La conduttrice ha i capelli corti di un biondo acceso che si fa ancora più intenso sotto la luce dei riflettori. Ha una cartelletta in mano. Dietro di lei il pubblico è in penombra, ma se ne intuisce la presenza.

«Quella che vi racconteremo stasera è la drammatica storia di Mario. Dopo la pubblicità. Rimanete con noi…»

Io voto Sì

La telecamera inquadra un uomo sui quarant’anni, i capelli scuri spolverati di grigio e lo sguardo velato di tristezza.

«E’ una storia cominciata cinque anni fa.» ricomincia la conduttrice «Più precisamente nel maggio 2005, durante una grande campagna referendaria che riguardava la legge sulla procreazione assistita: la famigerata legge 40. »

Legge dalla cartelletta e sposta di tanto intanto lo sguardo verso l’obiettivo. Macina le frasi velocemente, riducendo al minimo le pausa tra l’una e l’altra.

«Cosa c’entra Mario con il referendum? Mario faceva parte del fronte dell’astensione, quello che poi ha vinto. Nel 2005 era iscritto ad Alleanza Nazionale e partecipò a molte conferenze per illustrare le sue ragioni. Pubblicò articoli su quotidiani a tiratura nazionale e attraverso questi pensa – ragionevolmente - di aver convinto molte persone ad astenersi.

Come sicuramente saprete, cinque anni fa, il referendum non raggiunse il quorum. Cosa vuol dire? Vuol dire che per essere valido avrebbero dovuto votare il cinquanta percento più uno degli aventi diritto, ma ciò non avvenne.»


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