Archive for the 'libri' Category

Leggiure…

Ovvero, letture leggere.
Nell’ultimo mese - complici le vacanze - mi sono ributtato sulla narrativa. Al mio rientro, complice la sindrome da rientro, la narrativa rimane la mia àncora di salvezza.
Dal 13 Agosto, mio primo giorno di vacanza, ho letto…

A volte si ha bisogno di evadere. Era un po’ che non lo facevo.

La serata con gli scrittori

Sguardo sulla metropoliC’era sta cosa che gli scrittori facevano gli incontri nelle biblioteche e quello era l’ultimissimo incontro. Così giovedì sera siamo andati a sentire Montanari e Aldo Nove a Rho. Eravamo io, lo Stefano, l’Angela e poi anche l’Alcìde.
Ci siamo visti a Bisceglie per andare in macchina e da lì per andare a Rho basta che vai dritto e sei subito in tangenziale e la prima uscita è Rho. Io la sapevo così la strada ma l’Angela diceva che pure lei la sapeva e così siamo passati dai paesini e alla fine quando siamo arrivati in tangenziale, la prima uscita… era bisceglie!

Biblioteca RhoPoi una volta a rho abbiamo chiamato Leo per farci dire dov’era la biblioteca e lui ci ha detto che avremmo trovato un cartello ma in mezzo a tutti gli altri noi non l’abbiamo trovato. Così abbiamo chiesto ad un signore:
-Scusi, dove troviamo un cartello con scritto biblioteca?
-Sempre dritto – fa lui scocciato. E in effetti aveva ragione: dopo un po’ il cartello “biblioteca comunale” è apparso sul ciglio della strada ma proprio a 100 metri c’era la biblioteca e un po’ ce lo siamo chiesti a cosa servisse, quel cartello.

Leo presentava la serata e ha passato subito il microfono ad Aldo Nove, che però non si chiama così per davvero. Raul si è confuso e l’ha chiamato con il suo nome vero che però io non trascrivo perchè mi sembra che aldo-nove-che-non-si-chiama-aldo-nove ci tiene in modo particolare.

Aldo NoveAldo è un po’ timido e infatti si nascondeva dietro agli occhiali e ad un mare di capelli e come se non bastasse metteva il microfono davanti alla faccia e guardava sempre in basso, anche quando non leggeva nulla.

Raul invece aveva i capelli cortissimi e indossava una maglietta nera attillata, di quelle a maniche corte con dei bicipiti enormi in evidenza. Che se ti dicevano che quello faceva lo scrittore tu non ci credevi e magari pensavi che forse ti prendevano in giro e che lui era il buttafuori della biblioteca. Raul non era affatto timido, infatti impugnava il microfono come una rockstar, si alzava in piedi e se lo guardavi negli occhi sembrava che anche lui ti guardava negli occhi. Sembrava che guardava tutti negli occhi, Raul. Tutti contemporaneamente.

Aldo Nove che non si chiama Aldo Nove ci ha parlato delle sue interviste alla gente normale che non arriva a fine mese. Dice che ha smesso di inventare le storie perché secondo lui è il momento di “riferire le cose reali” e che però un sacco di gente l’ha criticato perché loro vogliono continuare a inventare e a me dispiaceva perchè in effetti lui non è che aveva detto che anche gli altri dovevano smettere di inventare. Insomma, erano fatti suoi no?

Ma quando esce la Guida? 9/9/2005

The Hitchhiker's Guide to the GalaxyOkay. La guida lo dice chiaramente: Don’t Panic.
Don’t Panic un cazz, dico io. Da Delymith scopro che il 6 maggio esce nelle sale il film ispirato alla saga di Douglas Adams.
-In Italia? - chiedo io - Siamo davvero sicuri?
-Sì, fonti affidabili me lo confermano - mi risponde lei celere nei commenti.

Faccio un po’ di ricerche e scopro che, no, esce il 1° giugno. Risulta? Non risulta.
Tra una ricerca e l’altra mi porto avanti con il lavoro, e poi decido di fare sul serio. Google Groups.
Tragedia. Catastrofe! In un thread su it.arti.cinema leggo che la data per l’italia risulta essere il 9 settembre. Nove settembre? nove_barra_nove [9/9]?

Mi hanno appena risposto dalla Buena Vista.
“Gentile Antonello,
La ringrazio per l’interessamento e la informo che la data di uscita è stata
spostata al 9 settembre 20005.
Cordiali saluti
Buena Vista International”

Panico. Altroché. Vado sul sito della BuenaVista, controllo tra le uscite: niente. Controllo tra quelli in arrivo: niente, deserto. Vado a votare il “film più atteso”, è lì al dodicesimo posto. Trentadue voti, più il mio trentatré.

Nove Nove Duemilacinque. Io sarò lì, giuro.

E al cinema, ci voglio andare con quest’uomo (se cliccate magari lo scopre anche lui).

Lettura consigliata: Ruggine (Stefano Massaron)

RUGGINE
E’ l’ultimo romanzo di Stefano Massaron e sono certo che ne sentirete parlare molto presto.

Ruggine

Dalla quarta di copertina:

Un deposito enorme di rottami alla periferia di Milano, pieno di cunicoli casuali e di angoli segreti.
Sembra una creatura viva per i bambini degli Alveari.
E’ il loro rifugio magico. Non sanno che proprio lì li aspetta la prova più spaventosa della loro vita.
Un romanzo che fonde passato e presente, la Milano di oggi e la lontana estate 1977. Quando Sandro e Cinzia erano piccoli, e hanno visto qualcosa che non possono più dimenticare.

Nel 2003, Sandro e Cinzia hanno quasi quarant’anni, e una vita normale. Ma il passato è in agguato, dietro il cartellone che annuncia un nuovo cantiere. Un pezzo di quel passato - il luogo dove giocavano i bambini - sta per scomparire. I ricordi non possono più essere arginati e riemerge infine ciò che avrebbe dovuto restare sepolto, perché troppo spaventoso.
Nell’estate del 1977, in una periferia chiusa nei cortili claustrofobici dei palazzoni popolari, un gruppo di bambini si trova a fronteggiare una minaccia la cui enormità solo loro sono in grado di capire davvero.
Il caldo opprimente e l’odore penetrante della ruggine e delle discariche di periferia fanno da sfondo a una storia che riesce a resuscitare le emozioni e i sogni dell’infanzia, e a delineare tutta la violenza del trapasso all’età adulta.

Edizione Einaudi. Collana Stile Libero.

Regime

Regime - Gomez, Travaglio. postfazione di Beppe GrilloSto leggendo "Regime", di Peter Gomez e Marco Travaglio.
Quando Biagi, Santoro e gli altri hanno smesso di apparire in video, chi ha seguito le varie vicende ha potuto leggere cosa ne dicevano i giornali.

In questo libro sono raccolti e spiegati caso per caso i vari dettagli. Potrete leggere oltre ad alcuni stralci di articoli, le lettere ufficiali di chi occupava i posti di responsabilità all’epoca delle epurazioni. Il tutto in ordine rigorosamente cronologico.

Ora sto leggendo il capitolo 6, "Sabina Guzzanti, censura trasversale" e mi è venuta voglia di riguardare le registrazioni di RaiOt. Anzi, me le riguardo.

Woody Allen tradotto da luttazzi

Lunga è stata l’attesa. Finalmente sabato scorso ho potuto acquistare il confanetto di tre libri di racconti scritti da Woody Allen nella nuova edizione � tradotta� da Daniele Luttazzi. Edizione Bompiani, 21 Euro.

Davvero esilaranti.

Controindicazioni: evitare la lettura in presenza di forti bruciori alla gola causati da, chessò, un tassista che vi ha lavato con una pozzanghera qualche giorno prima. Le risate potrebbero acuire la sofferenza.

Michael Moore è un populista?

Ho letto oltre un anno fa “Stupid White Man” e da poco ho finito il suo secondo libro, “Ma come hai ridotto questo paese?“.

In post di un mese fa, Lia, lo confronta con la Fallaci e li definisce entrambi populisti. Essendomi bastati gli estratti pubblicati a suo tempo dal Corriere della Sera (cartaceo) non ho assolutamente intenzione di farmi il sangue acido leggendo integralmente il messaggio dell’autrice italiana, quindi mi concentro su Moore.

Nel suo post, Lia, pone l’accento sul fatto che la Fallaci fa citazioni senza indicarne la fonte, narra di fatti storici come se tutti ne fossero a conoscenza ma di cui però non si trovano riscontri e in sostanza, si chiede al lettore di crederle sulla parola. Moore invece argomenta, cita, dettaglia. “Lettore, se non mi credi leggi qui, qui e qui”.

Diciamo che sono daccordo. Michael cita, nel primo libro. E nel secondo cosa fa?

Sposta in fondo quelle che erano le note a fondo pagina che uno per leggerle deve, capitolo per capitolo, sfogliarsi le pagine in fondo e scandagliare una sfilza di annotazioni. Spariscono anche i numeri che indicano le note e tutto viene lasciato in un brodo.

Nell’introduzione lo stesso Mike dice di aver fatto questa scelta per migliorare la leggibilità del suo testo, permettendo così a chiunque volesse approfondire di trovare degli spunti nelle ultime pagine. Leggendo il post di Lia però non ho potuto far a meno di notare che sia la Fallaci che Moore (nel secondo libro) chiedono la fiducia del lettore. Certo, lui poi le citazioni alla fine le mette, lei no. L’analogia forse è troppo forte e si riduce ad una questione di forma?

Non credo si fermi qui. Dopo il primo libro, la vincita dell’Oscar e il discorso che fece contro Bush di fronte alla blasonata platea, Moore gode di una notorietà incredibilmente accresciuta. Quello che è cambiato è che ha semplicmente deciso di massimizzare i profitti.

Ha un messaggio e vuole farlo arrivare al più grande pubblico possibile. Per questo il linguaggio si fa più semplice e si fa ricorso più spesso di battute e sberleffi ai danni delgli “avversari”. Uno dei capitoli è addirittura il racconto di un fantomatico sogno, che poco si ricollega all’idea di saggio.
Il libro è farcito di ovvietà e in alcuni punti non si argomentano a sufficienza le proprie tesi - pur potendolo fare - prestando così il fianco a critici di opposta fede politica. In altri punti invece usa stratagemmi da demogogo per scaldare gli animi, senza che in realtà ci sia qualcosa di consistente per cui infervorarsi.

Mike parla all’americano medio e tenendolo per mano gli parla di temi importanti cercando di mantenere l’attenzione del suo lettore e al contempo divertirlo.
Io non faccio parte del suo target, esigo argomentazioni più precise e le note a fondo pagina le voglio; i numerini che me le indicano anche. Se voglio ridere mi compro i libri dei comici, non ho intenzione di leggere un comizio infarcito di barzellette…. però c’è da dire che a me il messaggio è arrivato da tempo. Io sono già daccordo con Mike.

Ecco, lo vedo più divulgatore che populista. O meglio, è divulgatore populista; perchè alla fine lui vuole far arrivare delle informazioni e non chiede in cambio poltrone.

Qualche settimana fa si discuteva animatamente sul film catastrofico proposto da Hollywood, L’alba del giorno dopo e ci si chiedeva se utilizzare tutti quegli effetti speciali per descrivere le conseguenze disastrose del buco dell’ozono all’ecoclima della Terra e quella trama un po’ surreale in cui tutto precipitava in poche settimane anziché anni non riducesse tutto ad una farsa, hollywoodiana, appunto o avrebbe fatto riflettere milioni di persone sull’importanza della questione.

Il film ha sbancato i botteghini, ha fatto parlare di sé e ha portato all’attenzione del grande pubblico un problema. Questo era l’obiettivo del regista e ce l’ha fatta. La sua pellicola è piaciuta a molti e a qualcuno di questi ha fatto riflettere. Non è poco.

George Orwell per mettere in allerta sui pericoli dei regimi totalitari ha usato più volte lo stratagemma della parodia e del romanzo e così facendo si è conquistato più pubblico di quanto avrebbe potuto aspirare scrivendo un trattato di politica.

Forza Mike, quindi, qualcuno dovrà pur farlo questo sporco lavoro!

Nota: Avrei voluto citare degli estratti dal libro di Moore, ma non riesco più a trovarlo. E dire che la casa è piccola!

A vostra scelta

Douglas Adams è un mito. Nel 1978 inaugura una fortunata serie radiofononica che ottiene un così grande seguito che i contenuti vengono raccolti in un romanzo. Una trilogia in quattro volumi più uno.
Il primo si intitola Guida galattica per autostoppisti. E’ fantascienza, ma è anche comicità surreale e nel paragrafo che vi riporto, tocca addirittura la satira.

Quando lessi queste righe non sapevo se pensare a Silvio, George, o ai vincoli che il WTO impone alle scelte di politica economica dei 147 paesi aderenti.
La trilogia è divertente da morire e dato che l’ombrellone si avvicina lo consiglio a chiunque passi da queste parti.

Signore e signori, uno stralcio della guida…

Guida galattica per autostoppisti pag 43.

[…]
Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercita in effetti il benchè minimo potere. E’ sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare di avere non sono quelle tipiche del leader: la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facil: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore nella gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l’attenzione della gente dal potere stesso.
In questo senso Zaphod Beeblebrox è uno dei migliori presidenti che la Galassia abbia mai avuto: ha già
passato in carcere per truffa due dei dieci anni della presidenza. Sono davvero pochissime le persone che capiscono che il presidente e il governo non hanno praticamente nessun potere, e di queste pochissime persone soltanto sei sanno da che cosa sia esercitato in realtà i vero potere politico. […]

Daniele traduce Woody

Finalmente!
Il nevrotico italiano per eccellenza, Daniele Luttazzi, traduce il nevrotico più famoso di New York: Woody Allen.


Avevo letto i racconti di W.A. tre anni fa, ancora nelle edizioni curate da Umberto Eco. Sapevo che Luttazzi aveva n cantiere di ritradurre i testi di Allen cercando di dargli un taglio il più vicino possibile all’originale per far perdere il meno possibile ai lettori italiani.


Erano tre anni che aspettavo.. dal blog di Luttazzi - ma solo tramite Google sono riuscito a trovarlo - ecco perché:


La pubblicazione delle mie tre traduzioni di Woody Allen è sospesa perchè quelle vecchie, pessime, avevano la supervisione di Umberto Eco e la Bompiani non si azzarda a scocciare dio. Le userò per parlare di comicità alla Fiera del Libro di Torino, venerdì 7 maggio 2004.

Saranno in libreria per la fine dell’anno. Tra le novità anche due racconti completamente inediti che non sono stati tradotti nella precedente versione!

E sul corriere della sera c’è un miniaudio della presentazione.


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