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	<title>onTheCarpet :: aladin &#038; the genius :: blog &#187; politica</title>
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	<description>Scusate, parlo perchÃ© non sono un esperto in materia</description>
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		<title>Sull&#8217;astensione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 09:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politiche 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so chi sia Beppe Sebaste, ma ho letto questo suo pezzo qualche giorno fa su Nazione Indiana, postato da Gianni Biondillo, che invece so chi Ã¨ perchÃ© ho letto un suo romanzo. E&#8217; un pezzo che ho condiviso pienamente.
Il narcisismo di chi vuole astenersi dal voto si ammanta infatti della pretesa di identificarsi totalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so chi sia Beppe Sebaste, ma ho letto <a title="Nazione Indiana: Beppe Sebaste, contro gli astensionisti" href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/10/contro-gli-astensionisti/">questo suo pezzo</a> qualche giorno fa su Nazione Indiana, postato da Gianni Biondillo, che invece so chi Ã¨ perchÃ© ho letto un <a title="anobii: per cosa si uccide, Gianni Biondillo" href="http://www.anobii.com/books/Per_cosa_si_uccide/9788846204615/01183f535d76da56da/">suo romanzo</a>. E&#8217; un pezzo che <strong>ho condiviso pienamente</strong>.</p>
<blockquote><p>Il narcisismo di chi vuole astenersi dal voto si ammanta infatti della pretesa di identificarsi totalmente nellâ€™atto del voto, di specchiare se stessi nella crocetta apposta sul simbolo elettorale, come se esistesse un simbolo o un partito capace di riflettere la complessitÃ  di sentimenti, aspirazioni e idee politiche di cui ognuno Ã¨ portatore (consapevolmente o no). A chi ha questa assurda, ingenua pretesa, ricordo che il voto Ã¨ un atto pragmatico che non esaurisce la politica che conta davvero, quella che ogni santo giorno ogni persona conduce in ciÃ² che fa e che non fa &#8211; beninteso anche dopo le elezioni. Nessuna cabina elettorale puÃ² legittimamente contenere questo universo.</p></blockquote>
<p>Come ora <strong>non condivido nella maniera piÃ¹ assoluta</strong> il <a title="Macchianera: Gianluca Neri, Ã¨ tutta colpa vostra" href="http://www.macchianera.net/2008/04/13/e_tutta_colpa_vostra.html">post di Gianluca Neri</a> che ho appena letto su Macchianera. Un post in cui non difende semplicemente la scelta del suo astensionismo, ma pretende di dare lezioni morali a chi a votare ci Ã¨ andato.</p>
<blockquote><p>Siamo ad oggi: il governo che due anni fa avete proposto per guidare il paese, un pastrocchio centrosinistro appesantito, tra gli altri, dai nomi di <strong>Intini</strong>, <strong>De Mita</strong> e <strong>Rutelli</strong>, non Ã¨ riuscito a durare nemmeno la metÃ  del tempo che si era ripromesso di restare in carica. Per la legge dell&#8217;alternanza che la scorsa volta ci permise uno scarto positivo dello 0,7 per cento, questa volta toccherÃ  inevitabilmente agli altri e, indovinate? E&#8217; tutta colpa vostra.</p></blockquote>
<p>Non mi pare che non ci fossero alternative al PD, piÃ¹ a sinistra del PD o piÃ¹ laiche del PD.Â  Scegliere di non votare per mandare un segnale alla classe politica puÃ² essere considerato un voto di protesta, una richiesta di cambiamento, una strategia che il singolo elettore adotta per raggiungere i suoi scopi &#8211; che possono essere anche di lungo periodo.</p>
<p>Ma che non si pretenda di elevare questa strategia a VeritÃ  Assoluta screditando chi invece ha scelto di scendere a compromessi andando a votare, magari turandosi il naso, il partito che <strong>meno si allontanava</strong> dalle sue convinzioni. Che il narcisisimo non diventi spocchia.</p>
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		<title>Quello che sarebbe stato il mio voto utile</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 13:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(avrei dovuto scriverlo una decina di giorni fa, questo post)
Io non posso votare, non ho la cittadinanza italiana. Ma se avessi questo diritto lo eserciterei. Anzi, l&#8217;avrei giÃ  esercitato ieri.
All&#8217;inzio, per la prima volta, pensai che in queste consultazioni non avrei votato. Nel caso ne avessi avuto diritto, s&#8217;intende.
Era appena caduto il Governo Prodi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(avrei dovuto scriverlo una decina di giorni fa, questo post)</p>
<p>Io non posso votare, non ho la cittadinanza italiana. Ma se avessi questo diritto lo eserciterei. Anzi, l&#8217;avrei giÃ  esercitato ieri.</p>
<p>All&#8217;inzio, per la prima volta, pensai che in queste consultazioni non avrei votato. Nel caso ne avessi avuto diritto, s&#8217;intende.</p>
<p><span id="more-632"></span>Era appena caduto il Governo Prodi e l&#8217;amarezza per un Mastella Ministro della Giustizia in un governo di centro-sinistra era ancora tanta. Il disgusto per un Partito Democratico  &#8211; che  tra le altre cose annullava ciÃ² che prometteva nel nome con un processo di formazione falso quanto le sue finte primarie &#8211; era intenso. Bertinotti Presidente della Camera mi ha aveva lasciato un piÃ¹ che pessimo ricordo  e insomma&#8230; De Gregorio era uscito proprio dall&#8217;Italia dei Valori che ora risulta essere l&#8217;unico partito nelle cui liste non figurano condannati o rinviati a giudizio.</p>
<p>All&#8217;inzio pensavo che avrei ingrossato le fila degli astensionisti. Come a dire, con l&#8217;astensione, che con il sistema politico attuale io non ci stavo, non mi sentivo rappresentato e tanti saluti.</p>
<p>Il problema perÃ² Ã¨ che le schede nulle o il numero dei votanti, diventano oggetto di dibattito per un periodo di tempo limitato. Troppo limitato. Gli effetti nel tempo del messaggio di &#8220;astensione per protesta&#8221; sono praticamente nulli. Negli Stati Uniti arrivano a votare il 30% degli aventi diritto. Il Trenta Per Cento. E non mi sembra che il sistema politico americano abbia introdotto delle azioni correttive che abbiano alterato in modo fisiologico il panorama politico in modo da ridare fiducia agli elettori.</p>
<p>Con il passare del tempo, nonostante una campagna elettorale per nulla appasionante, sono tornato sulla mia idea di <em>voto</em> come dovere civico da espletare <strong>sempre.</strong></p>
<p>La scelta non era facile. La decisione del Partito Democratico di presentarsi &#8220;da solo&#8221; ha cambiato l&#8217;assetto politico spostando l&#8217;equilibrio al centro. Anzi, al centro-destra: non dimentichiamoci dei teodem. L&#8217;effetto che ha avuto questa scelta lo conosciamo tutti. Da una parte la formazione della Sinistra Arcobaleno &#8211; con cui il PD non si sarebbe alleato dopo il voto &#8211;  dall&#8217;altra del PDL che raggruppa Forza Italia e Alleanza Nazionale.</p>
<p>Da lÃ¬ all&#8217;invito al <strong>voto utile</strong> Ã¨ stato un attimo.</p>
<p>Trovo il tentativo bipartisan di affossare le fazioni minori <strong>un atto esecrabile</strong>. Non perchÃ© come Voltaire <em>darei la vita per il tuo diritto di esprime le tue opinioni</em>. &#8211; sia mai! Se le tue opinioni contengono messaggi di intolleranza nulla mi convincerÃ  a prendere le tue difese. E&#8217; un atto esecrabile in quanto minaccia al concetto stesso di <strong>democrazia rappresentativa</strong>.</p>
<p>Non che ritenga  la Democrazia, nelle sue varie declinazioni,  il sistema perfetto per regolare l&#8217;umana attivitÃ ,  ma il migliore che abbiamo oggi in mano  sÃ¬ &#8211; sempre che si escluda il concetto di <strong>dittatura illuminata</strong>. Sarebbe quindi buona cosa avere, nei Parlamenti, una compagine politica che davvero <em>rappresenti</em> <em>la maggior parte</em> delle persone che vivranno poi le conseguenze dell&#8217;attivitÃ  legislativa e di governo. E non ho mai pensato che il bipartitismo fosse una una declinazione accettabile di democrazia rappresentativa.</p>
<p>E&#8217; che poi occorre averla una democrazia sana, prima di poterla esportare bombardando un paese terzo. Non Ã¨ onesto  rifilare farmaci scaduti o cibi avariati, non trovate?</p>
<p>Se occorreva usare criteri utilitaristici io avrei scelto di difendere la democrazia. Votando per i partiti cosiddetti minori. Non avrei fatto conteggi in base ai quorum per Senato e Camera. Avrei votato per dare un messaggio preciso:</p>
<blockquote><p>In una democrazia rappresentativa il partito minore ha senso di esistere. Pretendo che abbia le possibilitÃ  di partecipare e di pesare in Parlamento proporzionalmente ai voti raccolti.</p></blockquote>
<p>Con partiti minori non intendo i partiti personali o che raccolgono lo zero virgola percento: sono a favore di soglie di sbarramento che portino ad una maggiore coesione rispetto a quella attuale. Mi accontenterei di un 5% per entrambe le Camere.</p>
<p>Questo sarebbe stato il mio voto utile. Utile ad un&#8217;idea di democrazia. A riconoscere dignitÃ  politica alle formazioni minori. Contrario al percorso bipartico che sembrano aver imboccato le coalizioni maggiori.</p>
<p>Orientato a sinistra avrei messo la crocetta sulla Sinistra Arcobaleno.</p>
<p>Poi le elezioni si sono avvicinate sempre di piÃ¹. E ho avuto un po&#8217; paura, lo ammetto. Di avere di nuovo Berlusconi al governo. E la Lega Nord. E l&#8217;appoggio esterno di Daniela tanto-non-te-la-do SantanchÃ© e La Destra di Storace. E quello di Casini.</p>
<p>Proprio mi ero messo paura. CosÃ¬ ho pensato al voto disgiunto. Italia dei Valori alla Camera e Sinistra Arcobaleno al Senato.</p>
<p>Poi ho visto Veltroni  da Mentana. E Berlusconi al TG5, a otto e mezzo su La7 e infine ancora da Mentana.</p>
<p>Ho avuto mooolta paura. E il mio modo di esorcizzarla sarebbe stato quello di votare Walter. Che qualcosa di buono l&#8217;ha detto (ci tornerÃ²).</p>
<p>Ieri sarei andato in cabina elettorale, con le mani sudate e la matita in mano. E avrei votato, quello sÃ¬. PerÃ² mica lo so dove avrei messo la crocetta.</p>
<p>Sinistra Arcobaleno per salvare la democrazia nel lungo periodo, per dare un segnale. Oppure Italia dei Valori, per dare un segnale ugualmente ma non disperdere il voto. Oppure PD. PerchÃ©&#8230;</p>
<p>PerchÃ© la mia paura, nausea, disgusto di avere di nuovo Berlusconi al governo aveva bisogno di essere esorcizzata con un voto netto e opposto.</p>
<p>Per fortuna che sono solo un extracomunitario senza diritto di voto. Anche per questa volta l&#8217;ho scampata.</p>
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		<title>Io sarei qui</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 00:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Avrei qualcosa da dire sul concetto di voto utile.
Nel frattempo, Ã¨ giusto che si sappia: io sarei lÃ¬.

E tu?  (questionario di openpolis in 25 domande)
via Auro, Zu, Leonardo


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei qualcosa da dire sul concetto di voto utile.</p>
<p>Nel frattempo, Ã¨ giusto che si sappia: io sarei lÃ¬.</p>
<p><span class="imagelink"><img alt="Io sono qui" id="image626" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2008/03/df8c67a2.png" /></span></p>
<p><a title="Questionario Openpolis" href="http://lesselastic.voisietequi.it/index.html">E tu</a>?  (questionario di openpolis in 25 domande)</p>
<p>via <a title="Auro: socialismo (reale)" href="http://lapupachasonno.wordpress.com/2008/03/26/socialismo-reale/">Auro</a>, <a title="Zu: boh, io ho solo risposto a 25 domande" href="http://giuliozu.blogspot.com/2008_03_01_archive.html#4367183314053383116">Zu</a>, <a title="Leonardo: dichiarare la propria posizione" href="http://leonardo.blogspot.com/2008/03/dichiarare-la-propria-posizione.html">Leonardo</a></p>
<p><a href="http://www.voisietequi.it/iosonoqui/df8c67a2.html"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Buona Pasqua Cristiano Allam</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 18:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[conversioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Buona Pasqua a Magdi Cristiano Allam.
Chi mi conosce lo sa:a me lui non Ã© mai piaciuto. L&#8217;ho sempre trovato viscido e intellettualmente disonesto. Tipo Ferrara, ma piÃ¹ viscido.
Ogni volta che mi trovavo a leggere un suo pezzo mi venivano i cinque minuti. Ora mi fa solo ridere. No, non ha cambiato genere lui, mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buona Pasqua a Magdi Cristiano Allam.</p>
<p>Chi mi conosce lo sa:a me lui non Ã© mai piaciuto. L&#8217;ho sempre trovato viscido e intellettualmente disonesto. Tipo Ferrara, ma piÃ¹ viscido.</p>
<p>Ogni volta che mi trovavo a leggere un suo pezzo mi venivano i cinque minuti. Ora mi fa solo ridere. No, non ha cambiato genere lui, mi sono evoluto io, come i Pokemon. Ãˆ riso amaro, certo, ma non ho mai detto di aver raggiunto il Nirvana!</p>
<p>In ogni caso ritengo che la Fede faccia e deve far parte della sfera personale. Ognuno deve avere la libertÃ  di Credo e sono felice di vivere in un paese in cui questo diritto Ã¨ sancito nella Carta  Costituzionale.</p>
<p>Questo tipo di scelta -la conversione- non puÃ² essere oggetto di  discussione e noi non abbiamo nessun titolo per interferire o dare giudizi sul percorso che l&#8217;ha generata.</p>
<p>A differenza di molti <strong>sono anche  contento</strong> che la sua conversione sia avvenuta <strong>per mano del Papa</strong>. Spero che  l&#8217;eco mediatica ricevuta, <u>tra le altre cose</u>, lo metta al riparo da qualche folle assassino che sente di agire come ambasciatore di Dio. Il fatto che sia stato battezzato dal Papa implica non solo un <strong>atto</strong> religioso, <strong>ma anche politico</strong>. E quindi anche le reazioni del mondo islamico dovranno essere guidate dalle regole della politica e non solo da quelle della piazza.</p>
<p>Ovvero: se si fosse fatto battezzare in sordina da un anonimo  parroco di quartiere, la scelta sarebbe stata solo religiosa. Ma lui Ã¨ un  un personaggio &#8211; nostro malgrado &#8211; pubblico e discusso e reazioni alla sua conversione ci sarebbero state ugualmente. La sua conversione sarÃ  vista molto male da parecchi religiosi islamici. Sia dagli equivalenti dei parroci di quartiere, sia dalle autoritÃ  religiose piÃ¹ autorevoli.</p>
<p>Ma con maggiorre potere arrivano anche maggiori responsabilitÃ , proprio per questo non mi aspetto che <strong>Al Azhar </strong>emetta una  fatwa chiedendo lo scalpo di Allam, colpevole di  <strong>apostasia</strong>.<br />
Spero  che il coinvolgimento diretto del Papa porti il dibattito ad un livello piÃ¹ elevato, togliendo cosÃ¬ l&#8217;esclusiva della discussione al sottobosco delle chiacchiere da bar, dove per muovere le pance si puÃ² arrivare a dire di tutto, a giustificare di tutto.</p>
<p>Detto questo,  quello che salta Ã¨ tema delle conversioni, che mi pare in sÃ© interessante. Allam non Ã© il primo che fa questa scelta e nemmeno sarÃ  l&#8217;ultimo.</p>
<p>Nelle societÃ  non (ancora) <a title="DeMauroParavia: secolarizzare" href="http://www.demauroparavia.it/105371">secolarizzate</a>, in cui l&#8217;appartenenza alla comunitÃ  avviene su base prevalentemente religiosa, l&#8217;apostasia Ã© vista molto male, per usare un eufemismo. Nella migliore delle ipotesi vieni guardato male dai vicini. Nella peggiore vieni condannato a morte. E dopo che sei morto i vicini guarderanno male tutta la tua famiglia. Per due o tre generazioni.</p>
<p><strong>Viva</strong> quindi le societÃ  secolarizzate, in cui la religione non assume un importanza vitale e ognuno puÃ² credere in Quel che gli pare senza rischiare di perdere la propria vita sociale o&#8230; la propria vita.</p>
<p>Paradossale vero? Meno la Religione Ã© &#8220;importante&#8221; nel posto in cui si vive e piÃ¹ si riesce a viverla con pienezza. Senza interferenze esterne. Senza pressioni sociali che impongono un&#8217;interpretazione o un&#8217;altra delle parole del Creatore. PerchÃ© poi, in una societÃ  non secolarizzata Ã© quello il problema, il Pensiero Unico.</p>
<p>In una societÃ  non-secolarizzata ci sono alcuni elementi da considerare:</p>
<ol>
<li>Il messaggio spirituale-religioso viene distorto e adattato in funzione delle esigenze di chi detiene il potere, a qualsiasi livello (vedi maschilismo).</li>
<li>A lungo andare non si riesce piÃ¹ a distinguere il messaggio spirituale di partenza e si ha l&#8217;impressione che qualsiasi regola imposta dalla societÃ  sia parola di Dio, e quindi non in discussione.</li>
<li>C&#8217;Ã¨ un&#8217;ingiustificata ostilitÃ  verso chiunque mostri  queste contraddizioni o proponga interpretazioni differenti.</li>
</ol>
<p>Torniamo alla conversione. In parole povere consiste nel<strong> barattare una VeritÃ  assoluta con un&#8217;altra VeritÃ  assoluta</strong>. Si toglie il carattere di VeritÃ  al precedente Credo e lo si cede a quello nuovo.</p>
<p>E&#8217; un percoso faticoso. PiÃ¹ facile se viene fatto lontano dalla societÃ  non-secolarizzata di appartenenza, ma sempre faticoso. Eppure sembra un&#8217;operazione a somma zero, dopotutto ci si affida sempre ad un VeritÃ . Punto e a capo, si direbbe.</p>
<p>PerÃ² qualcosa ci si guadagna: si spazzano via in un colpo solo tutti gli strati di cui ai punti 1, 2, e 3. Tabula rasa. Se si ha bisogno di una VeritÃ  Assoluta risulta piÃ¹ facile cosÃ¬ che lottare con i propri correligionari nel tentativo di dimostrar loro che c&#8217;Ã¨ qualcosa che non va nelle <em>loro</em> interpretazioni.</p>
<p>Si guadagna anche un&#8217;altra cosa. La possibilitÃ  di scegliere quali regole seguire e quali no, tipica di chi vive la propria fede in una societÃ  secolarizzata. Avete presente tutti i cattolini non-praticanti? Ecco, loro scelgono. Oppure quelli &#8220;Credo in Dio ma non nella Chiesa&#8221;? Ecco, anche loro scelgono. Ma possono farlo perchÃ© la societÃ  in cui vivono non li giudica in modo negativo quando rispondono in <em>quel</em> modo.</p>
<p>Chi si converte fa esattamente questo tipo scelte. Sceglie <strong>cosa prendere e cosa lasciare</strong>, del nuovo Credo (visto che in quello vecchio non poteva).</p>
<p>Non ha amici, famigliari e vicini da deludere con le piccole scelte. Se il taglio Ã¨ stato netto, gli amici, famigliari e vicini sono giÃ  stati allontanti con la grande scelta della conversione. Se il percorso Ã¨ stato piÃ¹ diluito nel tempo, per gli amici che si sono persi per strada se ne sono trovati altri. Nuovi amici  per cui ogni passo &#8211; anche il piÃ¹ piccolo &#8211; in direzione della nuova religione Ã¨ fonte di soddifazione e attestati di stima.</p>
<p>Questo non vuol dire che i convertiti abbiano meno fervore, anzi. Spesso sono i piÃ¹ entusiasi sostenitori delle posizioni piÃ¹ conservatrici, ma questo rientra nella libertÃ  d&#8217;opinione e mi interessa meno.</p>
<p>Torniamo ad Allam. All&#8217;eco mediatica che la sua conversione ha avuto in tutto il mondo. Al fatto che s<strong>ono contento che sia stato battezzato dal Papa</strong> e non dal parroco di quartiere.</p>
<p>Sapete cosa mi piacerebbe avenisse adesso?</p>
<p><strong>Che ci fossero migliaia di conversioni</strong>. Un sacco di persone che prendono coraggio e fanno outing. Voglio <strong>le olimpiadi delle conversioni</strong>. Ebrei che diventano musulmani, cristiani che diventano ebrei, buddisti che diventano cristiani. E tutte le possibili combinazioni con tutte le possibili religioni esistenti. E no, non mi interessa nemmeno ascoltare i loro dibattiti aventi come titolo &#8220;<strong>Quali sono le Vere Regole di Vita che Dio Vuole che Noi Si Segua per Guadagnare la Vita Eterna nell&#8217;AldilÃ  in base ai Testi Sacri che Ci ha lasciato nei Millenni</strong>&#8220;.</p>
<p>No, mi verrebbe semplicemete voglia di lasciarli lÃ¬ a discutere per i  prossimi cinquant&#8217;anni mentre fuori,  tutti gli altri, <strong>semplicemente e umilmente vivono</strong>. E  magari discutono sulle &#8220;Regole di Vita che sarebbe giusto darsi <strong>per convivere pacificamente nell&#8217;Aldiqua</strong>&#8220;.</p>
<p>Io sto con tutti gli altri, chÃ© i dibattiti sterili non mi piacciono. E ho imparato a <strong>non credere</strong> alle VeritÃ  Assolute.</p>
<p>La conversione di Allam non mi fa nÃ© caldo nÃ© freddo. Non cambia il mio giudizio su di lui. Continuo a trovarlo intellettualmente disonesto ma essendo io evolutomi come un PokÃ¨mon, ora quello che scrive mi fa ridere, non piÃ¹ arrabbiare. <a title="Corriere.it: La lettera di Magdi Cristiano Allam sulla sua conversione" href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_23/conversione_magdi_allam_34d0da06-f8ac-11dc-8874-0003ba99c667.shtml">Un esempio</a>? (grassetti miei)</p>
<blockquote><p>Il miracolo della Risurrezione di Cristo si Ã¨ riverberato sulla mia anima<strong> liberandola dalle tenebre di una predicazione dove lâ€™odio e lâ€™intolleranza nei confronti del Â«diversoÂ», condannato acriticamente quale Â«nemicoÂ»</strong>, primeggiano sullâ€™amore e il rispetto del Â«prossimo Â» che Ã¨ sempre e comunque Â«personaÂ»;<strong> cosÃ¬ come la mia mente si Ã¨ affrancata dallâ€™oscurantismo di unâ€™ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione,</strong> la morte violenta che induce allâ€™omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire allâ€™autentica religione della VeritÃ , della Vita e della LibertÃ .</p></blockquote>
<p>Le lacrime agli occhi, sul serio. Allam, contro l&#8217;intolleranza nei confronti del diverso, contro le menzogne e la dissimulazione. Ma dai?! Ma si Ã¨ mai letto?</p>
<p>Buona Pasqua comunque, eh.</p>
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		<title>Prodi, non cadere</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 09:31:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Hai voglia ad essere insoddisfatto dell&#8217;azione di governo e delle continue crisi, di Mastella immanicato e di Di Pietro che firma con l&#8217;Opposizione per il mantenimento della societÃ  per il Ponte di Messina&#8230; ma l&#8217;alternativa, oggi, qual Ã¨?
Su questo, condivido le parole di Francesco.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai voglia ad essere insoddisfatto dell&#8217;azione di governo e delle continue crisi, di Mastella immanicato e di Di Pietro che firma con l&#8217;Opposizione per il mantenimento della societÃ  per il Ponte di Messina&#8230; ma l&#8217;alternativa, oggi, qual Ã¨?</p>
<p>Su questo, condivido le parole di <a target="_blank" title="blog: insolita commedia: Prodi forever" href="http://www.insolitacommedia.it/?p=994">Francesco</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cambiando prospettiva</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 07:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[satira]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img align="middle" id="image618" style="border: 1px solid #999999; padding: 3px; margin-right: 3px; background-color: #dddddd" alt="ex birmania monaci" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2007/09/ex-birmania-monaci.jpg" /></div>
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		<title>Perle ai porci</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2006 08:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono stanco.
Tre giorni fa ho partecipato al corteo del 25 Aprile. Commemorazione della liberazione dal nazi-fascismo. CosÃ¬, giusto per ricordarsi che cosa si festeggia. E contro chi/cosa si Ã¨ combattuto. Prima che me ne dimentichi, prima che sia troppo tardi: ho scattato qualche foto alla manifestazione. Le trovate su flickr. Ce n&#8217;Ã¨ anche qualcuna di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stanco.<br />
Tre giorni fa ho partecipato al corteo del 25 Aprile. Commemorazione della <strong>liberazione dal nazi-fascismo</strong>. CosÃ¬, giusto per ricordarsi che cosa si festeggia. E contro chi/cosa si Ã¨ combattuto. Prima che me ne dimentichi, prima che sia troppo tardi: ho scattato qualche foto alla manifestazione. Le trovate su <a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/">flickr</a>. Ce n&#8217;Ã¨ anche qualcuna di &#8220;<a title="Appunti Partigiani - Ass. Olinda" target="_blank" href="http://www.appuntipartigiani.it/">appunti Partigiani 2006</a>&#8220;, evento che ogni anno rappresenta la prosecuzione del 25 aprile, presso l&#8217;ex ospedale psichiatrico Paolo Pini.</p>
<div style="text-align: center"><a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" id="image524" alt="135089448_a60ac52ee9_t.jpg" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089448_a60ac52ee9_t.jpg" /></a></div>
<p><a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" alt="135089328_11dbedd706_t.jpg" id="image521" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089328_11dbedd706_t.jpg" /></a> <img alt="135089368_f8de3b86cb_t.jpg" id="image522" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089368_f8de3b86cb_t.jpg" /> <a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" alt="135089416_47e1fe029d_t.jpg" id="image523" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135089416_47e1fe029d_t.jpg" /></a> <a title="Flickr, aladingenius, 25 aprile 2006 FotoSet" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/aladingenius/sets/72057594117147543/"><img border="0" id="image525" alt="135092318_43fd641b25_t.jpg" src="http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/wp-content/uploads/2006/04/135092318_43fd641b25_t.jpg" /></a></p>
<p>Dicevo: sono stanco.<br />
Tutte le mattine su Rai radio3 c&#8217;Ã¨ un programma: <a title="Radio3 - PrimaPagina" target="_blank" href="http://www.radio.rai.it/radio3/primapagina/">PrimaPagina</a>. Ogni settimana un giornalista scandaglia i quotidiani leggendo notizie ed editoriali. Spesso lo ascolto in differita grazie ai podcast.</p>
<p>Sono stanco. Questa settimana, proprio questa, a leggere i quotidiani c&#8217;Ã¨ una giornalista del Foglio, Marina Valsenise. Proprio nella settimana del 25 Aprile. Nausea.</p>
<p>Ma fosse lei il problema. Fosse il Foglio, il problema, uno ci ha giÃ  fatto il callo.<br />
Dicono: SÃ¬ ma Ferrara Ã¨ intelligente. Come se l&#8217;intelligenza fosse in sÃ© un valore assoluto. Come se fosse da encomiare, che so, un serial killer che commette efferati delitti. <em>Eh sÃ¬, ma Ã¨ davvero da ammirare la sua meticolositÃ  e determinazione. Nel raggiungere il suo fine di rituale distruzione senza essere fermato Ã¨ davvero bravo.<br />
</em>Clap Clap.</p>
<p>Ma no. Il problema non Ã¨ quello. Sono stanco giÃ  da un po&#8217;, direi. Dalle elezioni irachene dell&#8217;anno scorso, pressappoco. E&#8217; sfiducia, la mia. Pessimismo, forse. Speranza violata.</p>
<p>A PrimaPagina si leggono gli editoriali e i resoconti del 25 Aprile. E tutta l&#8217;attenzione sui fischi eversivi alla Moratti. Che, poverina, era lÃ¬ a commemorare anche lei la liberazione dal nazi-fascismo. ChÃ© lei accompagnava l&#8217;anziano padre ex-deportato. Solo quest&#8217;anno perÃ². E lei no, non era lÃ¬ a cercare i fischi, a provocare, a fare incetta di materiale per la sua campagna elettorale per il Comune di Milano. No no. Lei non Ã¨ alleata con i post (ma quanto post?) fascisti. No.</p>
<p>E che diamine, i fischi poi. In una democrazia? Scherziamo? SarÃ  mica un paese civile chi protesta fischiando i propri politici e aspiranti tali.</p>
<p>E poi le bandiera  di Israele data alle fiamme. Un gesto assurdo durante la manifestazione che commemora la liberazione da queli stessi tiranni che gli ebrei li hanno deportati, uccisi, sterminati. Assurdo sÃ¬.</p>
<p>Una bandiera, un pezzo si stoffa che Ã¨ in realtÃ  un Simbolo. Un simbolo che rappresenta qualcosa e qualcuno e di questo qualcuno rappresenta le azioni, sia quelle condivisibili che quelle esecrabili. Bruciare tutto questo, puÃ² essere equiparato ad un&#8217;azione eversiva?</p>
<p>I simboli, a me, piacciono poco. Li temo. Appiattiscono. Sminuiscono. Intensificano alcuni aspetti e ne adombrano altri. Vanno capiti, i simboli. E quando vengono usati, devono essere interpretati.</p>
<p>E&#8217; chiaro &#8211; anzi no, non lo Ã¨ &#8211;  che bruciare la bandiera con la stella di David non rappresenta un&#8217;aggressione contro gli israeliti. NÃ¨ contro la totalitÃ  del popolo di Israele. Ma lo Stato di Israele, rappresentato da quella bandiera, ha un governo. Che mette in pratica azioni. Che vengono considerati &#8211; e secondo me a ragione &#8211; esecrabili da una fetta non indifferente delle persone chiamate ad esprimersi.</p>
<p>E&#8217; per caso violenza protestare contro la politica di un governo bruciando la sua bandiera? Si potrebbe obiettare che non Ã¨ esattemente <em>sua</em>, del governo. Ma dell&#8217;intero Paese. Certo, sono daccordo. Allora facciamo cosÃ¬: ogni governo si faccia la sua bandiera. CosÃ¬ che quando farÃ  qualcosa di incondiviso, si possa bruciare un pezzo di stoffa che non offenda persone non rappresentate dallo stesso.</p>
<p>I simboli sono pericolosi, potenti, ambigui. Ma ancora piÃ¹ pericolo Ã¨ affidarsi &#8211; per comprendere &#8211; ad una classe di intellettuali e corsivisti inetti, capaci solo di riempire le pagine dei giornali con analisi pressapochiste e superficiali.</p>
<p>Che vuol dire, poi, lamentarsi con Prodi e il centro-sinistra di fischi e roghi? Che cosa significa rispondere &#8220;non Ã¨ sufficiente&#8221; ad una presa di posizione che smentisce legami ideologici con tali atteggiamenti? Davvero, non capisco.</p>
<p>Cosa si pretende? Una fucilazione di massa per mano di D&#8217;Alema, Prodi, Fassino e Bertinotti?</p>
<p>Qualcuno mi puÃ² dire qual Ã¨ un modo non-violento di dissentire che piaccia a lor signori? Che forse si preferiscano molotov contro auto parcheggiate, forze dell&#8217;ordine ed esercizi commerciali?<br />
Sono stanco. Davvero.</p>
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		<title>Le radici orwelliane della vittoria di Bush</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2004 03:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Moruzzi (dot-coma) linka questa immagine qui. Un po&#8217; pi&#249; grande ovviamente. Vedete quei puntini in azzurro che sembrano piccoli laghetti? Ecco quelle sono le contee in cui ha vinto John Kerry. Il 22% del territorio americano. Bush si &#232; preso tutte le contee in rosso. Impressionante vero? Considerando che Kerry ha perso con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="LATimes : RedBlue Map. Click for large version" href="/public/RedBlueMap_big.jpg" target="_blank"><img height="65" hspace="0" src="/public/kerry22_county.gif" width="100" align="left" border="0" /></a>Massimo Moruzzi (<a title="Blog: dot-coma, Massimo Moruzzi" href="http://www.dotcoma.it/" target="_blank">dot-coma</a>) <a title="Blog: dot-coma : a Kerry solo il 22,6% del territorio?" href="http://www.dotcoma.it/archive/021033.html" target="_blank">linka</a> questa immagine <a title="LATimes : RedBlue Map" href="/public/RedBlueMap_big.jpg" target="_blank">qui</a>. Un po&rsquo; pi&ugrave; grande ovviamente. <br />Vedete quei puntini in azzurro che sembrano piccoli laghetti? Ecco quelle sono le contee in cui ha vinto John Kerry. Il 22% del territorio americano. Bush si &egrave; preso tutte le contee in rosso. <br />Impressionante vero? <br />Considerando che Kerry ha perso con un distacco di &quot;appena&quot; tre milioni e mezzo di voti &#8211; e dico appena perch&egrave; guardando la mappa si sarebbe autorizzati a pensare diversamente &#8211; si direbbe che i democratici hanno vinto nelle contee pi&ugrave; popolose. <br />I repubblicani hanno quindi rallestrato gran parte dei propri 59 milioni di voti nelle campagne e in villaggi semi-abitati. <br />Si potrebbe pensare che ci sia un legame diretto tra densit&agrave; di popolazione di una determinata area, e la tendenza di questa a votare per una parte politica. E se cos&igrave; fosse, perch&egrave; i repubblicani vincono nelle contee meno abitate?
<p />
<p><strong>Democrazia</strong>. <strong>Senso critico</strong>. <strong>Informazione</strong>.<br />Affinch&eacute; ci sia democrazia occorre che le persone possano esprimere liberamente le proprie <em>opinioni</em>. Per poterne formulare occorre che possano avere accesso ad <em>informazioni</em> che poi elaboreranno in funzione dei propri codici etici o morali. <br />La <em>capacit&agrave; di mettere in discussione l&rsquo;informazione</em> &egrave; un elemento fondamentale affinch&eacute; la democrazia preservi s&eacute; stessa. Infatti, come scrive Orwell in &quot;1984&quot;:</p>
<blockquote><p>Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il <strong>presente</strong> controlla il passato.</p></blockquote>
<p>Si pu&ograve; controllare il presente manipolando del tutto le informazioni. Oppure facendo in modo che chi vi accede non sia capace di comprenderne completamente il senso e togliendogli cos&igrave; la possibilit&agrave; di metterla in discussione.</p>
<p><strong>Quindi?<br /></strong>Bush e la sua amministrazione hanno fatto quel che tutti sappiamo in questi quattro anni. Hanno raccontato bugie e commissioni ufficiali e non, li hanno smascherati. Kofi Annan, sebbene con forte ritardo, ha bollato la guerra in iraq come illegale. C&rsquo;&egrave; stata una fortissima mobilitazione contro questa amministrazione negli Usa e nel mondo. Film, manifestazioni, libri, blog. Chi ha potuto ha fatto la sua parte per tirare fuori la verit&agrave; ed impedire ai Repubblicani di ottenere il secondo mandato.<br />Com&rsquo;&egrave; potuto accadere che 59 milioni di persone abbiano ignorato questi elementi? <br />Possibile che sia pi&ugrave; importante impedire agli omosessuali di sposarsi che evitare che un bugiardo portatore di morte e povert&agrave; continui a guidare il destino dell&rsquo;intero Paese (e influenzi quello del resto del mondo)?<br />Non ho una risposta. Di certo non voglio accusare i <a title="Corriere: Dio e Patria, cos&igrave; la falange evangelica ha vinto" href="http://www.corriere.it/speciali/2004/Esteri/usa2004/elezioni/corriere/evangelici_caretto.shtml" target="_blank"><em>fondamentalisti cristiani</em></a>. Non perch&egrave; non abbia influito la fede religiosa dell&rsquo;elettorato repubblicano, ma perch&egrave; da solo non basta a giustificare che abbiano votato per chi li ha presi in giro per quattro anni (e chiesto ai loro figli di andare a morire in Iraq e in Afghanistan). </p>
<p>C&rsquo;&egrave; qualcosa che &egrave; stato tolto agli abitanti delle piccole conteee: la capacit&agrave; di mettere in discussione l&rsquo;informazione. Il diritto del dubbio. Il senso critico. </p>
<p>Dopo aver scritto tutte queste riflessioni, mi sono azzardato a seguire un <a href="http://doc.weblogs.com/discuss/msgReader$5129">link</a> all&rsquo;interno di quello <a title="Blog: dotcoma : a Kerry solo il 22,6% del territorio?" href="http://www.dotcoma.it/archive/021033.html" target="_blank">segnalato</a> da Massimo Moruzzi e vorrei riportare questo: </p>
<blockquote><p>I think I spent about an hour looking at that map. It&rsquo;s simply amazing. You can almost pick out <strong>every major university</strong> town in the America, simply by finding the <strong>few blue spots</strong> in an ocean of Red. </p></blockquote>
<p>Beh, qualcosa di vero forse c&rsquo;&egrave;, nelle mie paure. </p>
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		<item>
		<title>Bipolarismo, la panacea?</title>
		<link>http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/archives/2004/08/73/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2004 09:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Governare con il multipartitismo non &#232; facile. Occorre impegnarsi in lunghe concertazoni e scendere continuamente a compromessi per poter ottenere dei risultati concreti. L&#8217;imbalsamento dei processi istituzionali porta cos&#236; a fasi di stallo che impongono un cambio di guida.

Se l&#8217;obiettivo, dunque, &#232; la governabilit&#224; del Paese il bipolarismo &#232; un&#8217;ottima soluzione: prima governo io, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Governare con il multipartitismo non &egrave; facile. Occorre impegnarsi in lunghe concertazoni e scendere continuamente a compromessi per poter ottenere dei risultati concreti. L&rsquo;imbalsamento dei processi istituzionali porta cos&igrave; a fasi di stallo che impongono un cambio di guida.<br />
<br />
Se l&rsquo;obiettivo, dunque, &egrave; la governabilit&agrave; del Paese il bipolarismo &egrave; un&rsquo;ottima soluzione: prima governo io, poi governi tu. Alla concertazione tra partiti viene  preferita la tranquillizzante contrapposizione dei poli. Opposti, si presume.<br />
<br />
In teoria si dovrebbe guadagnare in stabilit&agrave;: i governi durano di pi&ugrave; e i programmi vengono portati avanti.<br />
<br />
Per l&rsquo;elettorato, si dovrebbero semplificare le cose:  alla separazione netta tra i due schieramenti conseguono meno dubbi e una partecipazione alla vita politica pi&ugrave; facile.<br />
<br />
Il rischio di paralisi istituzionale, per&ograve;, c&rsquo;&egrave; sempre. Se i poli sono veramente opposti, quello che il primo legifera non dovrebbe andar bene al secondo. Non potendo costruire su fondamenta di cui non ci si fida, la soluzione &egrave; radere al suolo il lavoro fatto dalla precedente legislatura e rifare tutto secondo le proprie convinzioni.  Si finirebbe per fare come Penelope con la tela, per citare Rutelli.</p>
<p>Cosa avviene per&ograve;, nella pratica?</p>
<p>Succede che tra i poli non si distingue una netta linea di demarcazione. L&rsquo;uno confluisce nell&rsquo;altro e invece di sinistra e destra abbiamo centro-sinistra e centro-destra. L&rsquo;identit&agrave; dei poli viene  quindi definita dalle formazioni politiche che si collocano agli estremi.<br />
<br />
L&rsquo;appiattimento sulle posizioni centrali &egrave; conseguenza anche della ricerca di consenso della maggior parte dell&rsquo;elettorato, che spesso Â– erroneamente &#8211;  viene definito &ldquo;moderato&rdquo;. Associarvi il termine &ldquo;moderazione&rdquo;  infatti, implica  un giudizio di carattere positivo che esclude automaticamente le altre formazioni politiche dallo stesso. Queste quindi, e l&rsquo;elettorato che rappresentano,  devono giustificare le proprie posizioni prima ancora di poter accedere alla dialettica politica.<br />
<br />
Guardando da vicino questa fetta di elettorato sarebbe utile poter distinguere tra moderati e poco informati. Oppure tra moderati e disinteressati. E ancora, gli indecisi. </p>
<p>In un sistema bipolare il centro &egrave; costretto a dividersi tra i due raggruppamenti; un po&rsquo; di qui e un po&rsquo; di l&igrave;. Invece di eliminare la concertazione, quindi, ci si trova a doverla vivere sia in un polo che nell&rsquo;altro, per poter mettere d&rsquo;accordo il centro con l&rsquo;estremo. Solo la presenza di un leader forte come Berlusconi pu&ograve; limitare l&rsquo;utilizzo della stessa. Non annullarne il bisogno per&ograve;, come dimostrano gli eventi politici successivi agli scarsi risultati elettorali delle Europee 2004.</p>
<p>Se ogni polo presenta un centro che poco si distingue dal suo corrispettivo nell&rsquo;opposto raggruppamento, si pu&ograve; facilmente intuire come non si pu&ograve; arrivare alla Tela di Penolope che <a href="http://www.margheritaonline.it/notizie/scheda.php?id_notizie=11621" target="_blank" title="Margherita Online:  RUTELLI INSISTE: IL VERO RIFORMISMO NON Ãˆ UNA TELA DI PENELOPE"></a>: </p>
<blockquote><p>
C&rsquo;&egrave; in Italia una profonda stanchezza verso uno pseudo-riformismo degno di Penelope, fatto di leggi che riformano leggi che ne avevano riformate delle altre: una famiglia media, oggi, non viene a capo di come funzioner&agrave; la vita scolastica dei propri figli, inciampa nella tormentata attuazione della riforma dell&acute;Universit&agrave;, soffre l&acute;incertezza della precariet&agrave; del lavoro e la connessa assenza di sicurezze sociali, non ha capito se ci sar&agrave; un condono edilizio, non ha chiaro quando convenga andare in pensione, non sa neppure se i pi&ugrave; giovani avranno una pensione decente. Un&acute;impresa vede cambiare in continuazione le regole, gli incentivi, il fisco</p></blockquote>
<p>Non ha tutti i torti il Presidente della Margherita. Si andrebbe a perdere il principale vantaggio del bipolarismo: la governabilit&agrave;. </p>
<p>Cosa si dovrebbe fare quindi? Andare al governo una volta vinte le elezioni Â– se li si vince, ovvio Â– e lasciare intatto un impianto legislativo in cui non si crede e contro cui si &egrave; ferocemente Â– ferocemente? &#8211;  combattuto dai banchi dell&rsquo;opposizione nei cinque anni precedenti? </p>
<p>La situazione sarebbe questa se i poli fossero veramente contrapposti, se la linea di demarcazione fosse netta sul serio.</p>
<p>A Rutelli vanno bene le riforme messe in atto dal Polo: le sue posizioni sono pi&ugrave;  vicine a quelle di Forza Italia che di Rifondazione Comunista.<br />
<br />
E in assenza di un leader forte e mass-mediaticamente carismatico Â– sui cui interessi fare quadrato Â– il bipolarismo aiuterebbe ben poco l&rsquo;Ulivo che si troverebbe incapace di mantenere la stabilit&agrave; di governo  sballottato come sar&agrave; dall&rsquo;impossibile concertazione tra sinistra radicale e centro.<br />
<br />
Perch&egrave; poi diciamolo: il centro si sta spostando sempre pi&ugrave; verso destra, ultimamente.</p>
<p>Ma se riuscisse a governare, l&rsquo;Ulivo, sarebbe cos&igrave; diverso dal Polo? Riuscirebbe a rilanciare l&rsquo;economia del Paese, ridurre le iniquit&agrave; sociali, abbattere la disoccupazione, aumentare la qualit&agrave; della vita?</p>
<p>Sono convinto di no, e non per semplice pessimismo.<br />
<br />
La risposta &egrave; da ritrovare al di fuori dei confini nazionali. </p>
<p>(<em>continua&#8230;</em>)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Democrazia, un modello incompleto</title>
		<link>http://www.aladingenius.com/onTheCarpet/archives/2004/05/democrazia-un-modello-incompleto/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2004 18:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aladingenius</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pfall parla di democrazia a proposito del referendum per cui lâ€™opposizione in Venezuala sta raccogliendo le firme.
Non sono informatissimo sui &#8220;difetti formali&#8221; di cui si parla, quindi non so se siano da attribuire ad un reale intervento di Chavez o meno. Anzi, quello che so sul Venezuela lâ€™ho letto su un pezzo di Stefano Vernole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pfall <a title="Pfaal : Botta e risposta" target="_blank" href="http://www.pfaall.com/it/arch/000748.html">parla di democrazia</a> a proposito del referendum per cui lâ€™opposizione in Venezuala sta raccogliendo le firme.</p>
<p>Non sono informatissimo sui &#8220;difetti formali&#8221; di cui si parla, quindi non so se siano da attribuire ad un reale intervento di Chavez o meno. Anzi, quello che so sul Venezuela lâ€™ho letto su un <a title="Disinformazione.it : Stefano Vernole: GiÃ¹ le mani dal Venezuela." target="_blank" href="http://www.disinformazione.it/venezuela.htm">pezzo</a> di Stefano Vernole, su <em>disinformazione.it</em> (via <a href="http://articolo-21.splinder.it">articolo 21</a>)</p>
<p>Se non fosse questo il caso &#8211; ed Ã¨ il punto che mi interessa di piÃ¹ &#8211; se quindi Chavez non ne Ã¨ il responsabile,  non riuscirei a collegarlo allâ€™abilitÃ  di Berlusconi di superare indenne i processi dato che in molti casi lo fa attraverso leggi <em>ad personam</em>.</p>
<p>E nemmeno vedrei un parallelo con la vittoria delle elezioni da parte di Bush  visto che &#8211; come espone chiaramente Micheal Moore nel suo libro &#8220;White Stupid Man&#8221; &#8211; Ã¨ il frutto dellâ€™aiuto da parte del frattelo Jeb  &#8211; governatore della Florida. Questi, infatti, ha modificato la legge elettorale <a title="comedonchisciotte: â€™Amministrazione Bush: George W. Bush non Ã¨ mai stato elettoâ€™" target="_blank" href="http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=975">per favorire il fratello</a>:</p>
<blockquote><p>La legge dice che gli ex criminali non possono votare in Florida. E sfortunatamente [...] questo significa che al 31 per cento di tutti i neri della Florida Ã¨ proibito votare perchÃ© le loro fedine penali sono macchiate da qualche crimine. Harris e Bush sapevano che togliendo i nominativi degli ex criminali dalle liste elettorali avrebbero tenuto alla larga dalle cabine di voto migliaia di cittadini neri.</p></blockquote>
<p>Non Ã¨ pericoloso accettare lâ€™utilizzo di questi <em>trucchi</em> come una naturale espressione della democrazia? Piuttosto, il verificarsi di questi episodi mostra i limiti di un modello non completamente maturo incapace di difendersi dagli attacchi interni di chi vuole abusarne per far passare la percezione di legalitÃ .</p>
<p>Sono daccordo con Pfall quando dice che <em>i tecnicismi formali fanno parte della democrazia, anzi, sono la democrazia</em> ma ritengo che una maliziosa interpretazione di questi formalismi o peggio, la creazione ad hoc di essi rappresenti un abuso che va in contrasto con i concetti stessi che ne stanno alla base.</p>
<p>Se poi veramente Chavez stesse mettendo i bastoni tra le ruote ai suoi avversari, sfruttando la sua posizione di potere per portarsi in vantaggio, allora non ci vedrei nulla di male nellâ€™imporre sanzioni.<br />
Questi stessi provvedimenti li vedrei benissimo a carico di George Bush e Silvio Berlusconi, per intenderci.<br />
Che poi sia irrealistico &#8211; almeno nei prossimi decenni &#8211; eludere il sistema dei <em>due pesi e due misure</em>&#8230;</p>
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