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	<title>onTheCarpet :: aladin &#038; the genius :: blog &#187; mondo</title>
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	<description>Scusate, parlo perchÃ© non sono un esperto in materia</description>
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		<title>Darwin awards. Una statuetta per piacere</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 09:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[fuffa]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[senso civico]]></category>
		<category><![CDATA[darwin awards]]></category>
		<category><![CDATA[idioti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapete che ci sono i Darwin Awards no? Premiano le morti piÃ¹ stupide.
Ecco.Â  Immaginate un tizio di 29 anni. In albergo svizzero con due amici.Â  Improvvisamente muore. In modo particolarmente stupido.Â  Quale?

dopo aver alzato il gomito ha giocato alla rulette russa con una pistola completamente carica
il phon gli faceva venire caldo cosÃ¬ si Ã¨ gettato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete che ci sono i Darwin Awards no? Premiano le morti piÃ¹ stupide.</p>
<p>Ecco.Â  Immaginate un tizio di 29 anni. In albergo svizzero con due amici.Â  Improvvisamente muore. In modo particolarmente stupido.Â  Quale?</p>
<ol>
<li>dopo aver alzato il gomito ha giocato alla rulette russa con una pistola completamente carica</li>
<li>il phon gli faceva venire caldo cosÃ¬ si Ã¨ gettato sotto la doccia, con il phon</li>
<li><a title="Corriere della sera: Gara di sputi" href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_13/gara_sputi_svizzera_33a89264-2114-11dd-b34d-00144f486ba6.shtml">facendo gara di sputi con l&#8217;amico ha preso troppa rincorsa ed Ã¨ caduto dal balcone sfracellandosi di sotto</a></li>
</ol>
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		<title>Ederle in prospettiva. Parte 1</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 01:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[-la selettivitÃ  della Storia-
Ci pensate mai a cosa ci sarÃ  scritto nei libri di Storia degli accadimenti a noi contemporanei? Cosa verrÃ  ricordato fra cinquant&#8217;anni o piÃ¹, dei giorni nostri? A me capita, ogni tanto.
Che so, per esempio l&#8217;altro due giorni fa a Baghdad sono scoppiate due bombe che hanno fatto 85 morti e 180 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><u><strong>-la selettivitÃ  della Storia-</strong></u></p>
<p>Ci pensate mai a cosa ci sarÃ  scritto nei libri di Storia degli accadimenti a noi contemporanei? Cosa verrÃ  ricordato fra cinquant&#8217;anni o piÃ¹, dei giorni nostri? A me capita, ogni tanto.</p>
<p>Che so, per esempio l&#8217;altro due giorni fa a Baghdad <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/01_Gennaio/22/bagdad.shtml">sono scoppiate due bombe</a> che hanno fatto 85 morti e 180 feriti. SarÃ  menzionata dalla Storia? Non penso. SarÃ  uno dei dati con cui verrÃ  formulata, certo, ma non sarÃ  quell&#8217;episodio specifico a farla.<br />
Il dibattito del centro-sinistra su partito democratico? Non credo. I morti sulle strade in quello che viene ormai chiamato &#8220;grande esodo&#8221;? Via. Uno qualsiasi deti tanti casi di malasanitÃ ? Via, via. La <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/afghanistan-11/riunione-interlocutoria/riunione-interlocutoria.html">riconferma della presenza</a> italiana in Afghanistan? Via, via via.</p>
<p>SÃ¬ perchÃ¨ riuscite a immaginarlo voi uno studente fra cinquant&#8217;anni rispondere alla domanda: <em>dimmi Sacchi, in che data il parlamento italiano ha votato per il rifianziamento della missione in Afghanistan</em>?</p>
<p>Io no. PerchÃ© se Ã¨ vero che tutto ciÃ² che accade ha conseguenze su ciÃ² che accadrÃ , nella maggior parte dei casi queste conseguenze saranno tali &#8211; e quindi degne di nota &#8211; in uno spettro temporale molto ridotto. E anche molto vicino al fatto scatenante.</p>
<p>La Storia, semplicemente, non ne tiene conto. Cosa che invece fa riguardo a quegli accadimenti i cui impatti si ripercuotono  con forza ed evidenza nelle <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia#Storia_e_storiografia">vicende umane, nello svolgersi delle </a><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia#Storia_e_storiografia">civiltÃ </a>.</p>
<p>Prendete per esempio il caso della <strong>base USA</strong> a Vicenza. PasserÃ  alla Storia? Direi di sÃ¬. Anzi no. Mhh, diciamo che indirettamente lo sarÃ . Agli occhi della Storia, il raddoppio della base di Ederle occuperÃ  una o due righe. Il capitolo? Visto che la sfera di cristallo non l&#8217;ho io nÃ© l&#8217;avete voi, accontentiamoci di un titolo semplice: <strong>Global Posture Realignment/Review</strong>, la strategia USA per il riposizionamento globale delle proprie risorse militari.</p>
<p>GiÃ  sentito? No? <span id="more-580"></span></p>
<p><u><strong>-geopolitica del Viagra-</strong></u></p>
<p>In effetti non sono informazioni che fanno <em>notizia</em>, perÃ² la Storia Ã¨ fatta di questo tipo di cose. La Storia Ã¨ fatta di processi spesso lenti e date in cui questi <strong>processi si solidificano</strong>, in cui vengono ratificati dalle istituzioni preposte (o annientano le istituzioni preposte, segnando cosÃ¬ un cambiamento &#8211; ma in questo caso ci sarebbe anche la notizia, si spera).</p>
<p>Dicevamo, il riposizionamento globale.  Strategia militare americana. Processi lenti, lunghi, diluiti nei mesi, negli anni. CosÃ¬ che  non fanno in tempo a diventare notizie. Interi documenti strategici, discorsi al Senato (americano), sintetizzati in brevi lanci d&#8217;agenzia. Chi se li ricorda poi? Chi si accorge degli impatti che avranno?<br />
La Storia. Fra cinquant&#8217;anni. <strong>Ci sarÃ  un capitolo</strong> che parlerÃ  di come la grande superpotenza uscente del 20esimo secolo tenta di affrontare la <strong>sfida geopolitica</strong> per rimanere tale anche nel secolo successivo. Vi sarÃ  tratteggiato il piano di con cui le forze militari statunitensi avranno ridispiegato le proprie forze sullo scacchiere mondiale, all&#8217;inizio del ventunesimo secolo.</p>
<p><a name="c-note1"></a>Probabilmente verrÃ  citato anche il generale dei marines <strong>James L. Jones</strong> le cui parole (<a href="#note1">1</a>) avranno l&#8217;eco di un&#8217;aforsima: &#8220;Non Ã¨ la grandezza delle tue risorse militari, ma Ã¨ quello che sono capaci di fare che Ã¨ importante&#8221;. Un po&#8217; come dire che<strong> le dimensioni non contano</strong> e l&#8217;importante Ã¨ saperlo usare. Una rivoluzione cartesiana, oserei dire, per chi ha sempre avuto il mito del doppio fallo (la pistola, la vogliamo scordare?). Solo lo <strong>sdoganamento del viagra</strong> poteva avere un effetto simile, direi.</p>
<p><a name="c-note2"></a>Leggerezze a parte. La strategia di riposizionamento che vede Jones &#8211; o lo vedeva (<a href="#note2">2</a>) &#8211; in prima linea, prevede la riduzione del numero di soldati americani fuori dal territorio statunitense e una maggiore flessibilitÃ  per quanto riguarda le azioni sul campo. Le infrastrutture che potevano andare bene <a name="c-note3"></a>per la guerra fredda non rispondono piÃ¹ alle necessitÃ  attuali(<a href="#note3">3</a>).</p>
<p><a name="c-note4"></a>L&#8217;allargamento dell&#8217;Europa sposta verso est il raggio d&#8217;azione della NATO e occorre stringere <a name="c-note5"></a>nuove alleanze con quesi nuovi paesi(<a href="#note4">4</a> )in partiolar modo <strong>Romania e Bulgaria</strong> poichÃ© hanno <strong>basi aeree strategiche</strong> e aree per l&#8217;addestramento sul campo, e porti che potrebbero migliorare le capacitÃ  di spostare truppe nelle aree di conflitto(<a href="#note5">5</a>).</p>
<p><a name="c-note6"></a>Ovviamente la Global Posture Review non si limita a definire le strategie per l&#8217;Europa. In<strong> Africa</strong> per esempio dovranno aumentare la loro presenza per arginare in qualche modo la politica della <strong>Cina </strong>che sta &#8220;invadendo&#8221; il vecchio continente(<a href="#note6">6</a>).</p>
<p>Una piccola parentesi: la Cina ha fame di energia e di materie prime. In Africa riesce a comprare gas, petrolio, rame, cobalto, carbone e oro. Con i suoi soldi e i suoi ingegneri (e anche i suoi prigionieri costretti ai lavori forzati nei cantieri africani) vengono costruite ferrovie, strade e reti di telefonia cellulare. Viene portata avanti una politica di non ingerenza: non viene fatta nessuna pressione politica per il cambio di regimi, democratizzazione o altro. L&#8217;unica condizione che pongono Ã¨ il non riconoscimento di Taiwan da parte dei paesi africani. Ovviamente l&#8217;ottengono.</p>
<p>Per inciso, ritengo che la Cina sia molto piÃ¹ pericolosa degli Stati Uniti, in ambito geopolitico, perchÃ© a differenza  deli USA manca di quei sistemi di controllo &#8211; caratterizzanti le democrazie rappresentative &#8211; che seppur inefficaci come vediamo tutti i giorni, fanno almeno da freno alle mire dei portatori di grandi interessi. Chiusa parentesi.<br />
Global Posture Review,  dicevamo. Una strategia a livello globale, quindi. Il mondo, intero. Continenti, aree di intervento. Ma torniamo un attimo in Europa. Zoomiamo! Fatto? Bene. Ancora un poco. C&#8217;Ã¨ la Germania e c&#8217;Ã¨ l&#8217;Italia. C&#8217;Ã¨ Vicenza. E poi ci sono <strong>Bamberg </strong>e <strong>Schwinfurt</strong>. Sono cittÃ  tedesche. E ospitano due basi militari USA.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="US Army Europe - Italy/Germany Bamberg, Schweinfurt, Vicenza" href="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2007/01/usa_bases_zoom.jpg"><img id="image582" alt="US Army Europe - Italy/Germany Bamberg, Schweinfurt, Vicenza" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2007/01/usa_bases_zoom.thumbnail.jpg" /></a></p>
<p><a name="c-note7"></a>Bene. La Global Posture bla bla prevede che dalle due <em>divisoni complete</em> ospitate in Germania e una brigata combattente in Italia (a Ederle c&#8217;Ã¨ la 173ma brigata) si arrivi a tre brigate combattenti. Una in Italia, a Vicenza. Una in Germania e una a rotazione(<a href="#note7">7</a>).</p>
<p><a name="c-note8"></a>Si chiama strategia militare. Una strategia che prevede, e ha <strong>previsto fin dall&#8217;inizio</strong>(<a href="#note8">8</a>), il raddoppio della base statunitense a Vicenza. Non vi so dire quando ha avuto effettivamente inizio il GPR, ma la data del primo documento ufficiale che ho trovato riguardante quest&#8217;area in particolare Ã¨ del <strong>14 gennaio 2005</strong>. E al Congresso Ã¨ stato chiesto il finanziamento il l&#8217;8 marzo dello stesso anno. Risale invece al 2000 il giÃ  noto PNAC, Project for the New American Century, il documento prodotto dal think-tank di destra che includeva &#8211; fin dal 1997, dieci anni fa &#8211; Rumsfeld, Cheney, Wolfowitz e altri. Documento in cui si pianifica la strategia&#8230; mmh, sÃ¬, la strategia contenuta nel piÃ¹ istituzionale Global Posture Review.</p>
<p>Ora che abbiamo contestualizzato la faccenda possiamo chiederci se ciÃ² Ã¨ male o Ã¨ bene. GiÃ . PerchÃ© mica Ã¨ detto che si giunga tutti alle stesse conclusioni. Oppure potremmo arrivare alle stesse conclusioni ma per motivi differenti.</p>
<p>Ecco. I miei motivi mi spingono a guardare il tutto dalla prospettiva della Storia.</p>
<p>(fine prima parte)</p>
<p><strong>Note:</strong></p>
<p><a name="note1"></a>(<a href="#c-note1">1</a>) <a target="_blank" href="http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html">http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html</a></p>
<blockquote><p>Marine Corps Gen. James Jones said that the 20th century military philosophy that mass equals commitment is not true in the 21st century. &#8220;Itâ€™s not the size of the force you have, itâ€™s what you are able to do with it thatâ€™s important,&#8221; Jones said<em>.</em></p></blockquote>
<p><a name="note2"></a>(<a href="#c-note2">2</a>) <a target="_blank" title="WikiPedia: James L. Jones bio" href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_L._Jones">http://en.wikipedia.org/wiki/James_L._Jones</a><br />
Jones andrÃ  in pensione il 1 febbraio 2007.</p>
<p><a name="note3"></a>(<a href="#c-note3">3</a>) <a target="_blank" href="http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp">http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp</a></p>
<blockquote><p>EUCOM transformation will support NATOâ€™s transformation. We aim to        	eliminate Cold War legacy structures that are no longer relevant to        	todayâ€™s security needs. Our future posture will contain forward forces        	that are rapidly deployable for early entry into conflict regions in        	Europe, Africa and beyond.</p></blockquote>
<p><a name="note4"></a>(<a href="#c-note4">4</a>) <a target="_blank" href="http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html">http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html</a></p>
<blockquote><p>U.S. European Commandâ€™s transformation is aimed at making forces there strategically more effective and agile. The American military presence in Europe is a cornerstone of the NATO. With the addition of seven new nations to the alliance &#8212; Estonia, Latvia, Lithuania, Slovakia, Slovenia, Romania and Bulgaria &#8212; the focus of the 26-nation alliance has shifted eastward, Jones said.</p></blockquote>
<p><a name="note5"></a>(<a href="#c-note5">5</a>) <a target="_blank" href="http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp">http://www.eucom.mil/english/Transformation/Transform_Blue.asp</a></p>
<blockquote><p>In Eastern Europe we are looking to the countries of Bulgaria and        	Romania. Specifically, these two countries have strategically placed        	airfields, ground training areas and seaports that would enable both        	improved training opportunities and deployability to other regions.</p></blockquote>
<p><a name="note6"></a>(<a href="#c-note6">6</a>) Limes &#8211; Rivista italiana di geopolitica.<br />
03-2006 -L&#8217;Africa a Colori, 3-2006<br />
La cina invade l&#8217;africa &#8211; Irene Panozzo. 12/05/2006</p>
<p>L&#8217;articolo Ã¨ disponibile online qui: <a target="_blank" title="la lettera 22 - La cina invade l'afria" href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=5160">http://www.lettera22.it/showart.php?id=5160</a></p>
<p><a name="note7"></a>(<a href="#c-note7">7</a>) <a target="_blank" href="http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html">http://www.defenselink.mil/news/Mar2005/20050308_122.html</a></p>
<blockquote><p>American forces will go from two full divisions in Germany and a brigade combat team in Italy to a brigade combat team in Germany, another in Italy and up to one more rotating among forward-operating sites.</p></blockquote>
<p><a name="note8"></a>(<a href="#c-note1">8</a>) &#8220;Superbase militare Usa a Vicenza&#8221; articolo di Roberto di Caro (25 settembre 2006)<br />
L&#8217;Espresso n.38, 28 settembre 2006<br />
Disponibile online qui: <a target="_blank" href="http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_18779.html">http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_18779.html</a></p>
<blockquote><p>Articolo di Nelle parole del generale James L. Jones, comandante delle forze armate Usa in Europa, pronunciate davanti al Senato americano giÃ  nel marzo 2005, &#8220;la 173a Brigata aerotrasportata sarÃ  ampliata in Brigade Combat Team&#8221;, cioÃ¨ una sorta di maglio mobile con la potenza di fuoco di una divisione, &#8220;e rimarrÃ  in Italia, in prossimitÃ  della base aerea di Aviano, suo centro d&#8217;impiego primario. Usareur (U. S. Army Europe, ndr) ha piani per espandere impianti e infrastrutture nell&#8217;area di Vicenza, includendo le strutture militari americane all&#8217;aeroporto Dal Molin favorendone la crescita attraverso la ristrutturazione&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>Un&#8217;acca</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2007 22:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fatto che i cittadini americani preferiscano Hillary Cliton a Barack Obama nella misura di 41 contro 17 su cento la dice lunga sulle speranze che abbiamo il diritto di riporre nell&#8217;intellgenza umana.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che i cittadini americani preferiscano Hillary Cliton a Barack Obama nella misura di <a title="Washington Post: Post-ABC Poll: Clinton, Giuliani Lead Primary Fields" target="_blank" href="http://blog.washingtonpost.com/thefix/2007/01/postabc_poll_clinton_giuliani.html#more">41 contro 17</a> su cento la dice lunga sulle speranze che abbiamo il diritto di riporre nell&#8217;intellgenza umana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Soldati su skype</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 00:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena finito di parlare con due soldati israeliani. Su Skype.
Mi ha chiamato questo nick sconosciuto e per curiositÃ  ho risposto. Una lei spagnola, che chiamava da Israele. Lui invece aveva origini russe. Entrambi soldati.
Nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora hanno cercato di convincermi che gli arabi sono persone veramente aggressive, i musulmani sono cattivi e vogliono convertire tutti.
Ah, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena finito di parlare con <strong>due soldati israeliani</strong>. Su Skype.</p>
<p>Mi ha chiamato questo nick sconosciuto e per curiositÃ  ho risposto. Una lei spagnola, che chiamava da Israele. Lui invece aveva origini russe. Entrambi soldati.</p>
<p>Nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora hanno cercato di convincermi che gli arabi sono persone veramente aggressive, i musulmani sono cattivi e vogliono convertire tutti.</p>
<p>Ah, e che in Europa stanno combinando cose ben piÃ¹ gravi di quelle degli ebrei prima della seconda guerra mondiale. E che molti europei oggi pensano che se si fossero tenuti gli ebrei sarebbe stato meglio perchÃ¨ i musulmani oggi sono molto peggio.</p>
<p>Ovviamente, alla mia domanda: &#8220;non capisco, pensate che quindi meritino una punizione piÃ¹ grande? Un nuovo olocausto ma con i musulmani come vittime?<em>&#8221;  </em>- hanno risposto che No! Non dovevo menzionargli l&#8217;olocausto, che loro lo sapevano bene cos&#8217;era. E poi non vogliono punire nessuno, perchÃ© loro hanno i loro problemi. Ci dovranno pensare gli europei a risolvere il problema degli arabi&#8230;. (A onor del vero, la ragazza la pensava diversamente e riteneva che una bella punizione non sarebbe stata fuori luogo. Entrambi erano poi daccordo sul fatto che i musulmani hanno giÃ  le loro terre: arabia saudita, iran&#8230; e che avrebbero dovuto andarsene tutti lÃ ).<br />
Sono sconcertato. E io che pensavo che il &#8220;free for chat&#8221; servisse per cuccare&#8230;</p>
<p>Ah&#8230; la premessa era: <strong>we are soldiers, but we want peace</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Quell&#8217;antisemita di Lia</title>
		<link>http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/archives/2006/01/quell-antisemita-di-lia/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2006 01:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
[parental advisor] Questo post potrebbe essere di difficile interpretazione. Abbiamo intervistato l&#8217;autore per far luce sulle sue intenzioni. [/parental advisor]
Da non credere. Tu sparisci dalla rete per un po&#8217; e quando torni cosa succede? Scopri che Lia (Haramlik) Ã¨ diventata un antisemita. 
Sentite un po&#8217; cosa scrive!!!

Il mondo ha sostenuto Sharon definendolo un coraggioso uomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src='/public/blogfiles/ariel_sharon_01.jpeg' alt='Ariel Sharon'  border="0" align="middle" style="background-color: #ddd;border: 1px #999 solid;padding: 3px; margin-right:3px;" /></div>
<p><strong>[parental advisor] </strong>Questo post potrebbe essere di difficile interpretazione. <a href="#parental">Abbiamo intervistato l&#8217;autore per far luce sulle sue intenzioni</a>.<strong> [/parental advisor]</strong></p>
<p>Da non credere. Tu sparisci dalla rete per un po&#8217; e quando torni cosa succede? Scopri che <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/" target="_blank" title="Blog: Haramlik">Lia</a> (Haramlik) <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/000956.php" target="_blank" title="Haramlik: L'assassino piÃ¹ amato dai media">Ã¨ diventata un antisemita</a>. </p>
<p>Sentite un po&#8217; cosa scrive!!!</p>
<blockquote><p>
Il mondo ha sostenuto Sharon definendolo un coraggioso uomo di pace, anche se lui ha fatto di tutto per delegittimare e <b>sminuire ogni potenziale partner negoziale palestinese</b> e ha bloccato ogni significativa trattativa politica.
</p></blockquote>
<p>Ah no, scusate, questo <a href="http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=11429" target="_blank" title="Internazionale: Amira Hass, Miracolo politico">l&#8217;ha scritto</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amira_Hass" target="_blank" title="WikiPedia: Amira Hass">Amira Hass</a>, una giornalista di Ha&#8217;aretz, il quotidiano progressista di Tel Aviv!</p>
<p>Ecco quello che invece ha scritto quella sciagurata di <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/000956.php" target="_blank" title="Haramlik: L'assassino piÃ¹ amato dai media">Lia</a>:</p>
<blockquote><p>
Con Sharon si Ã¨ chiuso il mio ultimo viaggio in Israele.<br />
Eravamo appena tornati da Gerusalemme quando lui, circondato da uno schieramento di soldati, fece la famosa &quot;passeggiata&quot; derisoria sulla Spianata delle Moschee.<br />
ScoppiÃ² la II intifada, poi la carneficina, <b>l&#8217;assedio ad Arafat</b>.
</p></blockquote>
<p>Non contenta di ciÃ² ha anche messo in discussione il ritiro dalla Striscia di Gaza che Sharon ha messo in atto:</p>
<blockquote><p>
Sharon ha realizzato quello che aveva promesso: il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza. E il mondo applaude, <b>ignorando il fatto che il ritiro vanifica le risoluzioni internazionali</b> e gli accordi di Oslo, che insistono sull&#8217;integritÃ  territoriale di Gaza e della Cisgiordania. Gaza <b>si sta trasformando in un&#8217;entitÃ  separata, distante e isolata</b>, e i regolamenti burocratici israeliani, spacciati per misure di sicurezza, <b>separano tutti gli abitanti della Striscia dalla Cisgiordania</b>.<br />
Gaza Ã¨ un&#8217;enorme baraccopoli, abbandonata tra l&#8217;indifferenza israeliana e<br />
l&#8217;insofferenza internazionale per i dettagli.</p>
<p>Sharon ha parlato di uno &quot;stato palestinese&quot; ed Ã¨ stato salutato come un nuovo de Gaulle. Ãˆ certo piÃ¹ facile che analizzare il modo diligente e meticoloso in cui l&#8217;occupazione israeliana sta <b>trasformando la Cisgiordania in un puzzle di enclave palestinesi circondate da recinzioni e mura, vere e proprie prigioni in mezzo a un crescente reticolo di colonie e strade israeliane </b>che ignora bellamente la Linea< verde. Un sistema di leggi per i palestinesi, un altro per gli ebrei.
</p></blockquote>
<p>Ah no, scusatemi ancora. Questo <a href="http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=11429" target="_blank" title="Internazionale: Amira Hass, Miracolo politico">l&#8217;ha scritto</a> ancora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amira_Hass" target="_blank" title="WikiPedia: Amira Hass">Amira Hass</a> nello stesso articolodi prima. </p>
<p>Ecco quello che invece <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/000956.php" target="_blank" title="Haramlik: L'assassino piÃ¹ amato dai media">ha scritto</a> quell&#8217;intollerabile antisemita di Lia: </p>
</blockquote>
<blockquote><p>
Lo si Ã¨ detto, lo si Ã¨ ripetuto, c&#8217;Ã¨ mezzo mondo che si sgola: &quot;No. Sharon ha tolto 7000 coloni dalla Striscia di Gaza, trasformata in regione liberamente bombardabile, e li ha per lo piÃ¹ spediti ad aggiungersi ai 440.000 coloni dei ben piÃ¹ ampi Territori Occupati di Gerusalemme est e Cisgiordania. Attraverso uno spaventoso muro piÃ¹ volte dichiarato illegale da qualsiasi organismo internazionale, ha poi annesso ad Israele l&#8217;80% delle sue altrettanto illegali colonie e il 40% di pura e semplice terra palestinese, compresa di sorgenti d&#8217;acqua che vanno a destinarsi, ovviamente, all&#8217;agricoltura israeliana. <b>Ha intrappolato 237.000<br />
palestinesi dentro il muro e ne ha messi fuori altri 160.000.</b> <b>Tutti loro destinati, dentro o fuori dal muro, a vivere tra torri di guardia e filo spinato.</b> Questo Ã¨ ciÃ² che Ã¨ successo.&quot;
</p></blockquote>
<p>E c&#8217;Ã¨ dell&#8217;altro: </p>
<blockquote><p>
Sharon, per bocca del suo miglior complice, Shimon Peres, ha parlato di ripresa economica. Ma la frammentazione della Cisgiordania<br />
costringe a tornare a metodi economici dell&#8217;inizio del novecento, se non prima, logora le persone, uccide ogni forma di creativitÃ . <b>Processo di pace, dice il mondo piangendo per Sharon. Un nuovo apartheid Ã¨ invece la descrizione corretta</b>, nascosta dietro la gigantesca immagine benevola di Sharon.
</p></blockquote>
<p>Ooops. Scusatemi. Questo Ã¨ sempre <a href="http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=11429" target="_blank" title="Internazionale: Amira Hass, Miracolo politico">a firma</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amira_Hass" target="_blank" title="WikiPedia: Amira Hass">Amira Hass</a>.Sempre del quotidiano israeliano Ha&#8217;aretz.  </p>
<p>Lia invece, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/000956.php" target="_blank" title="Haramlik: L'assassino piÃ¹ amato dai media">ha scritto questo</a>: </p>
<blockquote><p><b>Ho giÃ  letto in giro perle come: &quot;Sharon ha comunque ordinato il ritiro delle truppe dai Territori Occupati&quot;.</b> Degno risultato di tanta informazione, direi, e certo opinione diffusa in tutta Italia: se andassimo a intervistare la gente sui tram e nei supermercati, sai quanti si direbbero convinti che questo Ã¨ ciÃ² che veramente Ã¨ successo? Che davvero Sharon ha ordinato il ritiro dai Territori?</p>
<p>Un mondo folle.
</p></blockquote>
<p>Il giochetto dei paralleli Ã¨ terminato. </p>
<p><a name="parental"></a><strong>Auto-intervista</strong></p>
<p><b>D: Ci dica, come Ã¨ strutturato questo suo bizzarro post?</b><br />
R: Niente di complicato. Ho citato un pezzo dell&#8217;articolo della Hass seguito subito dopo da uno stralcio del post di Lia e ho ripetuto la cosa per tre volte. Ovviamente citando parti diverse.</p>
<p><b>D: PerchÃ© ha voluto citare l&#8217;articolo della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amira_Hass" target="_blank" title="WikiPedia: Amira Hass">Hass</a>?</b><br />
R: Avevo da poco letto il post di Lia e quelli successivi sul polverone che aveva innescato. La sera stessa ho avuto tra le mani l&#8217;ultimo numero dell&#8217;Internazionale. Dentro c&#8217;era questo piccolo articolo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amira_Hass" target="_blank" title="WikiPedia: Amira Hass">Amira Hass</a>. Mi hanno colpito delle analogieâ€¦ che tra l&#8217;altro ho messo in risalto. Ho pensato che se dovevano accusare Lia di antisemitismo avrebbero dovuto fare la stessa cosa con la giornalista del quotidiano di Tel Aviv.</p>
<p><b>D: Lei pensa che Lia sia antisemita?</b><br />
R: Assolutamente no! Non penso che Lia sia antisemita.</p>
<p><b>D: Per correttezza nei confronti dei lettori, dobbiamo confessare che lei ci ha chiesto espressamente di farle l&#8217;ultima domanda (Lei pensa&#8230;). Possiamo chiederle il motivo?</b><br />
R: Dopo ciÃ² che ho letto a seguito del post &#8220;incriminato&#8221;, la mia fiducia nelle capacitÃ  di interpretazione delle persone Ã¨ calata ulteriormente. A questo punto credo che qualsiasi testo allusivo, sarcastico o non lineare vada accompagnato da una spiegazione passo passo, affinchÃ© anche i lettori meno dotati possano recepirne il contenuto. </p>
<p><b>D: Si spieghi meglio&#8230;</b><br />
R: Avrei tanto voluto lasciare questo post con le sole citazioni dei due pezzi, ma ho avuto il timore che a leggerlo ci sarebbe potuto essere qualcuno privo di medie capacitÃ  di critica e interpretazione. Avrebbe stravolto il significato che volevo dare!!</p>
<p><b>D: Lei come ha reagito alla notizia dell&#8217;ictus che ha colpito il premier israeliano?</b><br />
R: (sorride, ndr) Ho pensato subito di scrivere un post, lo confesso. Immaginavo una grande foto di Ariel Sharon. E di fianco, un titolo enorme: &#8220;Pena di Morte!&#8221;</p>
<p><b>D: Non le pare una cosa orribile da dire, da pensare?</b><br />
R: No, visto il soggetto, il suo passato e le sue responsabilitÃ . Forse solo un po&#8217; cinico. E poi consideri che io non ho ammazzato nessuno. Non ho coperto nessun massacro. Non sono stato la causa della seconda Intifada. </p>
<p><b>D: Lei non era contrario alla pena di morte?</b><br />
R: Lo sono ancora. Ma i crimini di guerra hanno un peso diverso e diversamente devono essere trattati dal punto di vista legislativo. E io considero Sharon un criminale di guerra. E non solo lui a dire il vero&#8230;</p>
<p><b>D: Sta parlando di George Bush?</b><br />
R: SÃ¬ esatto. </p>
<p><b>D: E Blair e Berlusconi?</b><br />
R: Alla stessa stregua di complici di un reato. Hanno le attenuanti del caso, ma sempre nell&#8217;ambito di crimini di guerra. Contro l&#8217;umanitÃ , come li vuole chiamare li chiami.</p>
<p><b>D: Lei Ã¨ antisemita?</b><br />
R: Lei non ha capito un cazzo!!</p>
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		<title>Paese civile #1</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2005 11:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
22 minuti di agonia.
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img border="0" align="middle" style="border: 1px solid #999999; padding: 3px; text-align: left; background-color: #dddddd; margin-right: 3px" alt="Stanley \"Tookie\" Williams" src="http://www.aladingenius.com/public/blogfiles/020001047202.jpg" /></div>
<p>22 minuti di agonia.</p>
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		<title>La faccia come il culo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2005 08:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Bush, dopo aver detto che la guerra in Iraq ha fatto 30.000 morti iracheni (e io, sinceramente, credo che i numeri USA siano ritoccati verso il basso)
&#8220;Sapendo quello che si sa ora, rifarei la guerra in Iraq&#8220;
Berlusconi, ad una festa per raccogliere fondi per Forza Italia, a Fiera Milano.
&#8220;Abbiamo riformato il lavoro: non c&#8217;e&#8217; precariato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bush, dopo aver detto che la guerra in Iraq ha fatto 30.000 morti iracheni (e io, sinceramente, credo che i numeri USA siano ritoccati verso il basso)</p>
<blockquote><p>&#8220;Sapendo quello che si sa ora, <strong>rifarei la guerra in Iraq</strong>&#8220;</p></blockquote>
<p>Berlusconi, ad una festa per raccogliere fondi per Forza Italia, a Fiera Milano.</p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo riformato il lavoro: <strong>non c&#8217;e&#8217; precariato ma solo flessibilita</strong>&#8220;. </p></blockquote>
<p>Mantovano (sottosegrerario all&#8217;interno) a Matrix,   commento del video in cui i soldati italiani sparano per uccidere: </p>
<blockquote><p>&#8220;Quella in Iraq <strong>non e&#8217; una missione di guerra</strong> ma una missione di ricostruzione di democrazia, oltre che di ricostruzione materiale&#8221;.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Paranoie #1 &#8211; fiction e terrorismo</title>
		<link>http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/archives/2005/10/paranoie-1-fiction-e-terrorismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2005 12:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ventina di giorni fa, a Milano, c&#8217;Ã¨ stata quella grande esercitazione anti-terrorismo che ha visto impegnati, tra gli altri, molte finte vittime truccate a dovere. Dovevano sembrare a tutti gli effetti dei feriti, cosÃ¬ apparivano con macchie rosso-sangue, o con con polvere grigio-calcinaccio.
Non sono contrario all&#8217;esercitazione in sÃ©. Ritengo che sia molto piÃ¹ realistico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/public/blogfiles/Milano_23_Settembre_Simulazioni_terrorismo.jpg'  style="text-align: center;background-color: #ddd;border: 1px #999 solid;padding: 3px; margin-right:3px;"/ align="left" alt='23/09/2005 Milano Simulazione anti-terrorismo' />Una ventina di giorni fa, a Milano, c&#8217;Ã¨ stata quella grande esercitazione anti-terrorismo che ha visto impegnati, tra gli altri, molte finte vittime<a href="http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2005/09/21/cronaca%20milano/06_B.shtml" target="_blank" title="Corriere.it: Figuranti e truccatori per l'esercitazione"> truccate a dovere</a>. Dovevano sembrare a tutti gli effetti dei feriti, cosÃ¬ apparivano con macchie rosso-sangue, o con con polvere grigio-calcinaccio.</p>
<p>Non sono contrario all&#8217;esercitazione in sÃ©. Ritengo che sia molto piÃ¹ realistico per le forze dell&#8217;ordine, i vigili del fuoco e per chi si occupa di assistenza ai feriti sperimentare in un ambiente verosimile piuttosto che in un grande capannone e fargli immaginare che sia la metropolitana. Le scale, le superfici, le distanze, i materiali e l&#8217;illuminazione&#8230; tutto avrebbe potuto essere ricostruito, certo. Ma l&#8217;efficacia dell&#8217;esercitazione non sarebbe stata il massimo. </p>
<p>C&#8217;Ã¨ anche da dire che se non avessero fatta l&#8217;esercitazione e poi fosse capitato un attentato terroristico, non sarebbe state poche le voci che si sarebbero alzate a chiedere la testa dei responsabili di una mancata preparazione. Questo, per onestÃ , occorre dirlo.</p>
<p>La prima cosa che ho pensato quando ho saputo dell&#8217;esercitazione:<em> cavolo, se uno volesse fare un attentato&#8230; quale momento migliore? Quale luogo migliore? I feriti veri che si confondono con i feriti truccati. Uomini e donne che scappano presi dal panico e i pompieri che pensano &#8220;Aho&#8217; quanto recitano bene questi&#8221;</em>. Oppure: <em>fare l&#8217;attentato proprio dall&#8217;altra parte della cittÃ , con tutte le forze dell&#8217;ordine impegnate e concentrate in un punto solo.</em></p>
<p>E fin qui la critica o il lato ironico della vicenda. Niente di originale, diciamo.  Passiamo alla preoccupazione, quella seria.<br />
<span id="more-479"></span><br />
Se non avessero annunciato l&#8217;esercitazione con qualche giorno di anticipo, guardando solo le immagini alla televisione, non si sarebbe potuto dire se fosse fiction o realtÃ . C&#8217;erano le immagini al TG, i feriti e i calcinacci, le macchie di sangue e le ambulanze. Certo, c&#8217;era anche quella signora sulla cinquantina che mentre viene accompagna da un vigile del fuoco sorride, con tutta la polvere grigia sullato sinistro della giacca. Che poi me la sono immaginata quella scena in un attentato vero, con la signora che strilla e urla presa dal panico, un peso morto di ottanta chili tra le braccia del vigile, che suda come un matto per tenerla ferma, per rassicurarla. Ma una simulazione mica puÃ² prevedere tutto. Cominciamo con la versione &#8220;feriti in fila indiana&#8221; senza crisi di nervi. Poi magari, un&#8217;altra volta si cresce di livello. </p>
<p>C&#8217;erano quelle immagini &#8211; dicevo &#8211; cosÃ¬ verosimili. Che se non fosse per le parole del giornalista che illustra il servizio, uno mica ci penserebbe che Ã¨ una simulazione. Che se al posto di quella rassicurante cronaca ci fosse stato un sincopato racconto di come i terroristi aveno colpito il cuore di Milano, fatto esplodere bombe, ucciso pendolari, straziato donne-vecchi-bambini con le schegge degli ordigni. Che se al posto della cinquantenne sorridente, il montaggio avesse messo le immagini di una macchina con i finestrini rotti&#8230;   Se ci fosse stato tutto questo, al posto di quello, come avremmo potuto sapere la veritÃ ?</p>
<p>Certo, in un luogo pubblico cosÃ¬ affollato, sarebbe altamente improbabile (non dico impossibile per ovvi motivi, nel Paese dei segreti di Stato), nascondere la veritÃ  a lungo. I miei sono solo dubbi su quello che sarÃ  possibile fare nel futuro.</p>
<p>In un mondo in cui ormai la VeritÃ  Ã¨ vergata dai servizi televisi e in cui se ripeti una cosa abbastanza a lungo finisce con il diventare vera (se poi la ripeti in tv, diventa vera piÃ¹ rapidamente), quella che Ã¨ stata oggi una simulazione terroristica con le comparse truccate, domani potrÃ  essere un attacco terroristico &#8211; finto &#8211; realizzato per scopi strategici.</p>
<p><img src='/public/blogfiles/11settembre2001e_170.jpg' style="text-align: center;background-color: #ddd;border: 1px #999 solid;padding: 3px;margin-right:3px;"/ align="left" alt='11/9/2001 Twin Towers' />Non sarÃ  piÃ¹ necessario un <em>casus belli</em> vero e proprio, perchÃ© il <em>nemico</em> &#8211; a differenza del passato- sarÃ  all&#8217;interno delle proprio frontiere: il popolo, i cittadini. Non sarÃ  piÃ¹ necessario avere abbattute le Twin Towers per poter promulgare leggi come il <em>Patrioct Act</em> e altre atte a limitare i diritti dei cittadini.  Non sara piÃ¹ necessario avere nemici reali, per poter aumentare i bilanci dell&#8217;esercito e dichiarare guerre per avere pozzi di petrolio in piÃ¹.</p>
<p>BasterÃ  una buona casa di produzione, dei bravi attori -magari della scuola Stanislavsky-  e qualche stuntman, un buon montatore e &#8211; ovviamente &#8211; il controllo della maggior parte delle reti televisive e fonti di informazioni del paese. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>11 Settembre / 32 anni fa</title>
		<link>http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/archives/2005/09/11-settembre-32-anni-fa/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2005 10:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[11 Settembre.  Il terrore arriva dal cielo. 

Lâ€™11 settembre 1973 accade quello che ormai era nellâ€™aria.
Le forze armate dichiarano illegittimo il governo Allende e decidono di prendere il potere, il â€œpresidenteâ€ rifiuta la proposta di salvacondotto offerta dai militari e si rifugia con i suoi fedelissimi allâ€™interno della Moneda. I golpisti prima presidiano con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>11 Settembre. </strong> <a href="http://www.cronologia.it/storia/biografie/allende.htm" target="_blank" title="Cronologia.it - Salvador Allende - Biografia - i fatti in Cile">Il terrore arriva dal cielo</a>. </p>
<blockquote><p>
<img src='/public/blogfiles/allende2_small.jpg' alt=''  hspace="5" align="left"/>Lâ€™11 settembre 1973 accade quello che ormai era nellâ€™aria.</p>
<p>Le forze armate dichiarano illegittimo il governo Allende e decidono di prendere il potere, il â€œpresidenteâ€ rifiuta la proposta di salvacondotto offerta dai militari e si rifugia con i suoi fedelissimi allâ€™interno della Moneda. I golpisti prima presidiano con i carriarmati le strade e circondano il palazzo presidenziale tentando di stanare i rifugiati&#8230;.</p></blockquote>
<p>Dal 2 Settembre, al cinema, c&#8217;Ã¨ in progamma un film documentario: &#8220;<a href="http://filmup.leonardo.it/sc_salvadorallende.htm" target="_blank" title="Film Up - Salvador Allende">Salvador Allende</a>&#8221;</p>
<div align="center"><a href="http://filmup.leonardo.it/sc_salvadorallende.htm" target="_blank" title="Film Up - Salvador Allende"><img src='/public/blogfiles/salvadorallende_es_small.jpg' alt='Salvador Allende, il film'  /></a></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guerra o Terrorismo?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2005 00:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Londra, sette sette duemilaecinque. Bombe in metropolitana e bombe sugli autobus. Quattro kamikaze si fanno esplodere in mezzo alla folla e uccidono decine di persone. 
Potrebbe succedere anche in Italia, dicono. Roma, Milano, il Vaticano. Ognuno fa le sue congetture guardando inorridito e sgomento le foto della tragedia londinese. Le foto dei feriti, del pulman [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/public/blogfiles/soldiers.jpg' alt='war'  align='left' hspace='5'/>Londra, sette sette duemilaecinque. Bombe in metropolitana e bombe sugli autobus. Quattro kamikaze si fanno esplodere in mezzo alla folla e uccidono decine di persone. </p>
<p>Potrebbe succedere anche in Italia, dicono. Roma, Milano, il Vaticano. Ognuno fa le sue congetture guardando inorridito e sgomento le foto della tragedia londinese. Le foto dei feriti, del pulman divelto dalla deflagrazione e dei primi &#8211; ordinati &#8211; soccorsi riempiono le pagine dei giornali, i siti internet e i servizi dei telegiornali. </p>
<p>Qualcuno vuole leggi speciali. Calderoli chiede la castrazione chimica dei kamikaze, poi si accorge che con quella sparata era giÃ  finito in prima pagina e fa finta di nulla. La Francia intanto <a href="http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/esteri/londrametro6/sospetratta/sospetratta.html" target="_blank" title='Repubblica.it: Francia, frontiere chiuse sospeso il Trattato di Schengen'>sospende temporaneamente</a> l&#8217;accordo di Schegen chiudendo le frontiere e la Spagna pare voglia seguirne l&#8217;esempio. Alle 13 di oggi invece ci saranno 2 minuti di silenzio in tutta l&#8217;Unione Europea. In onore delle vittime. </p>
<p>Mentre il circo dell&#8217;emozione di massa e della politica emotiva procede,  in molti si chiedono se gli attentati di Londra siano da classificare come atti terroristici o semplici atti di guerra. PerchÃ© &#8211; in effetti &#8211; distinguere tra i civili afghani uccisi durante una festa di matrimonio da una bomba sganciata da un caccia americano e una pendolare inglese che si reca in ufficio nella city usando i mezzi pubblici?  Entrambi inermi, innocenti e senza responsabilitÃ  alcuna per qualsivoglia misfatto geopolitico.<br />
PerchÃ© in Iraq sono danni collaterali &#8211; vogliate scusarci ma abbiamo fatto un errore &#8211; mentre nel Regno Unito o a Madrid sono orribili attentati terroristici? Questo ci si chiede. </p>
<p>Come direbbe Quelo: la domanda Ã¨ malposta (forse volevi chiedere: Maestro, che ore sono?).<br />
<span id="more-458"></span></p>
<p align="center"><img src='/public/blogfiles/londonblast.jpg' alt=''  align="center" /></p>
<p>Io la vedo cosÃ¬: a Londra non c&#8217;Ã¨ stato nulla che possa essere considerato &#8220;guerra&#8221;. GiÃ  giÃ , Ã¨ stato terrorismo puro e crudo. </p>
<blockquote><p><strong><a href="http://www.demauroparavia.it/119913" title="DeMauroParavia: terrorismo" target="_blank">terrorismo</a></strong>: metodo di lotta politica utilizzato da gruppi rivoluzionari o sovversivi che, considerando impossibile conseguire con mezzi legali i propri fini, tentano di destabilizzare o rovesciare lâ€™assetto politicoâ€“sociale esistente con atti di violenza organizzata: <em>t. di destra, di sinistra, t. islamico, t. basco, sconfiggere il t. internazionale</em> </p></blockquote>
<p>E cosÃ¬ a Madrid, l&#8217;11 marzo del 2004. E l&#8217;11 settembre 2001 negli Stati Uniti. </p>
<p>PerÃ² nemmeno cosÃ¬ Ã¨ giusto, non trovate? PerchÃ¨ quattro kamikaze che si fanno esplodere in mezzo alla folla sacrificando la propria vita sono dei terroristi e dei capi di Stato che ordinano invasioni che mettono in ginocchio interi paesi sono dei rispettabili individui democraticamente eletti?</p>
<blockquote><p><strong><a href="http://www.demauroparavia.it/50853" title="DeMauroParavia: guerra" target="_blank">guerra</a></strong>: conflitto fra stati, nazioni, popoli condotto con lâ€™impiego di mezzi militari:<em> Ã¨ scoppiata la g., essere in g., dichiarare, muovere g. a qcn., fare la g., vincere, perdere la g., g. atomica, nucleare, g. terrestre, navale, aerea</em> </p></blockquote>
<p>In guerra e in amore non ci sono regole, dice un proverbio. Sbaglia.<br />
Pensateci: se in guerra non ci fossero regole, allora un kamikaze che si fa esplodere in pieno centro a Londra sarebbe un comprensibile prezzo da pagare. Giusto?</p>
<p>Le regole invece ci sono e tutti si aspettano che il nemico le rispetti. C&#8217;Ã¨ una sorta di etichetta della guerra che dice che ci sono modi accettabili di ammazzare l&#8217;avversario e altri disonorevoli.<br />
Se un pellerossa salta addosso al cow-boy e lo finisce rubandogli lo scalpo Ã¨ un barbaro incivile. Se invece il cow-boy appostato a debita distanza massacra gli indiani a colpi di fucile senza sporcarsi le mani, niente da dire. </p>
<p>CosÃ¬, a qualche secolo di distanza dal massacro dei nativi americani, se getti bombe a grappolo su interi centri abitati di un paese lontano facendo uso di un oggetti volanti molto costosi, sei OK. Se invece l&#8217;oggetto volante non te lo puoi permettere e ti fai esplodere in mezzo alla  folla ponendo fine alla tua stessa vita, allora sei una bestia.</p>
<p>Nel tentativo di porre dei limiti alla brutalitÃ  dei conflitti si Ã¨ arrivati a definire delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzioni_di_Ginevra" title="WikiPedia: Convenzioni di Ginevra" target="_blank">regole condivise</a>. </p>
<blockquote><p>
Le Convenzioni di Ginevra consistono in una serie di trattati formulati a Ginevra, in Svizzera, che hanno segnato uno standard di diritto internazionale. Le convenzioni furono il risultato dello sforzo di Henri Dunant, motivato dagli orrori di guerra da lui osservati durante la Battaglia di Solferino.<br />
[...]</p>
<p>Le convenzioni sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>Prima Convenzione di Ginevra (1864): trattamento delle vittime delle battaglie</li>
<li>Seconda Convenzione di Ginevra (1906): estende i principi della prima convenzione anche alle guerre condotte per mare</li>
<li>Terza Convenzione di Ginevra (1929): trattamento dei prigionieri di guerra.</li>
<li>Quarta Convenzione di Ginevra (1949): trattamento dei civili durante la guerra</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Queste regole sono ormai diventate bagaglio culturale comune. Forse in amore non ci sono regole, ma in guerra.. oh, in guerra ce ne sono eccome. E&#8217; pieno di regole. </p>
<p>Dicevo: la domanda Ã¨ malposta. AnzichÃ© chiedere se gli attentati londinesi siano atti di terrorismo o di guerra, sposterei i riflettori su ciÃ² che fanno gli Stati sovrani con i loro eserciti regolari e le varie agenzie di intelligence. </p>
<p>Allora mi vengono in mente delle cose: </p>
<ul>
<li>Guantanamo: uno stato sovrano che aderisce alle convenzioni di ginevra trova il modo per trattenere centinaia di persone ritenute pericolose cancellandole completamente i diritti dopo averle rapite da quello che veniva definito un teatro di guerra.<br />
Non sono prigionieri di guerra. Non sono criminali comuni. Non sono tutelati da nessuna legge. E infatti vengono continuamente torturati. Clap clap.</li>
<li><img src='/public/blogfiles/abugharib.jpg' align='right' hspace='5' alt='Abu Gharib' />Abu Gharib: soldati di un paese che aderisce alle convenzioni di ginevra, di stanza in un paese lontano  torturano e seviziano dei prigionieri in un carcere. Scattano loro fotografie esibendoli come trofei. </li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uranio_impoverito#Utilizzi_militari"  title="WikiPedia: Uranio impoverito" target="_blank">uranio impoverito</a>: in recenti conflitti  Ã¨ stato fatto uso di munizioni contententi uranio impoverito, materiale che ha tra i suoi vari effetti quello di causare tumori di ogni genere (ai polmoni, al cervello, alla pelle, ai bronchi, alla vescica, allo stomaco, al seno), leucemia, abbattimento permanente di tutte le difese immunitarie. Oltre a contaminare per milioni di anni la terra, lâ€™acqua, lâ€™intero ambiente naturale dellâ€™uomo. In questo caso credo si debba tirare  in ballo il trattato contro la profilerazione di armi chimiche. </li>
<li><a href="http://www.ilmanifesto.it/php3/ric_view.php3?page=/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Aprile-2005/0504lm0102.html&#038;word=rapimenti"  title="Le Monde Diplomatique: Aprile 2005/  prigionieri senza frontiere  - Gli Stati uniti inventano il decentramento della tortura" target="_blank">rapimenti in altri stati sovrani</a>:  stati il cui impianto legisltivo Ã¨ troppo garantista effettuano rapimenti di personaggi scomodi e li trasferiscono in paesi in cui la tortura non Ã¨ vietata, salvo poi pretendere che &#8220;esportare la democrazia&#8221; sia una scusa plausibile per invadere un paese.</li>
</ul>
<p>E&#8217; sempre guerra, quella di questi paesi?</p>
<p>Se si condivide il detto sopracitato, allora, non ci si indigni per le bombe londinesi. Se invece si ritene che le regole, seppur in guerra, debbano essere rispettate ci si indigni <em>anche</em> per le bombe londinesi. </p>
<p>PerchÃ© in questo caso, si tratterebbe di terrorismo contro terrorismo. NÃ© piÃ¹. NÃ© meno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>YesMen</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2005 21:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io lo dicevo che la massa   Ã¨ stupida. A prescindere dal livello della scala gerarchica o sociale in cui si posizionano gli individui da cui Ã¨ composta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io lo dicevo che la massa   <a href="http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/scienza_e_tecnologia/yesman/yesman/yesman.html" target="_blank" title="Repubblica.it: La missione degli 'Yes Men' : beffare i big delle corporation">Ã¨ stupida</a>. A prescindere dal livello della scala gerarchica o sociale in cui si posizionano gli individui da cui Ã¨ composta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Benedetto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2005 09:04:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#34;Joseph Ratzinger papa? Papa? E ora che gli diciamo alla gente? Voglio che mettiate a soqquadro la sua biografia. Almeno una cosa positiva dovete trovarla, se no qui non ne usciamo!&#34;
E&#8217; questo che devono aver detto i direttori di giornali e tg alle loro redazioni quando ieri &#232; stata fumata bianca e, dopo una quarantina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="5" align="left" src="/public/ratzingerpapa.gif" alt="Joseph Ratzinger - Papa Bendetto XVI" />&quot;<i>Joseph Ratzinger papa? Papa? E ora che gli diciamo alla gente? Voglio che mettiate a soqquadro la sua biografia. Almeno una cosa positiva dovete trovarla, se no qui non ne usciamo!</i>&quot;</p>
<p>E&rsquo; questo che devono aver detto i direttori di giornali e tg alle loro redazioni quando ieri &egrave; stata fumata bianca e, dopo una quarantina di minuti, &egrave; uscito Ratzinger a salutare la Piazza.</p>
<p>L&rsquo;hanno trovata: il nome. Beh, s&igrave; &egrave; contro il relativisimo culturale, gli omosessuali, l&rsquo;ammodernamento della chiesa, i diritti delle donne, la fecondazione assistita e un sacco d&rsquo;altre cose per&ograve;, cavolo, ha scelto un nome importante. Bendetto XVI: sar&agrave; un papa pacifista. Davvero! Si &egrave; ispirato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XV" target="_blank" title="WikiPedia: Papa Benedetto XV">Benedetto XV</a> che si era opposto al prima conflitto mondiale. S&igrave; s&igrave;, sar&agrave; un papa pacifista.</p>
<p>Magari tutto ci&ograve; &egrave; vero, io mica lo conosco il protocollo della scelta del nome. Forse segna davvero una continuit&agrave; con il precedente papa omonimo, ma qualche dubbio mi viene. <br />Cio&egrave;, tu scegli il nome: Benedetto. Ce ne sono stati quindici prima di te, perch&egrave; sceglierlo equivale a raccogliere l&rsquo;eredit&agrave; dell&rsquo;ultimo di questi? <br />Allora sono andato a vedere. <br /><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_VI" target="_blank" title="WikiPedia: Bendetto VI">Benedetto VI</a> &egrave; l&rsquo;unico altro tedesco tra i benedetto. E se Ratzinger fosse un patito dei numeri. Magari ha pensato &quot;VI e il XVI tutti e due tedeschi. Dalla Grande Germania, ja&quot;. Il sesto e il sedicesimo. Sesto, sedicesimo. Pu&ograve; essere no?</p>
<p>Poi ne guardo un altro: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_IV" title="WikiPedia: Bendetto IV" target="_blank">Benedetto IV</a>, dal 900 al 903.  </p>
<blockquote><p>
Il suo pontificato fu caratterizzato dalla lotta tra fazioni rivali e dalla decadenza morale del papato.<br />Per questo motivo gli storici fanno risalire al suo pontificato il periodo detto &quot;et&agrave; tenebrosa&quot;.</p></blockquote>
<p>Mi sembra perfetto per Ratzinger. <br />E un po&rsquo; mi preoccupa: et&agrave; tenebrosa. In soli tre anni!!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rabbrividisco</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2005 23:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[11/2000  viene eletto George Walker Bush.02/2001  viene eletto Ariel Sharon05/2001  viene eletto Silvio Berlusconi11/2004  viene rieletto George Walker Bush04/2005  viene eletto Joseph Ratzinger
A volte mi guardo attorno e mi viene voglia di emigrare. Poi mi guardo meglio attorno e mi chiedo: ma dove?In caso foste a conoscenza di qualche modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11/2000  viene eletto George Walker Bush.<br />02/2001  viene eletto Ariel Sharon<br />05/2001  viene eletto Silvio Berlusconi<br />11/2004  viene rieletto George Walker Bush<br />04/2005  viene eletto Joseph Ratzinger
<p>A volte mi guardo attorno e mi viene voglia di emigrare. Poi mi guardo <span style="font-style: italic;">meglio</span> attorno e mi chiedo: ma dove?<br />In caso foste a conoscenza di qualche modo per accedere a eventualiÂ  universi paralleli, me lo fate sapere per favore? </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non diventare razzisti a Santo Domingo (si puÃ²)</title>
		<link>http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/archives/2005/04/non-diventare-razzisti-a-santo-domingo-si-puo/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2005 20:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mara teme di diventare razzista, a Santo Domingo. Da poco piÃ¹ di un mese Ã¨ immersa in un mondo diverso, che sta in piedi secondo princÃ¬pi differenti da quelli a cui Ã¨ abituata. Ma soprattutto in un mondo che pare non avere nessuna intenzione di cambiare. Di migliorare.
Io, che della Repubblica Dominicana non son nulla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="gazzaway" target="_blank" href="http://www.gazzaway.splinder.com/">Mara</a> teme di diventare razzista, a Santo Domingo. Da poco piÃ¹ di un mese Ã¨ immersa in un mondo diverso, che sta in piedi secondo princÃ¬pi differenti da quelli a cui Ã¨ abituata. Ma soprattutto in un mondo che pare non avere nessuna intenzione di cambiare. Di <span style="font-style: italic">migliorare</span>.<br />
Io, che della Repubblica Dominicana non son nulla, mi affido alle sue parole.<span style="font-style: italic" /><span style="font-style: italic" /><br />
<a title="Blog gazzaway: Vita vissuta " target="_blank" href="http://gazzaway.splinder.com/post/4294383">Racconta</a> Mara a proposito di un quartiere molto povero che aveva appena visitato:</p>
<blockquote><p>Non esistono pregiudizi, non esiste indignazione, nÃ© ammirazione per la vita che ho visto oggi, solo un senso di claustrofobica passivitÃ . Uomini che nascono e vivono e muoiono senza mai uscire da quelle vie, senza mai chiedersi e credere di poter un giorno vedere cosa cÂ´Ã¨ al di lÃ  del proprio mondo.</p>
<p>[...]</p>
<p>Nulla puÃ² cambiare nel barrio; entri e lo percepisci a pelle che ieri era cosÃ¬, che domani sarÃ  ancora cosÃ¬. Che la vita di un uomo non conta nulla, qualunque cosa lui possa fare, nulla cambierÃ   lo scorrere generale dellÂ´esistenza umana nel quartiereÂ…. Prima o poi la luce ritorna, ritorna sempreÂ…</p></blockquote>
<p>Câ€™Ã¨ una sensazione di impotenza che trapela dalle sue parole. E il retrogusto di un muta condanna ad una cultura eccessivamente passiva.</p>
<p>Ecco, se facessimo il gioco delle associazioni di parole, a &#8220;dominicani&#8221; io assocerei &#8220;indolenza&#8221;.  Lo dice pure la ragazza equadoregna che viene da me a fare le pulizie: i dominicani e i cubani non hanno mai voglia di lavorare. Forse Ã¨ un pregiudizio, forse no. I pregiudizi, perÃ², non mi sono mai piaciuti. Accettarli, quello sÃ¬, sarebbere segno di indolenza mentale.</p>
<p>Ma andiamo avanti. In un <a title="gazzaway: Avere da mangiare" target="_blank" href="http://www.gazzaway.splinder.com/post/4327728">secondo post</a>, Mara, racconta di un episodio che lâ€™ha colpita. E  me con lei, ma per altri motivi.</p>
<blockquote><p>Ieri mangiavo con una persona a cui ho detto che se non le piaceva quello che avevo cucinato potevo farle qualcosa di diverso. Lei mi ha risposto che era di bocca buona e che mangiava tutti i cibi.</p>
<p>[...]</p>
<p>Dopo qualche secondo di silenzio, ha aggiunto: â€œqui cÂ´Ã¨ gente povera che non puÃ² permettersi di dire non mi piace. Se hai un piatto davanti Ã¨ meglio che lo mangi perchÃ© cosÃ¬ per quel giorno hai mangiato. Io lo dico sempre ai miei figli quando dicono che qualcosa non gli piace, mangia perchÃ© questo Ã¨ tutto quello che abbiamo.â€</p>
<p>Gelo</p></blockquote>
<p>Eâ€™ un pugno allo stomaco, ma anche unâ€™occasione per  accedere alla dimensione umana dei dominicani. Infatti lei conclude:</p>
<blockquote><p>Le considerazioni negative che ho sentito in questo mese, da quando sono qui, sono vere, ma cÂ´Ã¨ anche del buono, del vero, della fatica e della voglia di lottare e di migliorare. Esorto a parlare di questi esempi positivi piuttosto che riempirci le orecchie solo di critiche.</p></blockquote>
<p>Ero felice per lei. Aveva sÃ¬ vissuto unâ€™esperienza emotivamente intensa e di certo non richiesta, ma proprio alla luce di questa avrebbe avuto la possibilitÃ  di essere piÃ¹ obiettiva nel giudicare quegli uomini e quelle donne.</p>
<p>La vita a Santo Domingo perÃ² deve essere difficile per gli europei. Nellâ€™<a title="gazzaway: Vi leggo... Vi leggo" target="_blank" href="http://www.gazzaway.splinder.com/post/4454742">ultimo post</a> scrive:</p>
<blockquote><p>Per esempio oggi ho scoperto che qui i militari non votano percheÂ´sono i difensori della partia indipendentemente dal governo che cÃ©Â´e quindi non hanno diritto di eleggere nessuno.</p>
<p>[...]</p>
<p>Uno dei diritti inalienabili dellÂ´uomo qui eÂ´ribaltato e messo in discussione. Non capisco, non riesco a capire, e non voglio capire percheÂ´quel giorno saraÂ´il giorno in cui avroÂ´perso la mia capacitaÂ´di essere distaccata da questo paese che nel complesso non mi piace. Qui sentirmi diversa eÂ´una necessitaÂ´voglio restare diversa, volgio riaffermare che esistono valori in cui credo e che qui non sono condivisi, ma che mi sembrano buoni. Quasi mi viene da dire: migliori.</p>
<p>Ecco sono diventata razzista. Simona me lo aveva detto. In questo paese si diventa razzisti.</p></blockquote>
<p>Ci ho pensato,  in questi giorni, alle sue parole. Provando a trovare le parole per aiutarla.<br />
Il termine  stesso &#8220;razzismo&#8221; non mi piace e mi sembra fuori luogo. A meno che non si intenda affermare che chiunque abbia DNA dominicano sia condannato ad un determinato tipo di vita e di visione del mondo.<br />
Ritengo che lâ€™attenzione vada spostata sul modello culturale e che sia questo a dover subire le eventuali critiche. Non le persone.</p>
<p>A questo proposito non occorre inventare la ruota: esiste lâ€™<a title="Wikipedia : Antropologia" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia">antropologia</a>.</p>
<blockquote><p>Il concetto centrale dellâ€™antropologia Ã¨ quello di cultura e lâ€™universale capacitÃ  degli esseri umani di concepire il mondo attraverso simboli, di insegnare e apprendere tali simboli e di trasformare il mondo esterno e noi stessi tramite essi. Una caratteristica che distingue lâ€™antropologia dalle altre scienze umane Ã¨ lâ€™enfasi sulle comparazioni socio-culturali, ma questo concetto Ã¨ stato sempre piÃ¹ soggetto a dibattito, in relazione ai metodi antropologici utilizzati nello studio di singoli gruppi o societÃ .</p></blockquote>
<p>E piÃ¹ in specifico, lâ€™<a title="Wikipedia : Antropologia culturale" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia_culturale">antropologia culturale</a>:</p>
<blockquote><p>PoichÃ© la cultura viene appresa, le persone che vivono in luoghi differenti avranno differenti culture. Gli antropologi hanno inoltre sottolineato che attraverso la cultura le persone possono adattarsi al proprio contesto ambientale in modi non-genetici, cosicchÃ© persone che vivono in contesti ambientali diversi avranno spesso culture differenti.</p></blockquote>
<p>Contesti ambientali. Eâ€™ questo il concetto che in questi giorni ho cercato di mettere a fuoco per scagionare quegli uomini e quelle donne. Soprattuto per quanto riguarda quella percepita indolenza. Quella passivitÃ  che sembra condannarli a non uscire dal <em>barrio</em>. Non uscire.<br />
Eâ€™ giÃ  difficile immedesimarsi in una persona, immaginarsi al suo posto e provare i <em>suoi</em> sentimenti. Si puÃ² avere empatia per un intero popolo? Io credo che si possa.</p>
<p>Quando Mara raccontava di quel quartiere povero a cui le persone sembravano essere legate indissolubilmente, io ero lÃ¬ con loro. Sentivo il peso dellâ€™impotenza che generazione dopo generazione ha dovuto sperimentare quella gente. Mi sono trovato a fronteggiare &#8211; realista &#8211; lâ€™improbabilitÃ  di un cambiamento. Ho visto le mie speranze affievolirsi lentamente fino allâ€™annichilimento. Ho sentito lâ€™istinto alla sopravvivenza che mi toglieva pure il ricordo di quelle speranze, per evitare che impazzissi. Ho cominciato a perdere la capacitÃ  di immaginare un futuro diverso e, inconsapevole, ho trasmesso ai miei figli lâ€™immagine di un futuro identico al passato. Polveroso e un poâ€™ sbiadito, come le vecchie foto in bianco e nero che con il tempo si sono ingiallite. Un passato in tonalitÃ  di grigio sÃ¬, ma in cui tutti si mettono in posa e sorridono allâ€™obiettivo. PerchÃ¨ se si ricordassero tutte le sofferenze del passato non si avrebbe la forza di andare avanti. CosÃ¬ ho vissuto nel <em>barrio</em> &#8211; senza passato nÃ© futuro &#8211; un presente immutabile ed eterno.</p>
<p>Questo Ã¨ lo sforzo da fare, secondo me. Capire quelle persone, significa anche conoscere la loro storia, immaginare come lâ€™hanno vissuta sulla pelle. Pensare alle dinamiche interne ed esterne che hanno fatto sÃ¬ che il risulato fosse quello che abbiamo davanti agli occhi.</p>
<p>I confronti culturali, poi, si possono fare. Si puÃ² sempre dire che una soluzione in un dato ambito Ã¨ migliore o peggiore di unâ€™altra, ma quello non sarebbe razzismo.</p>
<p>Mi vengono in mente le testimonianze dallâ€™Iraq dopo la morte di Callipari, lâ€™agente dei servizi segreti italiani ucciso in seno alla vicenda dei Giuliana Sgrena. In un articolo su Repubblica, <a target="_blank" title="Repubblica: â€™Noi, killer ai checkpoint le regole non ci sono piÃ¹â€™" href="http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/esteri/iraq45/exmarine/exmarine.html">viene citato</a> il sergente USA  Jimmy Massey:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ci sono voluti due giorni perchÃ© ci spiegassero che il nostro alzare il braccio per intimare lâ€™alt era interpretato come un gesto di saluto&#8221;</p></blockquote>
<p>Eâ€™ meglio alzare il braccio per richiamare lâ€™attenzione o meglio alzare il braccio per intimare lâ€™alt? Non Ã¨ una cosa importante no? Quel che conta Ã¨ mettersi daccordo.</p>
<p>Eppure culture diverse arrivano ad assegnare allo stesso gesto significati diametralmente opposti. Se Ã¨ possibile per una cosa del genere, perchÃ¨ non aspettarsi un processo simile per fenomeni sociali molto piÃ¹ complessi?</p>
<p>Dellâ€™ultimo post di Mara, mi ha colpito lâ€™indignazione con cui reagisce alla negazione del diritto di voto per i soldati. Ne condivido in linea di massima il sentimento. Il diritto di voto dovrebbe essere inalienabile, ma contemporenamente ho cercato di capire il motivo di tale scelta.</p>
<p>Ho cercato su internet qualche informazione a proposito, ma evidentemente non ho usate le parole magiche. Il dubbio quindi rimane, ma parlando di sud america, esercito e difesa della patria la mia mente va subito al Cile e al golpe che ha portato al potere Pinochet.</p>
<p>Le responsabilitÃ  della CIA sono inequivocabilmente provate dai documenti segreti che Clinton ha declassificato a trentâ€™anni dai fatti. Nel saggio di Patricia Verdugo &#8211; <a title="BOL: Salvator Allende, anatomia di un complotto organizzato dalla CIA" target="_blank" href="http://www.ita-bol.com/bol/main.jsp?action=bolscheda&#038;ean=978888490449">Salvator Allende, anatomia di un complotto organizzato dalla CIA</a> &#8211; si parla di come i servizi americani siano riusciti a portare dalla loro parte lâ€™Esercito cileno.</p>
<blockquote><p>(pag. 73)</p>
<p>[...]</p>
<p>Ma il suo (<em>CIA</em>) obiettivosi scontrÃ² con un dato di fatto: nellâ€™Esercito cileno non câ€™era volontÃ  golpista. E senza lâ€™Esercito &#8211; lâ€™Arma principale &#8211; non câ€™erano reali possibilitÃ  di successo.<br />
Lâ€™Esercito &#8211; di formazione prussiana e con una forte linea verticale di comando &#8211; obbediva al suo comandante in capo, il generale RenÃ© Shneider, il quale aveva detto chiaramente che gli uomini in uniforme non sâ€™intromettono in politica e obbediscono alla Costituzione e alla legge della Repubblica. La famosa Â«dottrina SchneiderÂ». Bisogna ricordare che il generale Schneidr assunse il comando dellâ€™Esercito dopo la crisi provocaa dal Â«tacnazoÂ» dellâ€™ottobre 1969. Per questa ragione fu perentorio sul dovere dellâ€™esercito di non intromettersi in politica. Un dovere che &#8211; in uno stato di diritto &#8211; Ã¨ collegato direttamente a un fatto: che le Forze armate, per legge, hanno il monopolio dellâ€™uso delle armi. E mettersi in politca, con le armi che gli stessi cittadini pongono loro in mano, Ã¨ scorretto&#8230; a dir poco.</p>
<p>[...]</p>
<p>Con un generale democratico e costituzionalista a capo dellâ€™Esercito che si poteva fare? La risposta fu Â«nienteÂ» e la soluzione Â«neutralizzarloÂ», farlo sparire.</p></blockquote>
<p>Schneider venne sequestrato e morÃ¬ dopo quattro giorni di agonia.</p>
<p>Non penso in realtÃ  che togliendo il diritto di voto ai soldati o ai generali si cambi qualcosa, nellâ€™ottica di una separazione dei ruoli. PerÃ² potrei comprendere il processo, che in un eccesso di garantismo &#8211; viste le esperienze del martoriato sud america &#8211; porta ad una soluzione del genere.</p>
<p>PrincÃ¬pi migliori, quelli europei? SÃ¬. Direi di sÃ¬. Ma non per superioritÃ  <em>a prescindere</em>. Per differenti contesti ambientali e storici. Non dimentichiamoci delle due guerre mondiali, del fascismo e del nazismo. Sono passati solo sessantâ€™anni e se lâ€™Europa Ã¨ ora migliore di allora, lo si deve anche al fatto di aver toccato il fondo. PiÃ¹ in basso, proprio non si poteva andare.</p>
<p>Non so se sono riuscito nel mio tentativo, ma in ogni caso&#8230; in bocca al lupo Mara. So che non Ã¨ facile.</p>
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		<title>8 Marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2005 12:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica ho incrociato il gazebo dellâ€™AISM: una pianta di gardenia per raccogliere fondi per vincere la sclerosi multipla. Non lâ€™ho comprata, no. Ho fatto un pensiero di quelli da umorismo macabro: &#8220;SÃ¬, ora strumentalizziamo pure la festa delle donne, bravi! Che poi lo so come vanno a finire ste raccolte di fondi. Scommettiamo che adesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="80" height="108" border="0" align="left" src="/public/mimosa.gif" />Domenica ho incrociato il gazebo dellâ€™AISM: una pianta di gardenia per <a target="_blank" title="AISM: Che Donna! FiorincittÃ " href="http://www.aism.it/fiori05/index.html">raccogliere fondi</a> per vincere la sclerosi multipla. Non lâ€™ho comprata, no. Ho fatto un pensiero di quelli da umorismo macabro: &#8220;<em>SÃ¬, ora strumentalizziamo pure la festa delle donne, bravi! Che poi lo so come vanno a finire ste raccolte di fondi. Scommettiamo che adesso mi curate pure gli uomini, con â€™sti soldi? Tutte uguali queste associazioni!</em>&#8221;<br />
Insomma, uno di quei pensieri che ti viene voglia di scusarti con chiunque sia affetto da quella malattia o ne viva da vicino le conseguenze.</p>
<p>Lâ€™idea dellâ€™8 marzo come mera occasione commerciale perÃ² mi Ã¨ rimasta. Parlo delle mimose, vendute ai semafori e ad ogni angolo; dei locali che di sera si affollano di gruppi di signore e signorine agghindate a festa; delle iniziative commerciali volte a piazzare qualsiasi prodotto o semplicemente a valorizzare un marchio.</p>
<p>Vedo le mimose buttate in un angolo, a sera tarda, di un giallo un poâ€™ piÃ¹ spento di quello che le caratterizzava la mattina. Vedo ragazze che si scambiano messaggi per organizzare la <em>propria</em> serata con le amiche, una cena che vede assolutamente esclusi i fidanzati, compagni, mariti. Vedo proprietari di esercizi pubblici sfregarsi le mani a fine serata, quando lâ€™ultimo gruppo di donne avrÃ  imboccato la strada di casa. Vedo uomini che mandano messaggi e si affannano a dire &#8220;Auguri&#8221; a tutte le donne con cui hanno a che fare, dalla mamma alla collega.</p>
<p>Vedo questo e penso: fanculo, cazzo festeggiate? (i miei pensieri sono molto coloriti)<br />
Il fatto che lâ€™operatore di (video)fonia mobile Tre, decida per lâ€™occasione di <a target="_blank" title="News Mobile: â€™Lo strip di Costantino per Tre: un mare di polemicheâ€™" href="http://www.newsmobile.it/notizia/05,03,08,6412116-1.htm">regalare</a> alle proprie abbonate il video di Costantino Avigliano impegnato in uno strip-tease, non fa che aumentare la mia indifferenza. SÃ¬ perchÃ© non Ã¨ fastidio: tutte le feste che hanno (o hanno preso) una valenza puramente commerciale non fanno leva su nessuno dei miei bisogni primordiali. Non compro, avete capito?</p>
<p>Detto questo, potrei continuare con la mia routine quotidiana: lavoro-lavoro-lavoro.<br />
Se non che, la mia attenzione viene rapita da una <a target="_blank" title="Corriere.it: Turchia, manganelli sulla marcia delle donne" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/03_Marzo/08/turchia.shtml">notizia</a> che viene dalla Turchia:</p>
<blockquote><p>Â«Almeno questa volta non ci hanno aizzato contro i cani, se li sono tenuti al guinzaglio. Ma per il resto la violenza della polizia Ã¨ stata terribile: gas urticanti sparati in faccia, manganellate, botte e calci in bocca. E tutto contro una manifestazione pacifica per la Festa della donnaÂ» racconta al Corriere Lerzan Tascier, capo dellÂ´associazione turca per i diritti umani Ihd, testimone di quanto Ã¨ successo domenica a mezzogiorno in pieno centro di Istanbul.</p></blockquote>
<p>GiÃ , la festa della donna ha perso il suo significato nelle pseudo-democrazie occidentali, dove alle donne Ã¨ -almeno a livello nominale- concesso il pari trattamento con gli uomini. Nella maggior parte del mondo perÃ² i diritti delle persone non sono tutelati e per le donne le condizioni sono ancora peggiori, come sempre, dappertutto.</p>
<p>Ah, la festa della donna si chiama in realtÃ  &#8220;Giornata internazionale delle donne&#8221;.<br />
Questâ€™anno le Nazioni Unite hanno voluto <a target="_blank" title="UN: International Womenâ€™s Day - 8 March 2005" href="http://www.un.org/events/women/iwd/2005/">dedicare</a> questa giornata a &#8220;ParitÃ  dei sessi: costruire un futuro piÃ¹ sicuro&#8221;.</p>
<p>Auguri.</p>
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